Sociale

Autismo: lo stigma è una parete da scalare

Data di pubblicazione: 23/09/2024
Tempo di lettura: 3 minuti

Il progetto ArrampiCARE

Lo stigma è una parete da scalare. L’arrampicata sportiva, disciplina che si pratica su pareti attrezzate, può diventare un prezioso strumento di sviluppo psicomotorio e inclusione sociale per i bambini e ragazzi con disturbi dello spettro autistico.

È proprio questo la caratteristica del progetto Arrampi_care, promosso dall’associazione sportiva dilettantistica SASP di Torino, che gestisce la più longeva palestra di arrampicata cittadina, attiva dal 1987. SASP offre a bambini e ragazzi dai 5 ai 18 anni con disturbi dello spettro autistico (Autism Spectrum Disorders, ASD) la possibilità di praticare l’arrampicata sportiva con l’obiettivo di “promuovere il loro benessere, acquisire e rafforzare le loro abilità motorie e cognitive, migliorarne l’inclusione sociale, superando lo stigma che ancora oggi colpisce le persone con autismo e i loro familiari” come spiega il presidente dell’associazione Lorenzo Bertoldi.

I disturbi dello spettro autistico sono un insieme eterogeneo di disturbi del neurosviluppo caratterizzati da un deficit persistente nella comunicazione e nell’interazione sociale. In Italia si stima che 1 bambino su 77 (di un’età tra i 7 e i 9 anni) presenti un ASD, con una prevalenza maggiore nei maschi (4,4 volte in più rispetto alle femmine).

Lo sport è, in questo come in altri casi, un potente strumento di benessere e inclusione sociale: «Le ricerche, come quella condotta dalla canadese Emily Bremer1 nel 2016, dimostrano che l’impegno continuativo e regolare in attività sportive ha ricadute positive sulla salute dei bambini e ragazzi con autismo” continua Bertoldi. “L’arrampicata è uno sport ideale, perché, oltre a sviluppare capacità motorie di coordinazione, equilibrio, forza e resistenza si pratica in piccoli gruppi, è abbastanza ʻschematica’ , con una procedura precisa -mi lego, mi arrampico, mi appendo, comunico di voler scendere…- ma consente anche di lavorare sulle emozioni e sulle relazioni».

Arrampi_care è per tutti, come riferisce lo psicologo e referente tecnico Ludovico Zamara, che lavora al progetto dal 2019: «A partecipare sono giovani provenienti da Torino e da paesi del circondario come Collegno e Grugliasco. Quest’anno sono stati coinvolti una ventina tra bambini e ragazzi, con un’età compresa tra i 4 e i 20 anni». La partecipazione ha un costo molto contenuto; «questo permette alle famiglie di far praticare ai ragazzi un’attività senza una spesa troppo onerosa».

Ma quali differenze ci sono con una lezione standard di arrampicata? «L’intenzione è fare le stesse cose degli altri bambini, regolandoci sulle capacità di base di ciascuno» precisa il presidente Bertoldi. «Non vogliamo infatti dare un taglio riabilitativo all’attività, ma preferiamo che la palestra rimanga un luogo ricreativo e di piacere. Il corso dura tutto l’anno con lezioni uno a uno con l’istruttore e si conclude con un’uscita outdoor in piccoli gruppi di cinque o sei ragazzi».

L’istruttore ha quindi ovviamente un ruolo chiave: per questo gli operatori coinvolti nel progetto ricevono una formazione sia sull’arrampicata sia sull’autismo, e possiedono le competenze di base per sapere come comportarsi in caso di eventuali crisi. Uno stimolo per il futuro è quello di trovare nuovi strumenti di comunicazione che facilitino l’arrampicata, con l’obiettivo di creare delle vere e proprie linee guida per consentire agli istruttori di capire come agire in determinate situazioni. «Abbiamo ideato, ad esempio, il segnale di battere la mano sulla parete per far capire che si vuole scendere» spiega Bertoldi. «Ed è stato incoraggiante il riscontro in una giornata di formazione gratuita che abbiamo organizzato per gli istruttori: hanno partecipato in 25, sia istruttori di arrampicata che operatori del settore, provenienti da numerose palestre del territorio».

Il modello innovativo di intervento Arrampi_care viene inoltre verificato e validato dal CNR-ITD (Istituto per le Tecnologie Didattiche del Consiglio Nazionale delle Ricerche), come ricorda il tecnico Zamara: «Attraverso verifiche periodiche misuriamo qual è la percentuale di riuscita dei percorsi, sia dal punto di vista del miglioramento motorio, sia da quello della qualità del percorso stesso. Arrivati alla quarta e ultima valutazione abbiamo notato un miglioramento globale sulle prove fisiche, mentre dal punto di vista della qualità di relazioni e comunicazione, i dati sono meno univoci. Alcuni bambini hanno un miglioramento molto netto, altri più lento. I risultati sono comunque incoraggianti». L’obiettivo finale, grazie all’autorevole partner, è accreditare il modello a livello internazionale e allargare la proposta anche a persone adulte.

«Il primo anno di Arrampi_care è stato ricco di emozioni, sfide, risultati raggiunti e altri da raggiungere. Siamo molto orgogliosi della professionalità e dell’entusiasmo dimostrati: il nuovo ciclo di 30 lezioni avrà inizio a ottobre 2024 e finirà a giugno 2025, in corrispondenza del calendario scolastico» conclude fiducioso il presidente Bertoldi.

Il progetto Arrampi_care è sostenuto dai fondi dell’8xmille di Unione Buddhista Italiana.

Le Acrobate – idee parole comunicazione

  1. Bremer E., Crozier M. e Lloyd M. (2016), A systematic review of the behavioural outcomes following exercise interventions for children and youth with autism spectrum disorder, «Autism», vol. 20, pp. 899-915. ↩︎

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