BUDDHISMO PER CHI COMINCIA  |  LIVELLO 1  |  MODULO 4  |  SCHEDA 9

Esiste una Bibbia buddhista?

Il buddismo è una famiglia di religioni piuttosto che un unico sistema spirituale, per questo non esiste un unico insieme di scritture la cui autorità è riconosciuta da tutti i gruppi buddhisti. Ogni tradizione buddhista segue il proprio «canone» (raccolta di testi fondamentali) scritturale e, a partire dallo stesso, sviluppa commenti e insegnamenti.

Le pratiche del buddhismo theravāda si fondano sul Canone pāli, che comprende alcuni dei testi buddhisti più antichi, scritti in un’antica lingua indiana chiamata Pāli. Queste scritture sono note come Tipiṭaka («Tre canestri») perché comprendono tre grandi gruppi di testi. Il «Sutta Piṭaka» contiene i sutta (in sanscrito, sutra) o discorsi del Buddha e di alcuni dei suoi discepoli; il «Vinaya Piṭaka» contiene il codice disciplinare previsto dal Buddha per la sua comunità monastica; e l’«Abhidhamma Piṭaka» contiene un’analisi dettagliata della natura, dell’origine e dell’interazione dei fenomeni materiali e psicologici. Gli studiosi in generale fanno risalire quest’ultimo gruppo di testi a poche centinaia di anni dopo la morte del Buddha, forse fra il terzo e il primo secolo a.C.

Il Canone cinese, il corpus di scritture la cui autorità è riconosciuta dalle tradizioni buddhiste dell’Asia orientale (comprese quelle giapponesi, coreane e vietnamite), è stato probabilmente composto fra il primo secolo a.C. e il quinto secolo d.C. Vi sono molte sovrapposizioni fra il Canone cinese e quello pāli (per esempio, il Canone cinese contiene una versione dei sutta, i discorsi del Buddha, nota come āgama), ma ci sono anche molte divergenze su aspetti dottrinali cruciali. Anche il Canone tibetano, suddiviso in Kangyur (ciò che è considerato la parola del Buddha) e Tengyur (commenti successivi), si sovrappone al Canone cinese ma al contempo contiene delle sue specifiche scritture, compresi i testi tantra.

Altre scuole buddhiste fondano le proprie pratiche e dottrine su specifici sutra o trattati. Il buddhismo di Nichiren, per esempio, si fonda su una scrittura nota come Sutra del loto e salmodiarne il titolo è parte fondante della sua pratica. I buddhisti della Terra pura, invece, studiano tre sutra che si concentrano su un buddha conosciuto come Amitābha, o il Buddha della Luce infinita, che si dice regni nella «Terra Pura», una sorta di paradiso buddhista dove le condizioni per raggiungere l’illuminazione sono molto favorevoli.

Per saperne di più sulla formazione dei testi fondamentali del buddhismo, leggete l’analisi di un testo in particolare – il Sutra del Loto dell’eminente studioso di buddhismo Donald S. Lopez, Jr. o leggete il resoconto di questa tavola rotonda sull’ampia gamma di risorse canoniche del buddhismo e sul loro ruolo nelle comunità contemporanee. Potete inoltre leggere la tesi di Linda Heuman secondo cui nessun testo buddhista è più «autentico» di un altro.

LIVELLO 1 | MODULO 4

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La risposta breve è: tutte e tre.

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