«Gli ascolti» di Ennio Speranza. Una produzione Gate – Il portale dell’Unione Buddhista Italiana. Diciannovesimo ascolto «Les marquises» di Jacques Brel
Il 16 maggio del 1967 Jacques Brel si esibisce nel suo ultimo recital. Ha solo trentotto anni, è una stella di prima grandezza della chanson francese, eppure, probabilmente, dopo una vita di concerti, dischi e tournées in tutto il mondo è stanco e demotivato. Lui, il provinciale belga dal corpo in perenne tensione, sempre sopra le righe, che ha superato mille difficoltà e faticato da matti per essere accettato come artista nella scintillante Ville Lumière di quegli anni, può ben dire di aver vinto la sua battaglia. Ora però, da sognatore irrequieto, vitale e barbarico, come si è sempre considerato, è in cerca di nuove strade, di nuovi sogni, non ha in animo di finire la sua carriera scivolando lentamente nell’abitudine per diventare magari una vecchia gloria tollerata dai più e dimenticata da molti. Per questo è desideroso di voltare pagina, almeno parzialmente. Non lascia del tutto la musica: si concederà altri tre album, uno dei quali, uscito nel 1972, è una riproposizione dei suoi classici con nuovi arrangiamenti. Si impegnerà però spasmodicamente, ossia alla sua maniera, in altri versanti. Prima nel teatro musicale portando in giro un Don Chisciotte e poi nel cinema, come attore e come regista. La sua costante voglia di fuga non gli dà comunque tregua e alla fine si concretizza in numerose traversate a bordo del suo veliero Askoy e nella decisione di andare a vivere in Polinesia, e più precisamente in una delle Isole Marchesi, Hiva Oa.
La sua nuova vita, liberato dai problemi del mondo e dell’industria musicale, lo vede pilota a bordo del suo bimotore Beechcraft 50 Twin Bonanza, in questo seguendo le orme dell’amato Antoine de Saint-Exupery. Brel spesso adibisce il suo velivolo a una sorta di aereo-taxi per aiutare gli abitanti dell’isola portando loro cibo, medicine, posta, oggetti di ogni sorta, talvolta trasportando donne incinte, persone bisognose o medici. Ma il male che lo mina gli presenta il conto. Brel, gran fumatore, già da un po’ soffre di un cancro al polmone sinistro e sa che non potrà vivere per molto tempo ancora. Così, in un impeto creativo, decide di registrare un nuovo album. È il 1977.
- «O que será» di Buarque de Hollanda
- «Tu no» di Piero Ciampi
- «Te recuerdo Amanda» di Victor Jara
- «Greatness in a speck of dust» di Lou Rhodes
- «Un giorno nuovo» di Sick Tamburo
- «From the morning» di Nick Drake
- «Be here now» di George Harrison
- «From the morning» di Nick Drake
- «Now you know» di Anaïs Mitchell
- «Le Déserteur» di Boris Vian
- «Now What (are they doing to my little friends?)» di Anthony Phillips
- «Summertime in England» di Van Morrison
- «Oração» degli A banda mais bonita da cidade
- «When I’m gone» di Phil Ochs & Ani Difranco
- «Il sentimento delle cose» di Paolo Benvegnù
- «Visions» di José González
- Les marquises di Jacques Brel
- What is love for? di Justin Currie
- «Redemption song» di Bob Marley e the Wailers
- «Strawberry Fields Forever» e «Penny Lane» dei Beatles
- «Teardrop» dei Massive Attack
- Il regno animale di Andrea Laszlo De Simone
- Please fall in love with me di John Martyn
- «Gli ascolti» di Ennio Speranza – Ventitreesimo ascolto: God only knows dei Beach Boys
- By This River di Brian Eno
- «Gli ascolti» di Ennio Speranza: Travessia di Milton Nascimento
- «Gli ascolti» di Ennio Speranza: Cinder and Smoke di Iron & Wine




