Dal 14 al 18 maggio 2026 Ubiliber sarà al Salone Internazionale del Libro di Torino, Stand T42 | Pad Oval.
In vista del Salone, pubblichiamo una serie di estratti dalle novità che troverete allo stand e in libreria: è un invito a scoprire questi libri in anteprima, prima di sfogliarli e incontrarli da vicino.
Tra questi c’è Il passero buddhista di Tiziano Fratus.
Una prova di lirismo e compassione, in cui Fratus si rivela un custode dei boschi interiori, offrendo un’intima raccolta di meditazioni naturali sul senso della vita, sulla ricerca spirituale e sulla nostra fragile condizione, intrecciando esperienze personali e riflessioni che spaziano dai pini alle cascate, dalla letteratura alla musica, dalla poesia alla politica.
Venite a vivere in campagna: scoprirete la pace, il canto degli uccelli, i campi fioriti, i contadini sorridenti, un ritmo della vita meno frenetico, più a misura d’uomo. Venite, venite Signori e Signore, e anche tutti gli altri, venite in campagna: giardinetti all’inglese e macchine accese dalle otto di mattina alle sette di sera! Qualsiasi macchina capace di produrre un rumore altamente fastidioso percuoterà e perforerà le vostre pacifiche orecchie per ore ed ore, senza sosta, con acceso entusiasmo e accanimento! E se alle tre del pomeriggio un decespugliatore frullante, un tosaerba rombante o un tagliasiepi sfrigolante non vi desterà dal vostro meritato riposino postprandiale, potrete festeggiare come alla vincita del Totocalcio. Si gioca ancora il Totocalcio? Vabbè, alla Lotteria di Capodanno. Per fortuna, vivendo in campagna, i boschi sono più vicini e allora si tenta la ricerca di relativa pace scarpinando lungo i sentieri che li attraversano. Sempre che non vi sia lì intorno un accanito e vivace motoseghista.Quanti boschi in giro per l’Italia e in altri paesi ho avuto modo di perlustrare? Non potendomi considerare un camminatore di lunghe tratte, non ho mai attraversato province, regioni, o l’Italia intera a piedi, come hanno fatto alcuni cari amici, ma sono riuscito, soprattutto tra i venticinque e i quarantacinque, ad attraversare tanti boschi e diverse riserve naturali del nostro paese. Ho descritto e misurato centinaia e centinaia di alberi secolari e potenzialmente monumentali, probabilmente migliaia; li ho cercati, trovati, smarriti, mancati e abbracciati. Ogni volta ho tentato di perdermi in quei luoghi, e ci sono anche riuscito in due o tre occasioni. Ma poi l’arrivo del buio, lo spavento, la frenesia, il richiamo della sicurezza, tutto mi ha riportato al noto, al sicuro, al solido. Oramai attraversiamo la natura, e dunque le nostre selve e i nostri paesaggi agresti, così come attraversiamo le città: per andare da un punto ad un altro, da una meta ad un’altra. Non siamo più capaci semplicemente di uscire e andare in giro senza un motivo e un obiettivo. Ci andrebbe dell’incoscienza e del coraggio, e anche un tempo tutto a nostra completa disposizione, senza alcun dovere, senza animali o case da accudire, senza compiti, senza quel che compone le nostre attuali esistenze.E dunque andiamo, visitiamo e torniamo. E in quale modo usciamo e in quale modo ritorniamo… pensando alle stesse cose? Ogni tanto sì, le ossessioni, il segno o il peso di certi accadimenti risulta così decisivo che non ci lascia spazio. Nel nostro piccolo tempo tascabile, rimaniamo estasiati o sconcertati per poco: i primi tronchi, certe traiettorie geometriche, i nostri passi che scalciano il terreno, e ancora qualche sasso, le foglie già masticate via dall’ultima primavera, il sole che rimbalza sulle acque screpolate da una lieve brezza e ci raggiunge lungo il sentiero. Ci facciamo compagnia tra questi luoghi, che attraversiamo come un treno buca il paesaggio tra due stazioni, ma dentro di noi c’è così poco fiato libero che non appena ci fermiamo non meditiamo, anzi, torniamo a casa: torniamo all’ossessione di quei giorni, al litigio, al divorzio, alle ripicche, all’ingiustizia del nostro collega o del nostro superiore, ai dissapori vari che condiscono il menu quotidiano. Il bosco è un intermezzo gradevole, ma raramente riusciamo a farci davvero selva mentre siamo nella selva. Continuiamo a portarci addosso la contabilità ordinaria. È così difficile sottrarsi e dimenticare? Lo è.
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- Lo Zen nell’arte del tiro con l’arco di Eugen Herrigel
- La forza della logica. Uscire dal caos con il dibattito tibetano di Eric Brinkman
- Un mondo di rugiada. L’esperienza poetica e il buddhismo Zen di Marcello Ghilardi
- Buddha dentro di Dario Doshin Girolami
- Il passero buddhista di Tiziano Fratus
- Il sentiero dell’eroe di Thich Nhat Hanh
- Il lungo viaggio del buddhismo di Donald S. Lopez Jr.
- Buddhismo senza fronzoli di Noah Rasheta
- Le impronte del trauma di David A. Treleaven
- Sono sempre io di Rupert Spira




