A volte basta una domanda per far sorridere e riflettere, e una giornata storta può essere trasformata da un incontro inaspettato. Sfoglia le pagine del diario di Miki e lasciati incantare: ogni mese una piccola storia da scoprire!
Caro Diario,
oggi ho bevuto il succo di frutta più buono del mondo! Credo sia importante annotare questo tipo di cose tra le tue pagine, perché secondo me sono molto importanti, ma fin troppo facili da dimenticare.
È andata così.
Ero a casa della mia compagna di classe Teresa per fare una ricerca sulle foglie che ci ha assegnato la maestra Agnese. Per tutto il pomeriggio abbiamo incollato foglie lanceolate, pinnate, lobate e anche una che la mamma di Teresa continuava a chiamare «pennatosetta». Lei ci ha aiutato cercando su internet quelle più difficili e, alla fine, è venuto proprio un bel lavoro. Almeno secondo noi.
Al momento della merenda, però, la mamma di Teresa sembrava molto triste.
«Mi dispiace, ma c’è un solo succo di frutta, dovrete fare a metà. Mi sono accorta che tutti gli altri sono scaduti! Li avevo comprati oggi apposta per voi. Domani tornerò al supermercato e mi farò sentire! Dovrebbero sempre controllare la data di scadenza prima di mettere in vendita un prodotto!»
«È per questo che sei così triste?» le ha chiesto Teresa, che, come me, si era accorta del malumore della sua mamma.
«No… in effetti c’è un’altra cosa, ma è troppo difficile da spiegare.»
Siamo alle solite, caro Diario! Gli adulti pensano sempre che noi non possiamo capire, quando, secondo me, a volte sono loro che non sanno spiegarsi.
«Prova lo stesso» le ho detto.
La mamma di Teresa si è seduta e ha sospirato.
«Tanto tempo fa, quando ero molto giovane, ho avuto un problema e una mia amica mi è stata di grande aiuto. Senza di lei non so proprio come avrei fatto. Poi, con gli anni, ci siamo allontanate, senza un vero motivo. A volte succede e basta. Oggi ho saputo che sta passando un momento difficile e io potrei aiutarla, ma non so come dirglielo. Mi sembra indelicato, come se volessi impicciarmi della sua vita dopo tutti questi anni. La chiamo… e che cosa le dico? Davvero non so come fare.»
In effetti non riuscivo a capire dove fosse il problema, così le ho fatto una domanda per vedere se ci capivo qualcosa di più.
«La gratitudine ha una data di scadenza?»
La mamma di Teresa è rimasta in silenzio per qualche secondo.
Poi ha sorriso, ha versato l’ultimo succo nei nostri bicchieri e mi ha detto:
«Grazie, Miki.»
È uscita dalla cucina e Teresa mi ha guardato.
«Grazie davvero. Oggi la mamma aveva proprio bisogno di sorridere. Ti voglio bene!»
Forse la gratitudine è un ingrediente che dà un sapore speciale al succo di frutta. Non lo so.
Però una cosa la so di sicuro: un succo così buono non l’avevo mai bevuto.
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