Soddisfatti o illuminati. Racconti che ti raddrizzano la luna è uno spettacolo ideato e con Claudio Morici in collaborazione con Ubiliber la casa editrice dell’Unione Buddhista Italiana. Si terrà nella cornice del Festivalino e durante i 3 giorni di Vesak buddhista.
L’accompagnamento musicale è a cura di MATITA
Late Show venerdì 23 maggio, 23:30
Leila, via Termopili 29, Milano
Storie Zen contemporanee, tra comicità e illuminazione istantanea
Un viaggio teatrale tra brevi racconti ispirati ai kōan Zen, situazioni paradossali che ci sorprendono con la loro saggezza inaspettata. Episodi in apparenza quotidiani – come smarrire l’auto parcheggiata e vagare furiosi per le strade del quartiere – si trasformano in porte verso una visione nuova della realtà. Lì dove la logica fallisce, si apre uno spiraglio.
Comicità e filosofia Zen si intrecciano, accomunate da un effetto dirompente: quello “scarto” mentale che interrompe il pensiero lineare e libera energia. Un lampo di consapevolezza, un’uscita di emergenza dal labirinto della mente razionale. E quel riso improvviso, che scuote il corpo, non è solo divertimento – è una vibrazione che connette, che apre spazi.
Alcune letture saranno tratte dai testi di Ajahn Brahm, monaco buddhista e autore brillante, noto per titoli come Una camionata di merda, Raddrizzare la luna storta e Prendi il karma e scappa – piccoli capolavori di saggezza zen e umorismo liberatorio.
Uno spettacolo che diverte, spiazza e accende piccole illuminazioni nel pubblico, come una risata che nasce dal nulla e cambia tutto.

MATITA. Prendete un gruppo. Togliete la chitarra, il basso, la batteria. Restano tastiera, matite e pennarelli, che su tavolette amplificate suonano linee ritmiche, punti tondi e bassi, curvi sussulti, rumori colorati, scratch rotondi sui fogli bianchi descrivendo scenari onirici. MATITA è un ensemble in cui l’atto del disegnare si trasforma in un gesto ritmico, visivo e sonoro, che conduce e dà forma e struttura alla musica.
Claudio Morici scrive romanzi (Bompiani, E/O) e vive viaggiando. Poi per un problema famigliare è costretto a ritornare a Roma, dove un giorno assiste a una lezione del maestro Dario Doshin Girolami alla Facoltà di Psicologia. Seguendo il suo corso sui koan, comincia a scrivere racconti brevi che legge prima nei bar, poi nelle librerie, nei locali e infine nei teatri di tutta Italia. Smette così di scrivere romanzi e il teatro diventa il suo lavoro, anche grazie alla diffusione dei suoi video sui social e in alcune trasmissioni tv. Poi, molto presto, smette anche di meditare e di ricordarsi come aveva iniziato a fare teatro. Fino a quando, due anni fa, non inizia a realizzare “le lampadine”, dei video-koan per il sito gategate.it, il portale dell’Unione Buddhista Italiana




