BUDDHISMO PER CHI COMINCIA  |  LIVELLO 1  |  MODULO 4  |  SCHEDA 5

Tibet e Himalaya

Più di mille anni dopo la morte del Buddha, i suoi insegnamenti dall’India e dalla Cina si diffusero verso le regioni himalayane dell’Asia, dove diedero vita a  una delle forme più riconoscibili e praticate della religione, nota in Occidente come buddhismo tibetano, spesso definito Vajrayāna – letteralmente «via del diamante» o «via del fulmine» (o «veicolo adamantino/della folgore») – un insieme di tradizioni tantriche nate in India come forma distinta del buddhismo mahāyāna. (Altre forme di Vajrayāna sono praticate anche in Giappone e altrove).

La maggior parte dei maestri e degli studiosi concorda sul fatto che il buddhismo crebbe in Tibet sotto l’egida di Songtsen Gampo, un leader che aveva unito una serie di regni in guerra, conferendo legittimità e stabilità politica alla regione. Secondo la leggenda, sposò due donne buddhiste, una cinese e una nepalese, le quali iniziarono Songtsen Gampo e i suoi sudditi alla loro religione.

Proprio come era accaduto in India, Cina, Corea, Giappone, Thailandia e nella maggior parte degli altri Paesi buddhisti, in Tibet lo Stato favorì lo sviluppo del buddhismo. Nel corso dei secoli successivi al regno di Songtsen Gampo, alcuni maestri buddhisti indiani, fra cui Padmasambhava – un esperto nelle discipline tantriche del VIII secolo, considerato un fondatore del buddhismo tibetano e venerato come figura semileggendaria – si recarono in Tibet per insegnare e condurre traduzioni.

Nel XIV e XV secolo, il buddhismo era profondamente radicato in Tibet e ne permeava la cultura e la società. Quasi tutti i testi buddhisti indiani e cinesi esistenti furono tradotti in tibetano. Le valli, gli altopiani e le città del Tibet ospitavano migliaia di monasteri delle quattro principali scuole del buddhismo tibetano: Nyingma (la più antica), Kagyü, Sakya e Gelug. Molti di questi monasteri funzionavano come grandi università e fornivano istruzione monastica fino al livello di dottorato.

Dal Tibet, il buddhismo vajrayāna si diffuse in Mongolia, Bhutan, Asia centrale e in diverse parti dell’attuale Russia, fra cui la Buriazia e Tuva. Dal momento che il buddhismo si era in qualche modo mescolato alla religione Bon originaria del Tibet, gli insegnamenti furono ripresi dalle tradizioni sciamaniche locali in altre zone dell’Himalaya.

In seguito all’invasione cinese del Tibet e alle ondate di persecuzione dei buddhisti tibetani e alla distruzione dei monasteri in tutto l’Himalaya, i rifugiati di quei luoghi fuggirono per mettersi in salvo, portando con sé la loro religione in India, Europa, Stati Uniti e altre parti del mondo. La diaspora ha avvicinato alla pratica tibetana tanti fra i buddhisti convertiti di oggi.

LIVELLO 1 | MODULO 4

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Molto tempo dopo la morte del Buddha, i suoi insegnamenti arrivarono in Tibet e si fusero con la religione indigena, Bon, per formare quella che oggi è la tradizione Vajrayāna («via del diamante»).

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