«Gli ascolti» di Ennio Speranza. Una produzione Gate – Il portale dell’Unione Buddhista Italiana.
Diciottesimo ascolto «Teardrop» dei Massive Attack.
In un bellissimo e denso saggio intitolato L’eloquenza delle lacrime lo storico dell’arte, musicista e cantante Jean-Loup Charvet scrive: «Non disponiamo delle lacrime, siamo sopraffatti dalle lacrime. […] Le lacrime si offrono al nostro viso come al nostro intelletto o al nostro cuore, la loro evidenza ne rende inutile una definizione, dalla quale le protegge la loro intellegibilità. La loro chiara trasparenza evita loro una descrizione. Per darci la loro luce, per darci la loro leggerezza, per offrirci il loro silenzio, si sono affidate all’oscurità, si sono sottomesse alla gravità, si sono date ai sospiri. Non c’è luminosità senza chiaroscuro, non c’è pesantezza senza imponderabilità e non c’è suono senza “melodioso silenzio”. Come noi si sono esposte all’incarnazione e alla beatitudine. Tra carne e cielo. Trasparente orizzonte.» Charvet equipara quindi le lacrime a un dono, una manifestazione che, pur venendo dal corpo, lo trascende per consegnare il nostro dolore in un luogo Altro, lontano, al di fuori di noi stessi, evitando così al dolore di annientarci. «La lacrima si annuncia scomparendo, scorrendo», scrive ancora Charvet, e scomparendo si porta, o sembra portarsi appresso patimento, sofferenza, cordoglio. Un’illusione, forse, ma un’illusione che è fondamentale valvola di sfogo. In questo senso la lacrima è magica, apotropaica e, se vogliamo, necessaria. Di questo e di altro parla una canzone che ha segnato la fine degli anni Novanta e apparsa in Mezzanine, uno degli album più rappresentativi del gruppo inglese trip hop dei Massive Attack che ha consegnato l’ipnotico incedere del brano ai versi e alla eterea voce di Elizabeth Fraser, già cantante dei Cocteau Twins.
- «O que será» di Buarque de Hollanda
- «Tu no» di Piero Ciampi
- «Te recuerdo Amanda» di Victor Jara
- «Greatness in a speck of dust» di Lou Rhodes
- «Un giorno nuovo» di Sick Tamburo
- «From the morning» di Nick Drake
- «Be here now» di George Harrison
- «From the morning» di Nick Drake
- «Now you know» di Anaïs Mitchell
- «Le Déserteur» di Boris Vian
- «Now What (are they doing to my little friends?)» di Anthony Phillips
- «Summertime in England» di Van Morrison
- «Oração» degli A banda mais bonita da cidade
- «When I’m gone» di Phil Ochs & Ani Difranco
- «Il sentimento delle cose» di Paolo Benvegnù
- «Visions» di José González
- Les marquises di Jacques Brel
- What is love for? di Justin Currie
- «Redemption song» di Bob Marley e the Wailers
- «Strawberry Fields Forever» e «Penny Lane» dei Beatles
- «Teardrop» dei Massive Attack
- Il regno animale di Andrea Laszlo De Simone
- Please fall in love with me di John Martyn
- «Gli ascolti» di Ennio Speranza – Ventitreesimo ascolto: God only knows dei Beach Boys
- By This River di Brian Eno
- «Gli ascolti» di Ennio Speranza: Travessia di Milton Nascimento
- «Gli ascolti» di Ennio Speranza: Cinder and Smoke di Iron & Wine




