IL BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 3 | MODULO 1 | SCHEDA 6
L’Ohigan è una festività giapponese della durata di una settimana dedicata all’introspezione e alla celebrazione degli antenati. Nota anche come Higan-e o Higan, si festeggia durante l’equinozio di primavera e quello d’autunno, quando i giorni e le notti sono di uguale durata. Questo periodo di transizione stagionale è il momento in cui si ritiene che la distanza tra il mondo dei vivi e quello dei morti sia più breve. Ohigan si traduce come «passaggio all’altra riva», ovvero il nirvāṇa, la Terra pura o il regno dei cari defunti.
Si dice che il clima piacevole nel periodo dell’Ohigan possa evocare il clima della vita celeste nella Terra pura e sia favorevole alla pratica buddhista. Il canto del Sutra del Loto o Odaimoku («Namu myōhō renge kyō») per trasferire meriti agli antenati (e accumularne alcuni per sé) è una pratica comune durante l’Ohigan. È inoltre considerato particolarmente benefico praticare le sei perfezioni, o pāramitā (sanscrito). Generalmente tradotto come «perfezione», pāramitā è un sostantivo il cui significato è spesso ricondotto all’«andare oltre» – al di là della sofferenza del samsara – e le sei pāramitā sono viste come le qualità di un essere illuminato: generosità (dāna), moralità (śīla), pazienza (kṣanti), energia (vīrya), meditazione (dhyāna) e saggezza (prajñā).
L’Ohigan, come l’Obon, è un momento in cui si visitano i luoghi di riposo degli antenati per assicurarsi che siano puliti e ben curati e per fare offerte. In Giappone la cremazione è molto diffusa, e i luoghi di sepoltura, soprattutto nelle aree densamente popolate, non occupano molto spazio. A Tokyo, dove lo spazio aperto per le tombe è scarso e ha un prezzo proibitivo, sono diffuse delle nicchie al coperto per le ceneri.
Decorare le tombe con i fiori è una tradizione consolidata durante l’Ohigan e potrebbe avere origine nelle radici agricole della festività, epoca in cui coltivare il favore degli antenati era considerato un modo per assicurare un buon raccolto. Il giglio rosso, o higanbana («fiore dell’Ohigan»), è associato all’Ohigan autunnale. Gli higanbana sono anche conosciuti come fiori fantasma o fiori dello spirito perché si trovano comunemente vicino ai cimiteri.
I cibi tradizionali durante l’Ohigan sono l’ohagi in autunno e il botamochi in primavera, entrambi a base di riso avvolto in una pasta di fagioli rossi zuccherata.
Il ministro della Terra pura, il Reverendo Earl Ikeda riflette sull’Ohigan.
LIVELLO 3 | MODULO 1
Il giorno dell’illuminazione di Śākyamuni è celebrato da milioni di buddhisti in tutto il mondo.
La festività dell’Asalha Puja celebra il primo insegnamento del Buddha a Sarnath.
La festa di Kaṭhina si svolge alla fine dei tre mesi di ritiro della stagione delle piogge nei Paesi theravāda.
Celebrato in modo diverso in ogni cultura, le comunità buddhiste vedono generalmente il nuovo anno come un momento di rinnovamento e purificazione.
La festa annuale dell’Obon in Giappone è un momento di commemorazione degli antenati.
Celebrato in Giappone agli equinozi di primavera e d’autunno, l’Ohigan è un momento in cui si ritiene che la distanza tra il mondo dei vivi e quello dei morti sia minore.
La Magha Puja segna il propizio avvento del saṅgha buddhista.
Queste festività regolari sono giorni di pulizia rituale legati al calendario lunare e osservati da monache, monaci e laici.
Noto anche come Giorno del Buddha, questa importante festività del buddhismo theravāda e tibetano onora la nascita, la morte e l’illuminazione del Buddha.
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