BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 1 | MODULO 4 | SCHEDA 2
Secondo la tradizione buddhista, quando il Buddha morì (circa nel 480 a.C.), Mahākāśyapa, uno dei suoi discepoli più anziani, convocò un consiglio di 500 monaci illuminati per stabilire il corso da seguire senza il loro maestro. Durante questo primo concilio buddhista i discepoli Ānanda e Upāli recitarono i sermoni del Buddha e le regole dell’ordine monastico, poiché non ne esisteva ancora una forma scritta in Magadhi, la lingua che probabilmente parlavano.
I monaci riuniti convennero sull’accuratezza di quanto era stato recitato e sul fatto che avrebbero preservato gli insegnamenti del Buddha memorizzandoli e salmodiandoli – metodo che aveva un precedente: i Veda, antichi testi associati all’induismo, erano stati tramandati oralmente per secoli. Ma, se è effettivamente probabile che le prime generazioni di monaci e monache buddhisti memorizzassero e salmodiassero gli insegnamenti del Buddha, alcuni storici dubitano del fatto che questo Primo concilio buddhista abbia avuto luogo.
Si è invece più concordi nell’affermare che un Secondo concilio buddista si è svolto circa 70 anni dopo il primo, il quale segnò la prima significativa divisione del saṅgha buddhista in due scuole principali, Sthaviravāda («scuola degli anziani») e Mahāsāṃghika («grande assemblea»). La causa principale di questo scisma sembra essere stato il disaccordo sulle regole monastiche. Gli sthaviravādin ritenevano che i mahāsānghika fossero troppo permissivi; i mahāsānghika accusavano gli sthaviravādin di aver aggiunto regole che non erano state tramandate dal Buddha.
In un primo momento, il buddhismo era diffuso soprattutto nell’India nord-orientale, nell’area occupata dagli attuali Stati di Bihar e Uttar Pradesh. La massima espansione del buddhismo avvenne sotto il patrocinio dell’imperatore Aśoka, che governò la maggior parte dell’India e altri territori dal 268 al 232 a.C. circa. I missionari di Aśoka riuscirono a diffondere con successo il Buddismo nel subcontinente indiano e negli attuali Sri Lanka, Pakistan e Afghanistan.
Ad Aśoka si attribuisce la convocazione del Terzo concilio buddhista. Il Concilio adottò un testo chiamato Abhidharma, che rimane uno dei testi più popolari del canone scritturale. Si dice che in seguito siano stati convocati altri tre concili buddhisti, anche se gli storici ritengono che si tratti più di leggende che di fatti.
La scuola di buddhismo sthaviravāda, fondata dai missionari di Aśoka nello Sri Lanka, fu il precursore dell’attuale buddhismo theravāda, la scuola dominante nel sud-est asiatico. Nel primo secolo a.C., i monaci dello Sri Lanka misero per iscritto i loro insegnamenti cantati, che costituiscono la base delle scritture chiamate Canone pāli (la lingua pāli è simile al maghadhi).
Anche la scuola Mahāsāṃghika continuò a svilupparsi fino all’inizio del primo millennio d.C., quando svanì. Elementi della Mahāsāṃghika si ritrovano nel buddhismo mahāyāna, che col tempo avrebbe dominato la Cina e l’Asia orientale e settentrionale.
Scoprite cosa insegnava Buddha e com’era il mondo in cui insegnava grazie allo studioso e autore buddhista John Peacocke.
LIVELLO 1 | MODULO 4
Gli insegnamenti del Buddha si diffusero a partire dall’odierna India nord-occidentale, nel primo millennio a.C.
Quando il Buddha morì, uno dei suoi discepoli più anziani convocò un concilio di 500 monaci per determinare la strada da seguire in assenza del loro maestro.
Uno sguardo alle origini del processo che ha portato il a diventare la religione più praticata in molti Paesi del Sud-est asiatico.
La Via della seta condusse i monaci buddhisti in Cina e oltre.
Molto tempo dopo la morte del Buddha, i suoi insegnamenti arrivarono in Tibet e si fusero con la religione indigena, Bon, per formare quella che oggi è la tradizione Vajrayāna («via del diamante»).
Dagli immigrati cinesi della corsa all’oro ai trascendentalisti e ai poeti beat, ecco una panoramica della nascita del buddhismo americano.
Le pratiche di scuole e sette in tutto il mondo sono fondate sugli insegnamenti del Buddha, ma sono spesso raggruppate in due grandi tradizioni.
La risposta breve è: tutte e tre.
Ogni tradizione buddhista ha i suoi testi fondamentali.
Sì, esistono. Nel buddhismo, i santi sono esseri che raggiungono la piena illuminazione.
I rituali buddhisti variano molto, ma spesso includono canti e preghiere.
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