La scomparsa di Joanna Macy lascia risuonare una delle voci più limpide e profetiche dell’ecologia profonda e dell’attivismo spirituale. Nata nel 1929 negli Stati Uniti, Joanna Macy ha attraversato il Novecento e questo quarto di secolo con la capacità rara di tenere insieme pensiero sistemico, pratica buddhista e impegno radicale per la vita del pianeta. Studiosa del buddhismo tibetano, della teoria dei sistemi e delle scienze ambientali, ha intrecciato un dialogo fertile tra questi ambiti del sapere, sviluppando un pensiero che ha offerto un contributo essenziale alla deep ecology intesa come ecologia del profondo sentire e delle connessioni profonde.
Tradotta anche in italiano, è nota per opere come Speranza attiva. Come affrontare il caos del mondo e costruire il futuro che desideriamo (con Chris Johnstone, Terra Nuova, 2020), che hanno accompagnato generazioni di attivisti e praticanti nella difficile arte di non chiudere il cuore e non cedere alla disperazione di fronte al collasso ecologico.
Il suo contributo più significativo è legato a The Work That Reconnects, un metodo esperienziale e collettivo per risvegliare il senso di interdipendenza con tutta la vita, e coltivare la resilienza spirituale in tempi di crisi.




