BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 3 | MODULO 1 | SCHEDA 8
Con il termine uposatha (sanscrito, upavasatha) si indicano i giorni di osservanza del calendario lunare. Tutte le principali festività buddhiste, come il Vesak, sono giorni uposatha. Si tratta di celebrazioni affini ai Purnima induisti, a loro volta legate ai cicli lunari. Il Buddha, discutendo con una donna laica nel Muluposatha Sutta, si riferiva a uposatha (talvolta tradotto come «sabbath») come «la pulizia della mente contaminata attraverso la tecnica corretta». Oggi, mentre tutte le tradizioni buddhiste osservano delle festività religiose, solo la tradizione theravāda continua a onorare l’uposatha, mediante riunioni settimanali o bisettimanali.
I giorni di uposatha sono giorni di pulizia rituale osservati da monache, monaci e laici. I laici si impegnano a rispettare altri precetti oltre ai soliti cinque, in particolare il celibato, evitare le attività di svago e così via. Questi divieti sono identici a quelli sottoscritti dagli iniziati che entrano a far parte del saṅgha, a eccezione del fatto che ai monaci non è consentito maneggiare denaro.
L’uposatha è dettato dalle fasi lunari. Nel buddhismo theravāda del Sud-est asiatico, le riunioni si tengono con la luna piena, la luna nuova e i quarti di luna, mentre nello Sri Lanka si osservano solo la luna piena e la luna nuova. Si tratta di giornate particolarmente attive nei monasteri theravāda: molti laici vi si recano in visita, preparano il cibo per monache e monaci al mattino, ascoltando canti e sermoni e aiutando nella manutenzione del terreno del monastero. I laici spesso vestono di bianco, fanno offerte, meditano, eseguono circumambulazioni e spesso passano ore, se non tutto il giorno, al monastero.
Per i monaci theravāda, è un momento di purificazione. Nei giorni di luna nuova e piena, monache e monaci si riuniscono per recitare il Pāṭimokkha (in sanscrito, Prātimokṣa), il codice di condotta monastico, e confessare le proprie cattive azioni. Il Buddha la considerava una cerimonia cardine della vita monastica e una delle pratiche caratterizzanti del saṅgha. La mancata partecipazione era giustificata solo in caso di grave malattia.
Se l’uposatha è comunemente osservato solo nei Paesi theravāda, tale pratica esiste, con alcune modifiche, in certe tradizioni mahāyāna: per esempio, il roku sainichi, o i sei giorni di digiuno (al mese), praticati in Giappone, seguono gli stessi principi e i laici per un dato periodo osservano le regole monastiche.
In un estratto di un libro di memorie sul suo pellegrinaggio in India, il monaco buddhista theravāda Ajahn Sucitto racconta di una sessione di meditazione durata tutta la notte su un tetto di Nuova Delhi in osservazione del Uposatha.
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LIVELLO 3 | MODULO 1
Il giorno dell’illuminazione di Śākyamuni è celebrato da milioni di buddhisti in tutto il mondo.
La festività dell’Asalha Puja celebra il primo insegnamento del Buddha a Sarnath.
La festa di Kaṭhina si svolge alla fine dei tre mesi di ritiro della stagione delle piogge nei Paesi theravāda.
Celebrato in modo diverso in ogni cultura, le comunità buddhiste vedono generalmente il nuovo anno come un momento di rinnovamento e purificazione.
La festa annuale dell’Obon in Giappone è un momento di commemorazione degli antenati.
Celebrato in Giappone agli equinozi di primavera e d’autunno, l’Ohigan è un momento in cui si ritiene che la distanza tra il mondo dei vivi e quello dei morti sia minore.
La Magha Puja segna il propizio avvento del saṅgha buddhista.
Queste festività regolari sono giorni di pulizia rituale legati al calendario lunare e osservati da monache, monaci e laici.
Noto anche come Giorno del Buddha, questa importante festività del buddhismo theravāda e tibetano onora la nascita, la morte e l’illuminazione del Buddha.
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