Dal 30 novembre al 6 dicembre, presso il Camplus Bononia, sette giorni all’insegna dell’approfondimento della lunga tradizione tibetana organizzati dall’Associazione Italia-Tibet e da Jamtse Ling, Centro Rimé per il Buddhismo Non Settario di Bologna.
Al centro degli incontri, la biografia Amala. Jetsun Pema: Madre del Tibet, sorella del Dalai Lama, che verrà presentata il 30 novembre e che apre la settimana di approfondimento della cultura tibetana, col patrocinio dell’Unione Buddhista Italiana e della Comunità Tibetana in Italia.
Interverranno dalle ore 15:00, Jetsun Pema Ama, Sorella di Sua Santità il Dalai Lama; il giornalista e documentarista Piero Verni, autore, tra gli altri, della biografia di Jetsun Pema; Lama Tempa Tsering; Filippo Scianna, Presidente dell’Unione Buddhista Italiana; il documentarista RAI e fotografo Claudio Cardelli, Presidente dell’Associazione Italia-Tibet; Paolo Roberti di Sarsina, Presidente di Jamtse Ling, Centro per il Buddhismo Non Settario; Tseten Longhini, Presidente della Comunità Tibetana in Italia; e Lucia Landi, Presidente dell’Istituto Lama Tzong Khapa.
Domenica 1 dicembre, dalle ore 17:00, presenteranno la propria relazione Francesco Tormen, docente di Lingua Tibetana presso l’Università di Venezia “Cà Foscari” e co-direttore del Centro Studi dell’Unione Buddhista Italiana, che argomenterà Il Sogno Lucido nella Tradizione Tibetana; e Alessandro Pincin, Presidente di Ligmincha Italia ETS, che tratterà su Il Bön: dallo Shang Shung all’Italia.
Lunedì 2 dicembre, dalle ore 17:30, vedrà relatori il ricercatore del CNR Luigi Vigliotti, autore e fotografo; Elio Marini, Presidente dell’Associazione “Orazio della Penna”, e Adolgo Morganti.
Martedì 3 dicembre dalle ore 18:00 sarà la volta di Filippo Lunardo, docente di Storia dell’Arte Tibetana e Mongola, presso la Sapienza Università di Roma, che presenterà il tema “La Parola e il Simbolo: il rapporto tra testo e immagine nella raffigurazione del Campo dell’Accumulazione dei Meriti della Scuola dei Dalai Lama”.
Animeranno il confronto «L’ambiente, la cultura, la religione, la società nel Tibet di oggi e il suo ruolo nelle dinamiche geopolitiche dell’Asia» di mercoledì 4 dicembre, dalle ore 17:30, il giornalista Gianni Vernetti, già Senatore della Repubblica e Sottosegretario di Stato del Ministero degli Affari Esteri; Antonio Selvatici, giornalista investigativo nel settore sicurezza e docente universitario; Günther Cologna, direttore del Dipartimento per la Formazione e la Ricerca di EURAC Research, Bolzano e componente del Direttivo dell’Associazione Italia-Tibet. Modererà Claudio Cardelli, Presidente dell’Associazione Italia-Tibet.
Giovedì 5 dicembre, ore 18:00 la professoressa Donatella Rossi, Ordinario di Lingua e Cultura Tibetana, Religioni e Filosofie dell’Asia Orientale, Sapienza Università di Roma, tratterà «Retaggi Culturali del Tibet: la Visione dello Studioso e Maestro Spirituale Chögyal Namkhai Norbu (1938-2018)».
Concluderanno la Settimana della Cultura Tibetana, il 6 dicembre, alle ore 18.00, i direttori dei Centri Gelug di Bologna affiliati all’Unione Buddhista Italiana – Maria Grazia Maffia del Centro Cenresig e Cosetta Mengoli del Centro Dharmakaya – che incontrerannno la cittadinanza.
Inoltre Massimo Stordi, presidente della Fondazione Sangha ETS di Pomaia, presenterà il progetto di costruzione del primo monastero buddhista in Italia per monaci e monache.
Quest’ultima sessione sarà introdotta e moderata da Luigi Chiarini, già Presidente della Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana, FPMT Italia; e componente del Comitato dei Garanti di Jamtse Ling, Centro Rimé.
L’ingresso libero e sono gradite donazioni, in loco o anche tramite Paypal Associazione Rimé (https://bit.ly/3SYuIvA ) o con bonifici al seguente IT14Q0306909606100000192913, intestato all’Associazione Rimé, con la seguente causale: Donazione di sostegno alla cultura tibetana.
«Una settimana ricca di eventi per approfondire una sensibilità millenaria, quella tibetana, che ha ancora oggi molto da insegnare. Per il 2025, sempre a Bologna, inviteremo altri Maestri per continuare a portare la luce della cultura del Tibet», conclude Paolo Roberti di Sarsina, co-fondatore e attuale Presidente di Jamtse Ling, Centro Rimé per il Buddhismo Non Settario.
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