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Corso di formazione la consapevolezza del vivere e del morire, la testimonianza di Elena, psicologa e psicoterapeuta

Tempo di lettura: 2 minuti

I racconti di chi ha frequentato il corso di formazione La consapevolezza del vivere e del morire.

“La motivazione per cui ho deciso di iscrivermi al corso se dovessi dirla adesso che siamo verso la fine del corso mi appare diversa da quando ho iniziato e adesso direi che c’era un bisogno profondo di affrontare un po’ la mia paura della morte.
Ufficialmente avrei detto che mi ero iscritta per utilizzare migliori competenze per il mio lavoro, in realtà ho capito subito che la questione riguardava molto più me.
Sono felice di aver trovato un’occasione di poter affrontare insieme ad altri questo tema importante.
Potrei dire che mi sento più viva da quando ho cominciato a pensare alla morte insieme a tutti gli altri partecipanti. Mi sento più viva, sento l’importanza di ritagliarsi i momenti per prendersi cura di sé degli altri del proprio tempo e poi la morte mi fa anche un po’ meno paura effettivamente sia quando ci penso per me sia quando ci penso in relazione alle persone care che magari possono non stare bene o anche quando la incontro nel mio lavoro quindi riesco essere anche più utile ad altri credo un po’ alla volta.

Elena, psicologa e psicoterapeuta, Milano

In questo corso sto ricevendo da un lato effettivamente delle competenze che sono utilizzabili proprio quando si incontra specificamente nella vita personale o professionale il tema della morte, dell’invecchiamento, della malattia, del trascorrere del tempo, della finitezza della nostra vita però sento di aver acquisito degli stimoli che sono utilizzabili proprio nelle mie giornate a ricordarmi un po’ di più di vivere e che sia vivi e che è importante rendersene conto.

Tantissime cose mi stanno piacendo di questo corso intanto mi piace il fatto che abbia un’ottica molto aperta e quindi abbina a degli stimoli legati più alla tradizione buddhista che io non conoscevo anche delle logiche più laiche più spendibili nella vita quotidiana quindi con incontri con professionisti, ambiti più scientifici.
Poi mi sta piacendo il fatto che non è un corso solo teorico ma che ci sono anche tanti stimoli esperienziali che mi sorprendono.
Mi sta piacendo la condivisione con il gruppo. Ho trovato un gruppo diversamente allegro in cui affrontiamo temi profondi con una semplicità di condivisione molto immediata che non mi sarei mai immaginata e mi ha sorpreso positivamente e quindi piangiamo e ridiamo insieme, mangiamo le torte facciamo tante esperienze interessanti quindi è un aspetto bello.
I luoghi che abbiamo conosciuto mi stanno molto piacendo.

Quindi è un’esperienza che mi sta arricchendo moltissimo da tutti i punti di vista e di cui sono grata. Io lo consiglierei a tutti. Io per esempio ho iniziato a pensarci quando ho compiuto 50 anni ma penso che in realtà non sia necessario essere avanti con gli anni perché poter fare questa esperienza rende la vita più ricca quindi lo consiglierei proprio a tutti non solo nell’ambito della professione ma proprio a chi è interessato anche a prendersi cura, è un bel modo di prendersi cura di sé della propria vita.

Elena, psicologa e psicoterapeuta, Milano.

Nel mese di ottobre 2024 prenderà avvio la quarta edizione del corso di formazione “La consapevolezza del vivere e del morire” rivolto sia ai professionisti sanitari sia a tutti coloro che vogliano operare nell’ambito dell’assistenza spirituale e a chi desideri approfondire la propria conoscenza ed esperienza sulle tematiche della fine della vita. Organizzato dall’Agenda Cura dell’Unione Buddhista Italiana con il patrocinio di FCP Federazione Cure Palliative.

Qui per info e iscrizioni: https://gategate.it/courses/la-consapevolezza-del-vivere-e-del-morire-corso-di-formazione-2024-25/

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