BUDDHISMO PER CHI COMINCIA  |  LIVELLO 2  |  MODULO 9 | SCHEDA 8

Che cosa si intende per
mezzi abili (upāya)?

Con l’espressione mezzi abili (upāya-kausalya) ci si riferisce alla capacità di una persona illuminata di adattare il proprio messaggio a un pubblico specifico. Il concetto è emerso in testi buddhisti come il Sutra del Loto, scritti centinaia di anni dopo la nascita del buddhismo, ma è proprio anche dello stile di dialogo e di insegnamento del Buddha storico. I maestri di oggi possono servirsi dei mezzi abili per trasmettere l’insegnamento giusto allo studente nel modo più efficace.

Il Buddha si impegnò a fondo per adattare il suo insegnamento ai suoi studenti, utilizzando sempre la lingua locale e immagini e metafore familiari. I suoi dialoghi sono simili a quelli di Socrate, che accettava le proposte iniziali dei suoi interlocutori e conduceva la discussione alle loro condizioni.

Il Buddha paragonava i suoi insegnamenti a una zattera: una volta attraversato il fiume e raggiunta la riva lontana della liberazione, la zattera doveva essere abbandonata. In altre parole, le parole o le forme utilizzate per raggiungere la meta non hanno un valore intrinseco, ma valgono nella misura in cui ci aiutano a raggiungere il risveglio.

Una famosa parabola della letteratura buddhista, raccontata nel Sutra del Loto, è quella della casa in fiamme. In una casa con molte stanze scoppia un incendio. Il padre scappa, ma i figli sono ancora dentro, distratti da giochi e altri piaceri. Il padre deve attirarli all’esterno servendosi di quanto possa servire per allettare ciascuno di loro: un regalo per il più piccolo, un altro tipo per un altro bambino e un altro ancora per il terzo. Una volta fuggiti dalla casa in fiamme, ogni bambino riceve una ricompensa ancora migliore: la liberazione. Allo stesso modo, gli insegnanti guideranno ogni studente in modo diverso, in base alle sue esigenze e alla sua disposizione, anche se per tutti l’obiettivo è lo stesso: il risveglio, o liberazione.

I mezzi abili sono uno dei motivi per cui esistono così tanti tipi diversi di buddhismo. Gli insegnamenti delle varie tradizioni possono presentarsi ed essere percepiti in maniera diversa, ma tutti hanno lo stesso obiettivo o «gusto»: la liberazione. Allo stesso modo, nel vasto oceano, l’acqua, sia in superficie che in profondità, ha un solo sapore: il sale.

I mezzi abili spiegano anche perché alcuni insegnamenti non sono convenzionali o sembrano contraddire la dottrina consolidata. I guru del buddhismo tibetano e i maestri del buddhismo zen che hanno colpito i discepoli o distrutto le statue del Buddha potrebbero aver usato mezzi abili perché quello era l’insegnamento giusto per quel tempo, luogo e studente. Ma tutti gli insegnamenti si devono fondare sulla saggezza e sulla compassione e avere come obiettivo finale la liberazione. Negli ultimi anni sono venuti a galla diversi casi di insegnanti che abusavano degli studenti e si approfittavano della loro devozione in diverse comunità. Se un insegnante considerato illuminato si stia servendo dei mezzi abili o stia indulgendo ad atteggiamenti riprovevoli è un problema con cui le comunità buddhiste continuano a confrontarsi ancora oggi.

La parabola della casa in fiamme è spiegata in questo articolo sul Sutra del Loto. L’insegnante di meditazione insight Joseph Goldstein considera le affermazioni contrastanti della verità assoluta come mezzi abili per la liberazione.

LIVELLO 2 | MODULO 9

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Il mezzo abile è ciò che permette di trasmettere gli insegnamenti nel modo più efficace, ed è uno dei motivi per cui esistono tanti tipi diversi di buddhismo.

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