A volte basta una domanda per far sorridere e riflettere, e una giornata storta può essere trasformata da un incontro inaspettato. Sfoglia le pagine del diario di Miki e lasciati incantare: ogni mese una piccola storia da scoprire!
Caro diario,
oggi è successa una cosa proprio strana.
Stavo facendo i compiti in cucina, perché in camera soffro di solitudine e poi mi distraggo troppo, mentre lì c’è sempre mamma che lavora al computer e mi torna più facile. A un certo punto, che proprio non me lo aspettavo e ho fatto un salto sulla sedia, la mamma ha dato un pugno sul tavolo!
«Scusa, ti ho fatto paura?» mi ha chiesto.
«No, no» che figura ci facevo se dicevo di sì? Poi la mamma mi sembrava proprio arrabbiata, ho pensato fosse meglio non dirle che per poco non me la facevo sotto!
«Be’, comunque scusami, è che la mia collega mi fa proprio imbestialire.»
«Che è successo?»
«Niente, è troppo lunga da spiegare.»
«Prova con un riassunto!» ho insistito un pochino.
«Questa collega vuole per forza aver ragione e continua a insistere su una questione che tra l’altro è proprio stupida, non conta niente!»
«E tu non puoi darle ragione?»
«EH NO!» la mamma ha alzato la voce come se ce l’avesse con me. «Io so che ha torto, non è giusto!»
Non volevo che si arrabbiasse ancora di più, così ho cercato qualcosa da dire per farla stare meglio, ma a volte è così difficile. Quando gli adulti si arrabbiano ti ascoltano ancora meno del solito.
«Scusami mamma, ma è più importante avere ragione o essere felici?»
«Vedi, è una questione di giustizia, che è un principio fondamentale…» qui la mamma ha usato un tono più dolce, come quando mi spiega le cose importanti, ma io lo so bene cos’è la giustizia, ci ho scritto anche un tema il mese scorso e ho preso 8 e mezzo!
«Lo so mamma, ma tu hai detto che è una faccenda stupida che non conta niente. Perciò, in questo caso, non è più importante stare tranquilla che avere ragione?»
La mamma mi ha sorriso, ha chiuso il computer ed è qui che è successa la cosa proprio strana che ti dicevo.
«Sai cosa ti dico? Adesso ce ne andiamo in pasticceria!»
E così ho fatto merenda con una treccina al cioccolato, che è una cosa che di solito succede per il giorno del mio compleanno o se prendo un voto proprio alto di matematica. Non sei d’accordo con me che è una cosa proprio strana?
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