BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 1 | MODULO 4 | SCHEDA 7
Sì, e quando inizierete a esplorarne i generi e le pratiche, rimarrete stupiti dalla varietà.
Nei secoli successivi alla morte del Buddha, i suoi insegnamenti si sono diffusi in India e nella maggior parte dell’Asia, dove si sono mescolati con le religioni e le culture esistenti. Ogni tradizione ha sviluppato la propria liturgia, le proprie pratiche di meditazione, il proprio stile di canto e persino un modo specifico di inchinarsi. Ogni scuola dà interpretazioni diverse su chi fosse il Buddha, su cosa sia l’illuminazione e su come si percorra il cammino verso il risveglio.
Theravāda (letteralmente, «via degli anziani») è il nome assegnato alla forma di buddhismo fondata sul Canone pāli, una raccolta di alcune delle prime testimonianze degli insegnamenti del Buddha. Il Theravāda, filone superstite di quelli che un tempo erano molteplici lignaggi monastici, è praticato soprattutto nello Sri Lanka e in alcune zone del Sud-est asiatico, fra cui Thailandia, Myanmar, Laos e Cambogia.
Il buddhismo mahāyāna («grande veicolo», in cui il termine «veicolo» si riferisce a ciò che può condurci al risveglio). Il Mahāyāna si è sviluppato per la prima volta nell’antica India, ma oggi è conosciuto nelle sue forme cinesi e giapponesi, per esempio il buddhismo Zen o della Terra pura. Le scritture di queste scuole sono tratte dal canone cinese, una raccolta di testi buddhisti tradotti in cinese da testi sanscriti ormai perduti e interpretati da studiosi cinesi a partire dal II secolo d.C. Il modello di riferimento per i praticanti del Mahāyāna è il «Buddha a venire», o bodhisattva, il quale fa voto di diventare un Buddha per alleviare la sofferenza di tutti gli esseri coscienti.
In India è emersa anche una forma di Mahāyāna chiamata Vajrayāna (il veicolo del «diamante» o del «fulmine»), incentrata sul tantra. Benché sia gradualmente svanita, oggi è la forma predominante di buddhismo in Tibet ed è praticata in una certa misura anche in Asia orientale. Come le altre scuole mahāyāna, il Vajrayāna abbraccia l’ideale del bodhisattva.
Via via che venivano trapiantate in Occidente, queste tradizioni hanno dato vita a nuovi adattamenti e nuove pratiche: le varietà del buddhismo continuano così a moltiplicarsi.
Gli sviluppi della ricerca storica ci dicono che, fin dalle sue origini, il buddhismo consiste in una molteplicità di credenze e interpretazioni.
LIVELLO 1 | MODULO 4
Gli insegnamenti del Buddha si diffusero a partire dall’odierna India nord-occidentale, nel primo millennio a.C.
Quando il Buddha morì, uno dei suoi discepoli più anziani convocò un concilio di 500 monaci per determinare la strada da seguire in assenza del loro maestro.
Uno sguardo alle origini del processo che ha portato il a diventare la religione più praticata in molti Paesi del Sud-est asiatico.
La Via della seta condusse i monaci buddhisti in Cina e oltre.
Molto tempo dopo la morte del Buddha, i suoi insegnamenti arrivarono in Tibet e si fusero con la religione indigena, Bon, per formare quella che oggi è la tradizione Vajrayāna («via del diamante»).
Dagli immigrati cinesi della corsa all’oro ai trascendentalisti e ai poeti beat, ecco una panoramica della nascita del buddhismo americano.
Le pratiche di scuole e sette in tutto il mondo sono fondate sugli insegnamenti del Buddha, ma sono spesso raggruppate in due grandi tradizioni.
La risposta breve è: tutte e tre.
Ogni tradizione buddhista ha i suoi testi fondamentali.
Sì, esistono. Nel buddhismo, i santi sono esseri che raggiungono la piena illuminazione.
I rituali buddhisti variano molto, ma spesso includono canti e preghiere.
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