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Pittura murale nella grotta di Lascaux
Di JoJan - Fotografia autoprodotta, CC BY 4.0, Collegamento

La relazione con gli animali all’alba dell’umanità

 

 

Le prime tracce dell’uomo, incise o dipinte nelle profondità delle grotte o sulle rocce, raccontano una storia a tratti impenetrabile circa le relazioni tra uomini e animali. Una testimonianza delicata e allo stesso tempo di una forza evocativa che stravolge, in grado di farci empatizzare all’istante con i nostri antenati e il loro mondo lontano, con le loro sfide e fatiche oggi disumane, per sopravvivere ad un pianeta ricco di risorse, ma sicuramente più indomito e ostile. Attraverso l’analisi delle pitture rupestri di Lascaux e Altamira, ad esempio, scopriamo non solo note scene di caccia, ma una rappresentazione più profonda della vita, delle lotte e delle aspirazioni delle comunità preistoriche. Nelle grotte di Lascaux, in Francia, i bisonti e i cervi non sono solo figure in un paesaggio venatorio, ma simboli di abbondanza e di prosperità. Similmente, la Grotta di Altamira in Spagna, famosa per le sue immagini di bisonti, mostra anche mani umane accanto agli animali, suggerendo un’interpretazione più profonda e forse spirituale. Nella Grotta di Chauvet, anch’essa in Francia, le raffigurazioni includono leoni delle caverne e rinoceronti lanosi, simboli di potere, dominio e probabilmente di un desiderio di comprensione del mondo naturale. Queste immagini ci parlano non solo di realtà quotidiane, ma anche delle aspirazioni e delle paure di queste antiche culture. Nella Val Camonica in Italia, migliaia di incisioni rupestri rivelano scene di caccia e animali come cervi e cavalli. Questi animali, nel loro significato più simbolico, sono spesso associati alla fertilità, rappresentano il ciclo di vita e morte e il rinnovamento, riflettendo l’importanza di questi concetti nel quotidiano. Infine, nelle Grotte di Bhimbetka in India troviamo immagini di elefanti e tigri, gaur e scimmie. Qui, gli animali rappresentano forze della natura, potere e, forse, sono espressione di rituali per una caccia di successo.

 

Queste affascinanti raffigurazioni preistoriche ci offrono una prospettiva unica sulla vita, la cultura e la spiritualità delle nostre più antiche civiltà, dimostrando come la relazione tra l’uomo e gli animali fosse radicata non solo nella sopravvivenza, ma anche in una comprensione più profonda e rispettosa del mondo naturale. Il principio della ricerca di un senso e di un ordine nelle forze naturali che plasmavano l’esistenza dell’uomo, e forse la ricerca di un senso e di un ordine anche nella propria stessa esistenza. Se il simbolismo animale nelle culture antiche ci rivela la profonda reverenza e il significato attribuito agli animali, è nel totemismo che questa connessione assume una forma ancora più tangibile e strutturata, radicandosi profondamente nelle tradizioni sociali e spirituali dei popoli. Il totemismo, come sistema di credenze in cui gli esseri umani hanno una parentela o una relazione mistica con un essere spirituale, come un animale o una pianta, ha radici antiche che risalgono a varie culture tradizionali. La parola «totem» deriva dalla lingua Ojibwa e significa «parentela tra fratelli e sorelle», indicando una relazione di sangue tra persone che hanno la stessa madre e non possono sposarsi tra loro. Il termine è stato introdotto in inglese nel 1791 con un significato errato, credendo che designasse lo spirito custode di un individuo, che appariva sotto forma di animale, un’idea effettivamente rappresentata dalle tribù Ojibwa attraverso l’uso di pelli di animali. Il totemismo si manifesta in varie forme e tipi in contesti diversi, ed è più comunemente trovato tra popolazioni le cui economie tradizionali si basavano sulla caccia e la raccolta, sull’agricoltura mista a caccia e raccolta, o sull’allevamento del bestiame. Questo suggerisce che il totemismo possa essere stato una pratica prevalente nelle società antiche, soprattutto in quelle strettamente legate alla natura e ai cicli della terra e della fauna selvatica. La prima relazione accurata sul totemismo in Nord America è stata scritta da un missionario metodista, Peter Jones, lui stesso Ojibwa. Secondo Jones, il Grande Spirito aveva dato toodaims («totem») ai clan Ojibwa, e a causa di questo atto, non si doveva mai dimenticare che i membri del gruppo erano imparentati tra loro e per questo motivo non potevano sposarsi tra di loro​​.

 

Il totemismo era dunque profondamente intrecciato nelle strutture sociali e religiose di molte culture, riflettendo la loro connessione con il mondo naturale e l’importanza degli animali e delle piante nel sistema di credenze e sociale. Specialmente nelle tradizioni di alcune tribù nativo americane, gli animali totemici svolgono un ruolo cruciale come spiriti guida, simboli sacri o emblemi per tribù, clan, famiglie o individui. Questi animali totemici forniscono potere e saggezza agli individui, con i quali si stabilisce una connessione attraverso l’interesse per l’animale, le sue caratteristiche, sogni o altre interazioni. Nella cultura nativo americana, gli animali totemici sono visti come guide spirituali, ognuno con un significato unico e potente.

 

L’alligatore è ad esempio un simbolo complesso che rappresenta sorprendentemente la maternità, ma anche concetti come la vendetta, la rapidità, l’aggressività e la furtività. È un emblema dell’efficienza e degli istinti di sopravvivenza di base, riflettendo la durezza e la resilienza necessarie per la sopravvivenza. L’orso, con la sua imponente presenza, simboleggia l’industria, l’istinto e la guarigione, potere e sovranità, ed è ritenuto protettore del mondo. Il bisonte è un totem potente associato alla sacralità e alla vita. Simboleggia la grande forza, l’abbondanza e la gratitudine. È anche un segno di coerenza, benedizione e stabilità, evocando immagini di un animale che è sia maestoso che nutriente per le comunità che ne dipendono. Oggi queste specie animali ci appaiono più selvagge e lontane che mai, ma sano sarebbe reintrodurle nel nostro paesaggio immaginativo, recuperando non solo il loro ruolo in termini di contributo alla biodiversità della Terra, ma anche sotto il profilo spirituale. Un invito a non dimenticare quel legame e quella identificazione istintive con il regno animale, che hanno preceduto la scienza di migliaia di anni.

 

 

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