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Dettaglio copertina Buddhismo senza fronzoli

Buddhismo senza fronzoli di Noah Rasheta

Tempo di lettura: 3 minuti

Dal 14 al 18 maggio 2026 Ubiliber sarà al Salone Internazionale del Libro di Torino, Stand T42 | Pad Oval.

In vista del Salone, pubblichiamo una serie di estratti dalle novità che troverete allo stand e in libreria: è un invito a scoprire questi libri in anteprima, prima di sfogliarli e incontrarli da vicino.

Tra questi c’è Buddhismo senza fronzoli di Noah Rasheta, nella traduzione di Ilaria Mazzaferro.

Colloquiale e diretto, questo bestseller internazionale è una guida perfetta sia per chi voglia avvicinarsi al buddhismo, sia per chi già lo conosce e cerca un riferimento sicuro e affidabile per rinsaldare concetti e informazioni. Buddhismo senza fronzoli dimostra che profondità e semplicità possono convivere alla perfezione.

Se il buddhismo dovesse essere riassunto in un solo insegnamento chiave, quale sarebbe?

L’essenza dell’insegnamento del Buddha riguarda la natura della sofferenza e la cessazione della sofferenza. In uno dei primi testi buddhisti, si legge che il Buddha avrebbe detto: “Sia oggi che in passato, ho soltanto descritto la sofferenza e la cessazione della sofferenza” (Saṃyutta Nikāya 22.86). Uno dei primi insegnamenti che diede dopo aver raggiunto l’illuminazione fu quello delle Quattro nobili verità, ognuna delle quali si riferisce in qualche modo alla sofferenza, che è una parte ineluttabile della vita. Sono: la verità della sofferenza (dukkha), la verità della causa della sofferenza (samudaya), la verità della fine della sofferenza (nirodha) e la verità del sentiero che conduce alla fine della sofferenza (magga).Si può pensare alle Quattro nobili verità nei termini di una pratica curativa, in cui un medico (il Buddha) diagnostica il problema (la sofferenza), identifica le cause sottostanti, determina la prognosi e infine prescrive la terapia. In altre parole, sono concepite come un piano d’azione per affrontare l’inevitabile sofferenza dell’esistenza umana e possono quindi essere viste come compiti da svolgere piuttosto che come verità da accettare. Più che concetti in cui credere, sono quattro azioni da mettere in pratica. Nel mio podcast ho intervistato lo studioso e autore buddhista Stephen Batchelor, che ha parlato delle Quattro nobili verità come un insieme di attività, riunendole in un acronimo facile da ricordare: le 4 A del buddhismo e cioè: Accogli l’episodio di sofferenza, Abbandona il modello reattivo, Assisti all’arresto della reattività, Agisci con saggezza. L’insegnamento delle Quattro nobili verità costituisce il nucleo di tutti i sentieri, le scuole e le tradizioni buddhiste. La loro essenza è affrontare e accogliere la verità della sofferenza umana.

Cosa significa accogliere la sofferenza? La sofferenza è terribile: come possiamo affrontarla? In altre parole, qual è il senso della prima nobile verità?

La prima nobile verità, nota in pāli come dukkha, riconosce la presenza della sofferenza. Formula una diagnosi: nella vita sorgono difficoltà e noi soffriamo. Non è una questione di se, ma di quando. La malattia, la vecchiaia e la morte sono alcuni degli esempi più evidenti, ma ne esistono innumerevoli altri, dalla perdita del lavoro al cellulare che cade con la conseguente rottura dello schermo.La natura della realtà è che le difficoltà arriveranno e noi sperimenteremo la sofferenza. Possiamo iniziare ad accogliere questo fatto riconoscendo che, in generale, la sofferenza non è qualcosa di personale: fa parte dell’esperienza di esistere.E per quanto ci sforziamo di evitarla, la sperimenteremo: su questo non c’è dubbio. Si può cercare una formula magica per eliminarla, accumulare denaro per sfuggirla o inseguire la fama per soffocarla; ma che si preghi, si mediti o si compiano rituali per proteggersi, in qualche modo la sofferenza ci troverà. È il problema centrale dell’esistenza umana.

Si tratta di una diagnosi universale. Non riguarda solo voi, ma tutti. Persone ricche, famose, potenti, devote: chiunque. Se pensate di essere soli con le vostre difficoltà, provate a parlare con altre persone e chiedete loro quali problemi stanno affrontando. Scoprirete che ciascuno si trova a fare i conti con le proprie battaglie e il proprio dolore.Ciò che impariamo dal Buddha sull’accettazione della sofferenza è che la vita sarà più facile quando accetteremo davvero che la sofferenza è parte dell’esistenza di chiunque; non c’è modo di aggirarla.

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