BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 2 | MODULO 9 | SCHEDA 4
Bodhicitta, tradotto come «mente che si risveglia» o «pensiero dell’illuminazione», è l’impegno a intraprendere il percorso del risveglio e a diventare un bodhisattva, cioè una persona che si dedica alla liberazione di tutti gli esseri. La bodhicitta nasce dalla compassione, dal desiderio di liberare tutti gli esseri dalla sofferenza, anche quelli che ci vogliono male o ci considerano nemici. Uno dei fondamenti della tradizione mahāyāna, la bodhicitta permea molti dei suoi insegnamenti.
La bodhicitta è al centro del voto di bodhisattva, un impegno comune a molte tradizioni buddhiste mahāyāna. Se visitate diversi centri di dharma, fra le pratiche liturgiche troverete molte varianti dei seguenti quattro versi:
Gli esseri senzienti sono innumerevoli; faccio voto di salvarli.
Le illusioni sono inesauribili; faccio voto di porvi fine.
Le porte del Dharma sono sconfinate; faccio voto di entrarvi.
La Via del Buddha è irraggiungibile: faccio voto di incarnarla.
I praticanti fanno questo voto perché, riconoscendone l’interconnessione, si identificano con tutti gli esseri e desiderano raggiungere l’illuminazione per liberarli. I bodhisattva fanno voto di rimandare la propria illuminazione fino a quando tutti gli esseri non saranno liberati dal Saṃsāra (il ciclo della vita e della morte). Il sentiero del bodhisattva è alla portata non solo dei monaci ordinati, ma di chiunque sia disposto a intraprendere le sue considerevoli sfide.
La bodhicitta può essere vista sia in termini relativi che assoluti. La bodhicitta relativa si riferisce alla compassione che spinge a intraprendere il sentiero dei bodhisattva e a trattare tutti gli esseri con gentilezza. La bodhicitta assoluta è la consapevolezza che tutti i fenomeni sono essenzialmente vuoti, privi di essenza. La bodhicitta nel buddhismo contemporaneo spesso intreccia le pratiche volte a coltivare la compassione e la generosità con quelle che mirano ad approfondire la comprensione della vacuità.
Il testo forse più strettamente associato alla bodhicitta è l’opera di Śāntideva dell’VIII secolo La via del Bodhisattva [in sanscrito Bodhicaryāvatāra]. La bodhicitta viene descritta anche in testi mahāyāna come L’ornamento gioiello della liberazione di Gampopa, l’Avataṃsakasūtra, o Sutra dell’ornamento del fiore, e il Sutra del diamante.
Come si può giurare di salvare un numero infinito di esseri o di porre fine alle inesauribili illusioni? Non si tratta di arroganza, scrive il defunto maestro zen Robert Aitken, ma della via per coltivare la bodhicitta. Per saperne di più sulla bodhicitta, leggete la sezione speciale di Trycicle dell’estate 2018 dedicata all’argomento.
LIVELLO 2 | MODULO 9
Questi stati mentali negativi, tra cui la cattiva volontà e il dubbio, sono considerati un ostacolo alla pratica buddhista.
Una delle verità fondamentali del buddhismo è questa: Tutto cambia.
Nulla esiste in modo indipendente. Gli anelli della catena dell’originazione interdipendente, o coproduzione condizionata, sono il motore del ciclo infinito di vita, morte e rinascita.
Nata dalla compassione e dal desiderio che tutti gli esseri siano liberi dalla sofferenza, la bodhicitta («Mente del risveglio») è l’illuminazione del cuore e della mente.
Queste sette qualità della mente risvegliata approfondiscono la nostra pratica di meditazione e ci sostengono lungo il cammino spirituale.
Le 10 «perfezioni» – che comprendono la pazienza, la generosità e la saggezza – sono un insieme di virtù che i buddhisti si impegnano a coltivare.
Ci sono due modi di vedere il mondo: come le cose appaiono e come sono realmente.
Il mezzo abile è ciò che permette di trasmettere gli insegnamenti nel modo più efficace, ed è uno dei motivi per cui esistono tanti tipi diversi di buddhismo.
Rappresentati nella Ruota dell’esistenza (bhavachakra), i sei regni di rinascita sono un quadro di riferimento per gli esseri che rinascono in base a come hanno vissuto.
Il buddhismo è generalmente considerato una religione non teista che non richiede la fede in un essere supremo. Ma ci sono esseri soprannaturali nella cosmologia buddhista.
Anche se non c’è una risposta semplice a questa domanda, i buddhisti generalmente si attengono agli insegnamenti del Buddha sulla natura della sofferenza e sul percorso di liberazione.
Termine spesso frainteso, il vuoto o vacuità (Śūnyatā) non si riferisce al «nulla», ma all’interdipendenza e alla vacuità di un’esistenza distinta e fissa.
Un bodhisattva («essere risvegliato») è colui che ha fatto voto di raggiungere l’illuminazione a beneficio di tutti gli esseri senzienti.
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