Il portale
dell'Unione Buddhista
Italiana

GATE

Sociale

Vivere l’interdipendenza: un orto agro-ecologico e rigenerativo aperto alla comunità

Tempo di lettura: 3 minuti

«Essere una cosa sola con la natura per il ripristino della biodiversità»: questa è l’essenza di «Vivere l’interdipendenza», progetto che il centro buddhista Associazione Zen Bodai Dojo, con sede ad Alba, sta realizzando a Costigliole d’Asti. A 15 chilometri dal capoluogo astigiano, tra le Langhe e le prime colline del Monferrato, in un’area di straordinaria bellezza riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, l’associazione sta trasformando circa 6 ettari in un eco-parco sostenibile. Il terreno comprende prati, seminativi, vigneti, un bosco ceduo, una sorgente d’acqua e alberi da frutto come pere, mele, susine, melograni e gelsi. La località offre una magnifica vista panoramica sulle Alpi ed è facilmente raggiungibile sia in auto sia in treno.

«Il progetto -spiega il Maestro Beppe Mokuza Signoritti, guida spirituale del Centro Zen Bodai Dojo- mira a preservare la biodiversità e a proteggere l’ambiente, creando un bio-distretto dove praticare l’agroecologia, rispondendo così alla crisi ecologica attraverso gli insegnamenti del buddhismo Zen e in linea con l’Agenda Ecologica di Unione Buddhista Italiana».

Nell’area, sulle fondamenta di un vecchio cascinale, sta inoltre sorgendo il Tempio Centro Zen Gyogenji, «luogo della sorgente della pratica». Concepito secondo principi di bio-architettura, nel rispetto delle caratteristiche regionali e del paesaggio circostante, il progetto di ristrutturazione è stato avviato lo scorso gennaio con l’obiettivo di convertire gli edifici esistenti in una struttura residenziale e ricettiva a vocazione religiosa.

L’associazione ha inoltre dedicato 3000 metri quadrati a un grande orto di agricoltura rigenerativa: la comunità Zen da sempre produce ortaggi, salse di pomodoro, marmellate, miele, cibi sotto sale e lattofermentati per uso interno. Alcuni membri vantano un’esperienza decennale in orticoltura e gestione forestale; tra di loro lo stesso Maestro Mokuza: «L’orto ha un ruolo fondamentale per noi: oltre a fornire sostentamento ai monaci, è un simbolo concreto di condivisione, ritorno alla natura e interdipendenza con l’ecosistema. Organizziamo quindi giornate di lavoro aperte a tutti, perché crediamo che il contatto con la terra generi benessere e promuova un animo aperto e generoso». Durante l’estate, ogni venerdì pomeriggio, l’orto è aperto alla comunità, per laboratori, proposte educative e passeggiate, con l’obiettivo di sensibilizzare sulla variabilità delle specie e sull’ambiente non come risorsa da sfruttare, ma da rispettare, promuovendo il senso di appartenenza alla natura, la responsabilità e l’interconnessione. L’orto è strutturato su 3 terrazzamenti rinforzati con palizzate di legno di castagno. «Nei mesi scorsi, abbiamo arricchito il terreno con nutrienti naturali e piantato 700 piantine di pomodori, 50 chilogrammi di patate e vari altri ortaggi, attingendo alla nostra banca di semi biologici». Il frutteto, ampliato con varietà autoctone, viene trattato esclusivamente con antiparassitari e fertilizzanti biologici: uno spazio che promuove la biodiversità, in controtendenza rispetto alla monocoltura vitivinicola dell’area. Nella stessa ottica è stata avviata una food forest (un «bosco commestibile»), che include specie mellifere e tartufigene, e un’attività di apicoltura con 3 nuove famiglie di api in collaborazione con l’associazione Aspromiele. «Il nostro approccio è olistico: vogliamo proteggere gli ecosistemi locali, combattere lo sfruttamento della terra, sensibilizzare sulla biodiversità e creare una comunità basata sulle relazioni ecologiche e il rispetto di tutti gli esseri senzienti».

Il progetto propone un nuovo modello di crescita e ricchezza e lo sviluppo armonico della persona attraverso l’unione tra lavoro con la terra e spiritualità, focalizzato su biodiversità, riduzione delle emissioni di CO2, autosufficienza alimentare, e si avvale di tecnologie innovative. Le attività favoriranno l’inclusione di persone svantaggiate e rafforzeranno il senso di equità e benessere per tutti i beneficiari del progetto. Nel tempo si mira a sviluppare fonti di reddito e opportunità di lavoro legate alla sostenibilità, puntando su eco-turismo, agricoltura sostenibile ed educazione ecologica.

Il progetto, che coinvolge l’amministrazione di Costigliole d’Asti e associazioni come LIPU, Aspromiele e la sezione astigiana di Legambiente, dà grande importanza alla sostenibilità finanziaria, fondamentale per garantirne la continuità nel tempo, in linea con l’agire del buddhismo Zen. «Con Vivere l’interdipendenza intendiamo creare un punto di incontro tra le comunità locali e un polo di attrazione per persone di tutta Europa, di credo e culture differenti, promuovendo una maggiore consapevolezza del ruolo dell’individuo nella costruzione di una società sostenibile».

Il progetto è realizzato grazie ai fondi dell’8xmille di Unione Buddhista Italiana. 

Sociale

Le lampadine di Claudio Morici

Gli incendi di Maicol&Mirco

Agende

Casa editrice

Ultima
Uscita

Social

Agende

Casa editrice

Iscriviti alla newsletter di GATE

Resta aggiornato con tutte le ultime novità

In caso di consenso conferito spuntando le caselle sopra riportate, i suoi dati saranno trattati da Unione Buddhista Italiana - UBI, con sede in Vicolo dei Serpenti 4/A – 00184 Roma, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali al fine di inviarle all’indirizzo e-mail da lei fornito la nostra newsletter e invitarla a partecipare a eventuali sondaggi. I dati che saranno trattati sono quelli da lei inseriti nel modulo sopra. Potrà in ogni momento revocare il consenso disiscrivendosi tramite il link riportato in calce alla newsletter. Maggiori informazioni in tema di finalità del trattamento, base giuridica, destinatari, termini di conservazione e diritti dell’interessato potranno essere consultati nell’informativa privacy (https://gategate.it/privacy/).