«La nostra è una condizione di vagabondaggi eterni, di spiriti che vanno da un corpo all’altro, da
una vita all’altra, sempre alla ricerca, sempre in viaggio verso un altro mondo»Vagabondo delle stelle, Jack London
Nel 1957 un anziano Carl Gustav Jung viene intervistato dalla sua assistente Aniela Jaffé, tra i muri della sua casa-castello a Bollingen. L’intervista si rivela una vera e propria confessione: nel passato del genio della psicologia, si nasconde un bambino tormentato da sogni inquietanti, visioni e presenze misteriose. Claudio Morici ci racconta come Jung, già medico affermato, dopo aver nascosto il suo segreto per decenni, esplode in una crisi mistica (o se forse una crisi psicotica?) durata anni. Allucinazioni, pensieri paranoici, depressione. Riesce a uscirne solo grazie all’affetto della famiglia e alla stesura di un libro rimasto inedito per anni: il Libro rosso. Ma non solo, tornato con i piedi per terra, impiegherà tutta la sua vita ha trasformato la sua esperienza nel cuore della sua teoria: un vero e proprio dono all’umanità.
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