Il portale
dell'Unione Buddhista
Italiana

GATE

Sociale

Bee woman: ripartire dalle api

Tempo di lettura: 4 minuti

 

 

L’empowerment femminile fa rumore, come il ronzio delle api. E proprio le api e l’apicoltura sostenibile sono un potenziale volàno di sviluppo nella periferia di Palermo. Succede, grazie a Bee woman, progetto nato per restituire non solo un lavoro, ma anche dignità e forza alle donne in difficoltà.

 

Il contesto è quello del quartiere palermitano di Cruillas, nella periferia popolare a nord-ovest della città, alle falde di Monte Cuccio. Qui c’è Terra Franca, uno spazio di 5mila metri quadrati, confiscato alla criminalità organizzata per essere restituito alla collettività: dal 2019 l’associazione palermitana HRYO-Human Rights Youth Organization – che ha come obiettivo primario la piena realizzazione dei diritti dell’uomo – lavora per rigenerare l’area, attraverso il tenace ripristino degli spazi verdi e le costanti iniziative di inclusione sociale ed educazione ambientale. Proprio in quest’àmbito si colloca Bee woman, che offre formazione lavorativa e di inserimento sociale a donne italiane e straniere in difficoltà.

 

 

Un progetto che nasce anche da un dato statistico: «Le ricerche post-pandemia – spiega Marco Farina, presidente di HRYO – hanno appurato che essere donne, e in particolare donne straniere, è in sé una causa di vulnerabilità sociale e di precarietà in campo occupazionale. La finalità principale del progetto è fornire alle beneficiarie un bagaglio di competenze professionali in tema di apicoltura e dare loro una speranza per il futuro».

 

Un processo di crescita e autodeterminazione che si declina in saperi teorici e pratici: Bee woman è partito ad aprile 2024 con un primo incontro di conoscenza e selezione che si è tenuto a Terra Franca in un’atmosfera conviviale. Una volta esperite le verifiche di eventuali allergie per le candidate interessate a intraprendere il percorso, a maggio ha preso ufficialmente il via il corso semestrale di formazione teorico-pratico per le dieci donne beneficiarie, gestito da professionisti dell’apicoltura. Lo scenario degli incontri è il primo apiario olistico ed etico della Sicilia, gestito con il metodo della apicoltura naturale: una struttura immersa nel verde, calda e accogliente, una casupola in legno non trattato a cui sono connesse le arnie.

 

«Nella casetta – spiega Elisa Chillura di HRYO – si sente forte il ronzio delle api e si può respirare l’aria profumata generata dalle arnie, che, come dimostrano diversi studi, crea benessere, giovando ad esempio alle patologie asmatiche». La formazione è concepita a 360 gradi, con un approccio lento e naturale: si inizia con i primissimi rudimenti teorici ma poi si va sul campo, indossando le classiche tute gialle per un incontro ravvicinato con le api. Le sessioni sono incentrate in particolare sulle tematiche e gli strumenti utili alla gestione di un apiario e alla lavorazione dei prodotti connessi. «Perché Bee woman – continua Elisa – considera le api non solo come mere produttrici di miele e cera, ma punta su una formazione multidisciplinare e cerca di mettere a valore tutto l’indotto che questi straordinari imenotteri sono in grado di produrre: dalla didattica connessa all’apiterapia, all’universo delle discipline olistiche, dalla meditazione zen in loco alla trasformazione del miele – polline, propoli, unguenti – fino alla produzione di arnie naturali, con il sistema top bar originario dell’Africa, facili da costruire e gestire». Il progetto prevede inoltre l’apertura di un piccolo negozio in vicolo San Basilio, nel centro di Palermo, dedicato a prodotti apistici e libri.

 

 

La sfida è complessa: il «paesaggio» del bene confiscato è stato funestato in passato da una violenta urbanizzazione, con la progressiva riduzione e abbandono delle superfici agricole. Accanto ad agrumeti, alberi di nespole, fichi e oliveti, ci sono infatti dei piccoli «ecomostri». «Questo terreno era una vera e propria discarica – spiega Marco Farina – ma una volta bonificata l’area, abbiamo iniziato a coltivarla e aspettiamo l’autorizzazione del Comune per abbattere alcuni scheletri di cemento. Vogliamo mettere a valore tutto il buono delle api e fare tesoro dell’indole alla cura e al reciproco supporto di cui sono capaci». Il tema sotteso a Bee woman è infatti proprio la cura: curare gli esseri umani e in particolare le donne in condizioni di fragilità per prendersi cura dell’intero patrimonio naturale. «Il progetto è ispirato al principio dell’interdipendenza tra tutte le creature e l’ambiente, e al pensiero del Dalai Lama in tema di migrazioni: ovvero fornire ai rifugiati – oltre all’accoglienza – un’istruzione e una formazione, con l’obiettivo che un giorno ciascun migrante possa tornare a casa e ricostruire il proprio Paese. Bee woman unisce quindi sostenibilità ambientale, formazione lavorativa, lotta alle mafie, gestione di un bene confiscato, rigenerazione ambientale di Terra Franca, e comporta soprattutto una grande responsabilità: offrire alle nostre beneficiarie, tramite i nostri docenti un percorso di rinascita, cura e riscatto».

 

Il progetto è realizzato grazie ai fondi dell’8xmille di Unione Buddhista Italiana.

 

Sociale

Le lampadine di Claudio Morici

Gli incendi di Maicol&Mirco

Agende

Casa editrice

Ultima
Uscita

Social

Agende

Casa editrice

Iscriviti alla newsletter di GATE

Resta aggiornato con tutte le ultime novità

In caso di consenso conferito spuntando le caselle sopra riportate, i suoi dati saranno trattati da Unione Buddhista Italiana - UBI, con sede in Vicolo dei Serpenti 4/A – 00184 Roma, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali al fine di inviarle all’indirizzo e-mail da lei fornito la nostra newsletter e invitarla a partecipare a eventuali sondaggi. I dati che saranno trattati sono quelli da lei inseriti nel modulo sopra. Potrà in ogni momento revocare il consenso disiscrivendosi tramite il link riportato in calce alla newsletter. Maggiori informazioni in tema di finalità del trattamento, base giuridica, destinatari, termini di conservazione e diritti dell’interessato potranno essere consultati nell’informativa privacy (https://gategate.it/privacy/).