IL BUDDHISMO PER CHI COMINCIA  |  LIVELLO 3  |  MODULO 2  |  SCHEDA 4

Il quarto precetto: astenersi da discorsi falsi e dannosi

Il quarto dei cinque precetti – linee guida buddhiste per una vita etica – prescrive di astenersi da discorsi falsi e dannosi, e viene spesso semplificato nella formula «non mentire». Tuttavia, è più di una semplice ingiunzione a dire la verità. Viene spesso considerato nel contesto della pratica buddhista fondamentale del Retto discorso, un quadro di riferimento più approfondito, contenuto nell’Ottuplice Sentiero, per capire come parlare e ascoltare con compassione e premura.

Nei discorsi falsi rientrano tutte le affermazioni non vere ma anche alcune affermazioni reali. Le bugie vere e proprie chiaramente violano il precetto, ma lo fanno anche comportamenti comuni come l’esagerazione, la menzogna per omissione, il fingere di sapere qualcosa e persino alcune forme di umorismo, come il sarcasmo, che possono essere offensive. Il pettegolezzo, vero o no, è considerato falso come pure tutto ciò che è divisivo o malizioso.

Il quarto precetto riguarda tutte le forme di comunicazione: linguaggio orale, scritto e perfino del corpo. Come per gli altri precetti, le violazioni non hanno un peso uniforme. Dire una bugia nel contesto di uno scherzo non è grave come, per esempio, mentire per ottenere un lavoro o diffondere voci dannose. Nel buddhismo theravāda, ci sono quattro fattori che portano a una violazione del quarto precetto: uno di questi è l’intento, per cui dire qualcosa di falso che si crede vero non è considerato una violazione. Il fatto che l’ascoltatore creda o meno alla falsità invece non conta.

Una domanda che si sente spesso quando si discute del quarto precetto riguarda le bugie a fin di bene. Per esempio, se Anna Frank si nascondesse nella vostra soffitta e i nazisti venissero a bussare per chiedervi se la state ospitando, mentire per salvarla violerebbe il quarto precetto? Le opinioni variano, in genere, a seconda del fatto che mentire costituisca un’offesa o meno, e lo stesso vale per le raccomandazioni sulla giusta linea d’azione. In generale, nella vita quotidiana, i maestri buddhisti sconsigliano di razionalizzare la menzogna e considerarla un’azione benefica e incoraggiano i praticanti a gestire le situazioni difficili senza falsità. Tuttavia, soprattutto in circostanze straordinarie, è importante non considerare i precetti regole da seguire ciecamente, ma come linee guida per agire con compassione e coltivare una mente libera dal senso di colpa.

L’insegnante zen Roshi Nancy Mujo Baker ci sfida a indagare i momenti in cui non siamo riusciti a dire la verità – che siano evidenti o meno – e a resistere alla tentazione di spettegolare. 

Una statua di Buddha a Borobudur, tempio buddhista del IX secolo in Indonesia

LIVELLO 3 | MODULO 2

La prima linea guida del Buddha per una vita etica ci chiede di astenerci dal togliere la vita.

Leggi di più

Il secondo precetto, astenersi dal rubare, può aiutarci a coltivare anche la contentezza e la generosità.

Leggi di più

Le interpretazioni di questo precetto tendono a variare a seconda dei tempi e dei luoghi.

Leggi di più

Il quarto precetto è spesso visto nel contesto della pratica della retta parola, uno dei rami dell’Ottuplice sentiero.

Leggi di più

Il quinto precetto ha dato luogo a numerosi dibattiti su come definire nocivo ciò che si consuma.   

Leggi di più

Iscriviti alla newsletter di GATE

Resta aggiornato con tutte le ultime novità

In caso di consenso conferito spuntando le caselle sopra riportate, i suoi dati saranno trattati da Unione Buddhista Italiana - UBI, con sede in Circonvallazione Clodia 163/167– 00195 Roma, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali al fine di inviarle all’indirizzo e-mail da lei fornito la nostra newsletter e invitarla a partecipare a eventuali sondaggi. I dati che saranno trattati sono quelli da lei inseriti nel modulo sopra. Potrà in ogni momento revocare il consenso disiscrivendosi tramite il link riportato in calce alla newsletter. Maggiori informazioni in tema di finalità del trattamento, base giuridica, destinatari, termini di conservazione e diritti dell’interessato potranno essere consultati nell’informativa privacy (https://gategate.it/privacy/).

Casa editrice

Casa discografica