A volte basta una domanda per far sorridere e riflettere, e una giornata storta può essere trasformata da un incontro inaspettato. Sfoglia le pagine del diario di Miki e lasciati incantare: ogni mese una piccola storia da scoprire!
Caro diario,
indovina chi ha uno sticker sbrilluccicoso con un unicorno molto molto fico?
Esatto, sono io! E lo appiccicherò su questa pagina dopo che avrò finito di scriverla.
Sei curioso di sapere come l’ho avuto? Senti qua.
La maestra Carla è una molto brava, quando spiega geografia o storia io capisco sempre. A volte è un po’ severa, ma credo che voglia solo che tutti stiamo attenti e facciamo le cose per bene. Durante la ricreazione ero in giardino a giocare a schiaccia 7 con Valerio e Teresa e la palla è rotolata fino al cancello. Toccava a me recuperarla e così ho visto la maestra appoggiata al muretto fuori dalla scuola che stava fumando una sigaretta puzzolente. Lei subito l’ha buttata via, ma era troppo tardi perché l’avevo vista benissimo. Mamma e papà mi hanno detto molte volte che non bisogna mai fumare e l’anno scorso abbiamo fatto una festa molto bella quando lo zio Franco ha smesso.
«Lo sai che fumare fa male?» Ho chiesto alla maestra, perché magari a lei non l’aveva mai detto nessuno, non è mica che le maestre possono sempre sapere tutto.
«Sì, hai ragione, fa molto male, lo so» mi ha risposto.
«E allora perché fumi?»
«Be’, è un po’ complicato da spiegare.»
Questa è la formula magica che gli adulti usano quando non ci vogliono spiegare qualcosa, ma con me non funziona.
«Secondo me è che lo sai, ma solo con la testa. Non lo sai davvero davvero. Perché quando una cosa la sai sul serio, tipo che il fuoco brucia o che se salti dal muro ti rompi una gamba, allora non la fai più. Mai.»
La maestra Carla mi ha fatto un gran sorriso ed è rientrata.
Io ho recuperato la palla e abbiamo ricominciato la partita perché non ricordavamo più i punteggi.
Alla fine della ricreazione la maestra mi aspettava davanti alla porta della classe, cosa molto strana perché dovevamo avere la maestra Laura. Ma lei non era lì per farci una lezione: aspettava proprio me. Si è abbassata un po’ per guardarmi negli occhi e mi ha dato uno sticker, che è uno di quelli che usa quando qualcuno fa un dettato senza errori!
Non avevo fatto nessun dettato. Forse però avevo detto una cosa giusta.
Adesso ti appiccico questo unicorno sbrilluccicoso. Così questa pagina diventa speciale, proprio come oggi!
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