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Bodhisattva assorto (dettaglio), Periodo dei Tre Regni, Corea, bronzo dorato, altezza 28,2 cm (Museo Nazionale della Corea, Tesoro 331)

Un bodhisattva assorto

 

 

 

 

Sono molti i visitatori che si recano al Museo Nazionale della Corea per ammirare le due famose statuette dei bodhisattva assorti in bronzo dorato, designate come Tesoro Nazionale 78 e Tesoro Nazionale 83, apprezzate come opere rappresentative del Periodo dei Tre Regni (57 a.C.-668 d.C.). Prodotte con le tecniche di fusione più avanzate dell’epoca, queste due figure sono ampiamente celebrate come capolavori dell’antica scultura buddhista e sono diventate delle vere e proprie icone del Museo Nazionale della Corea. Oltre che pregevoli sul piano formale, le due statuette sono eccezionali per le loro dimensioni, di circa un metro di altezza ciascuna. Solitamente, infatti, le statue di bodhisattva assorti in bronzo dorato, prodotte in maniera diffusa tra il sesto e il settimo secolo, sono molto più piccole (tra i 20 e i 30 cm).

 

Tra le statuette di bodhisattva assorti in bronzo dorato più piccole che si sono preservate, una, il Bodhisattva pensoso in bronzo dorato catalogata come Tesoro 331, presenta delle particolarità uniche, con la sua figura astratta, irrealisticamente sottile. Il corpo esile e allungato evoca una bellezza trascendentale, accentuando la santità del bodhisattva.

 

Pensive Bodhisattva (from either side), Three Kingdoms Period, Korea, gilt-bronze, 28.2 cm high (The National Museum of Korea, Treasure 331)
Bodhisattva assorto (da entrambi i lati), Periodo dei Tre Regni, Corea, bronzo dorato, altezza 28,2 cm (Museo Nazionale della Corea, Tesoro 331)

 

Il Museo del Governo Generale Giapponese di Corea acquistò questa straordinaria statuetta nel 1910 dal da Bando Kanpei (板東勘平), un collezionista giapponese. Purtroppo, la provenienza e il luogo di produzione sono sconosciuti. Per via dell’inusuale piedistallo quadrangolare sotto la base a forma di loto, l’opera è soprannominata «il Bodhisattva assorto su un piedistallo quadrato».

 

La maggior parte dei bodhisattva assorti sono rappresentati seduti su un seggio circolare, ma in questo caso sotto un seggio a forma di loto si trova anche una base quadrangolare. Per la precisione, questa base è più un supporto che un piedistallo. Ma trattandosi di una caratteristica assai rara tra le statuette di bodhisattva assorti del Periodo dei Tre Regni, il nome è rimasto.

 

Per quanto tuttavia nessun’altra statuette di bodhisattva assorto del Periodo dei Tre Regni presenti una base rettangolare, vi sono statue giapponesi di bodhisattva assorti prodotte sotto l’influenza coreana in cui troviamo basi di stile affine. La maggior parte delle statuette giapponesi di bodhisattva assorti in bronzo dorato prodotte nei periodi Asuka e Hakuho presentano infatti un piedistallo a forma di loto sotto un seggio circolare, sostenuto da una base quadrangolare.

 

Pensive Bodhisattva, Three Kingdoms Period, Korea, gilt-bronze, 20.9 cm high (The National Museum of Korea, Deoksu 3200)
Bodhisattva assorto, Periodo dei Tre Regni, Corea, bronzo dorato, altezza 20,9 cm (Museo Nazionale della Corea, Deoksu 3200)

 

 

Si ritiene inoltre che altre due statuette di Bodhisattva assorti del Periodo dei Tre Regni fossero dotate di basi simili, che tuttavia sono state rimosse. Si tratta del bodhisattva assorto in bronzo dorato Deoksu 3200 (Museo Nazionale della Corea), e un bodhisattva assorto in bronzo dorato ora conservato al Metropolitan Museum of Art. Le basi di queste due statuette sono deformate o presentano delle sottili protuberanze, il che indica l’assenza di una base preesistente. L’esempio delle statuette giapponesi lascia dunque pensare che anche le statuette coreane fossero dotate di basi quadrangolari, benché non sia ancora possibile confermarlo.

 

Bellezza surreale e figura astratta: un forte contrasto

Il corpo e le braccia di questa statua di bodhisattva assorto appaiono irrealisticamente allungati e sottili, a tal punto da sembrare quasi una scultura astratta. Anche il panneggio della veste che scende lungo il ginocchio destro è stilizzato, e fa pensare a una pila di fogli sottili.

 

Sulla testa si trovano tre forellini, che erano probabilmente l’alloggiamento di una corona. Un lungo panno ornamentale copre entrambe le spalle come uno scialle, avvolgendo le braccia e scendendo su entrambi i lati del piedistallo, un attributo infrequente per questo tipo di statuette.

 

L’intera figura è stata fusa in un unico pezzo: la parte superiore del corpo è piena, mentre la sezione inferiore (il piedistallo e la parte sottostante) è cava. Tracce di bolle prodotte durante il processo di fusione sono visibili in alcuni punti, soprattutto sulla grande protuberanza in cima alla testa e sul retro della testa. A un esame ravvicinato, la base del loto, relativamente alta, presenta segni che sembrano giunti di saldatura. Potrebbe trattarsi delle tracce di una seconda fusione, volta a rimuovere i difetti della fusione iniziale con la cera d’api.

 

Nella parte superiore del corpo, una coppia di collane di perline si interseca davanti e dietro creando un motivo centrale a forma di loto. In basso, queste collane hanno nappe che si estendono sulla gamba sinistra e sul saggio sotto la gamba destra. Il piede sinistro è sostenuto da un poggiapiedi a forma di loto in piena fioritura, la cui resa è marcatamente tridimensionale e realistica.

 

Va detto anche che lo stile astratto con il corpo e gli arti allungati sembra aver influenzato alcune statuette giapponesi di bodhisattva assorti, come il Bodhisattva assorto con iscrizione dell’anno «Byeongin» (Tesoro 156 del Tempio Horyuji).

 

La rappresentazione del corpo esile e dimagrito si richiama all’esperienza del Principe Siddharta nello stato di profonda meditazione che raggiunse in India, il luogo di nascita del buddhismo e della figura del bodhisattva assorto. Ma i netti contrasti di questa statuetta e il suo stile insolito prefigurano le audaci innovazioni formali di Alberto Giacometti, il grande scultore del XX secolo. Inoltre, la combinazione di questi elementi astratti con dettagli realistici dimostra la straordinaria creatività dello scultore.

 

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