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Respirazione

Tempo di lettura: 4 minuti

 

Ciò che chiamiamo «io» è soltanto una porta
che si apre e si chiude quando inspiriamo ed
espiriamo.

 

Quando facciamo zazen la mente segue sempre il respiro. Quando inspiriamo, l’aria entra nel mondo interno. Quando espiriamo, esce nel mondo esterno. Il mondo interno è illimitato, e così pure il mondo esterno. Noi diciamo «mondo esterno» e «mondo interno», ma in realtà c’è un solo mondo e basta, indivisibile. In questo mondo inimitato, la nostra gola è come una porta che si apre e si chiude. L’aria entra ed esce come chi attraversi una porta che si apre e si chiude. Se pensate: «Io respiro», l’«io» è di troppo. Non esiste niente in voi che possa dirsi «io». Ciò che chiamiamo «io» è soltanto una porta che si apre e si chiude quando inspiriamo ed espiriamo. Non fa altro, tutto qui. Quando la mente è sufficientemente pura e calma da poter seguire questo movimento, non c’è più niente: né «io», né mondo, né mente, né corpo; soltanto una porta che si apre e si chiude.

 

Quando dunque facciamo zazen, l’unica cosa che esiste è il movimento del respiro; noi però siamo consapevoli di tale movimento. Non dovete distrarvi, lasciarvi trasportare altrove dai pensieri. Però essere consapevoli del movimento non significa essere consapevoli del proprio piccolo sé, bensì della propria natura universale o natura di Buddha. Questo tipo di consapevolezza è molto importante, perché di solito siamo troppo unilaterali. Di solito il nostro modo di intendere la vita è dualistico: tu e io, questo e quello, bene e male. Ma in effetti queste discriminazioni sono esse stesse la consapevolezza dell’esistenza universale. «Tu» significa essere consapevoli dell’universo in forma di tu, e «io» significa esserne consapevoli in forma di io. Tu e io sono soltanto porte che si aprono e si chiudono. Questo genere di comprensione è necessario. Non si dovrebbe nemmeno chiamare comprensione; in effetti si tratta della vera esperienza della vita attraverso la pratica zen.

 

Quando dunque fate zazen, non c’è alcuna idea di tempo o di spazio. Potreste dire: «Abbiamo cominciato a sedere in meditazione alle sei meno un quarto in questa stanza». In tal modo avete una certa idea di tempo (le sei meno un quarto) e una certa idea di spazio (in questa stanza). Ma ciò che state effettivamente facendo è semplicemente star seduti ed essere consapevoli dell’attività universale. Questo è tutto. In questo momento la porta che si apre e si chiude si spalanca in una direzione, nel momento seguente la porta che si apre e si chiude si spalancherà nella direzione opposta. Un momento dopo l’altro ciascuno di noi ripete questa attività. Qui non c’è alcuna idea di tempo o di spazio. Tempo e spazio sono tutt’uno. Potreste dire: «Devo fare qualcosa questo pomeriggio». Ma in realtà «questo pomeriggio» non esiste affatto. Facciamo le cose una dopo l’altra. Tutto qui. Non esiste affatto un tempo del tipo: «questo pomeriggio» o «l’una» o «le due». All’una pranzerete. Pranzare è di per sé l’una. Vi troverete in un determinato luogo, ma quel luogo non è scindibile dall’una. Per chi realmente apprezza la vita, si tratta della stessa cosa. Ma se ci stanchiamo della vita, può darsi che ci mettiamo a dire: «Non sarei dovuto venire in questo luogo. Forse avrei fatto meglio ad andare a pranzo da qualche altra parte. Questo posto non va molto bene». Nella vostra mente create un’idea di luogo separata da un tempo reale.

 

Oppure potreste dire: «Ciò è male, dunque non devo farlo». Ma quando dite «non devo farlo», in effetti in quel momento state facendo un non-fare. Perciò non avete scelta. Quando separate l’idea di tempo da quella di spazio, credete di avere scelta, ma in effetti dovete comunque fare, sia che si tratti di fare qualcosa, sia che si tratti di fare un non-fare. Non-fare qualcosa è fare qualcosa. Bene e male stanno solo nella vostra mente. Quindi non bisogna dire: «Ciò è bene», oppure: «Ciò è male». Invece di dire «male», dovreste dire «non-fare»! Se pensate: «Ciò è male», comincerete a confondervi. Perciò nella sfera della pura religione non c’è confusione di tempo e spazio, oppure di buono o cattivo. Tutto ciò che bisogna fare è semplicemente fare le cose così come viene. Fare qualcosa! Qualsiasi cosa sia, dobbiamo farla, anche se si tratta di non-fare qualcosa. Dovremmo vivere in questo momento. Perciò quando sediamo in meditazione ci concentriamo sul respiro, e diventiamo una porta che si apre e si chiude, e facciamo qualcosa che dovremmo fare, qualcosa che dobbiamo fare. È questa la pratica zen. In tale pratica non sussiste alcuna confusione. Se adotterete questo tipo di vita non avrete più alcuna confusione di sorta.

 

Tozan, un famoso maestro zen, diceva: «La montagna azzurra è il padre della nuvola bianca. La nuvola bianca è il figlio della montagna azzurra. Per tutto il giorno dipendono l’una dall’altra, senza essere dipendenti l’una dall’altra. La nuvola bianca è sempre la nuvola bianca. La montagna azzurra è sempre la montagna azzurra». Ecco una pura, chiara interpretazione della vita. Molte possono essere le cose simili alla nuvola bianca e alla montagna azzurra: uomo e donna, maestro e discepolo. C’è una dipendenza reciproca. Ma la nuvola bianca non dovrebbe essere disturbata dalla montagna azzurra. Né la montagna azzurra dovrebbe essere disturbata dalla nuvola bianca. Esse sono completamente indipendenti, e tuttavia dipendenti. Ecco come viviamo e pratichiamo lo zazen.

 

Quando diventiamo noi stessi in modo autentico, diventiamo semplicemente una porta che si apre e si chiude, siamo nettamente indipendenti e, nello stesso tempo, dipendenti da ogni cosa. Senza aria non possiamo respirare. Ciascuno di noi si trova nel mezzo di miriadi di mondi. Siamo sempre al centro del mondo, attimo per attimo. Perciò siamo completamente dipendenti e indipendenti. Se avete questo tipo di esperienza, questo tipo di esistenza, avete l’assoluta indipendenza; niente più vi disturberà. Dunque, quando fate zazen, la mente deve concentrarsi sul respiro. Questo tipo di attività è l’attività fondamentale dell’essere universale. Senza questa esperienza, senza questa pratica, è impossibile raggiungere la libertà assoluta.

 

 

Meditazione

  • (1904-1971) è considerato tra le più influenti guide spirituali del secolo scorso. È famoso per aver aperto la strada al buddhismo Zen negli Stati Uniti, fondando il San Francisco Zen Center e il Tassajara Zen Mountain Center, il primo monastero Zen al di fuori dell’Asia. Il suo libro Mente Zen, mente di principiante è uno dei testi sul buddhismo Zen più autorevoli e amati al mondo.

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