BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 2 | MODULO 9 | SCHEDA 3
Perché soffriamo? Capirlo è di primaria importanza per la pratica buddhista. Una risposta a questa domanda risiede negli anelli, o catena dell’originazione interdipendente.
L’originazione interdipendente (in sanscrito pratītyasamutpāda, in pāli paṭicca samuppāda) è nota anche come coproduzione condizionata e in diverse altre formulazioni. Il Buddhismo insegna che tutto ciò che esiste è condizionato-dipendente da qualcos’altro. Questo vale sia per i pensieri che per gli oggetti, per l’individuo come per l’intero universo. Nulla esiste in modo indipendente. Tutto è condizionato.
Tale concetto è illustrato negli insegnamenti buddhisti dedicati alla catena della genesi dipendente, che descrive i fattori che perpetuano il ciclo di nascita, morte e rinascita. I dodici anelli della catena sono sequenziali, ogni fattore causa il successivo: a causa di questo, quello accade. Quando questo finisce, finisce anche quello.
Gli anelli formano un ciclo infinito che ci lega alla sofferenza e l’obiettivo della pratica buddhista è uscire da questo circolo vizioso. Sebbene esista più di una versione della sequenza dei legami, di solito si svolge in questo modo:
1) Ignoranza
2) Attività mentale
3) Coscienza
4) Nome e forma
5) I sensi: vista, udito, olfatto, tatto, gusto e mente.
6) Contatto
7) Sentimento
8) Desiderio
9) Attaccamento
10) Il divenire
11) Nascita
12) Invecchiamento e morte
Molti di questi termini sono noti (anche se il loro significato preciso in un contesto buddhista può differire leggermente dal loro uso nella filosofia occidentale), ma alcuni richiedono qualche spiegazione. Il secondo anello della catena, le attività mentali (chiamate anche fabbricazioni, volizioni o composti), si riferisce agli impulsi e alle azioni, qualsiasi attività che porti all’accumulo di karma. Il quarto anello, nome e forma, si riferisce all’etichettatura degli oggetti, comprese le parti mentali e fisiche di un individuo. Il contatto, il sesto legame, si verifica quando i sei sensi (i buddhisti considerano la mente il sesto senso) incontrano un oggetto sensoriale, come una vista o un suono.
Il decimo anello, il divenire, significa la formazione di un’identità o di un sé. Questo stadio dà il nome alla Ruota dell’esistenza (bhavachakra), una rappresentazione visiva del Saṃsāra, il ciclo di nascita, morte e rinascita. La nascita, anello undici, e l’invecchiamento e la morte, anello dodici, si riferiscono alla condizione d’insoddisfazione (dukkha) degli esseri viventi.
La genesi dipendente, nel pensiero buddhista successivo, ha trovato sviluppo nei concetti di interdipendenza e interconnessione di tutte le cose. L’idea che ogni azione abbia un «effetto farfalla» su ogni altro essere, è influente in molte correnti di pensiero buddhista, tra cui il «Buddhismo impegnato», che applica i precetti buddhisti a questioni sociali ed ecologiche.
Leggete una spiegazione approfondita dei dodici anelli della genesi dipendente.
LIVELLO 2 | MODULO 9
Questi stati mentali negativi, tra cui la cattiva volontà e il dubbio, sono considerati un ostacolo alla pratica buddhista.
Una delle verità fondamentali del buddhismo è questa: Tutto cambia.
Nulla esiste in modo indipendente. Gli anelli della catena dell’originazione interdipendente, o coproduzione condizionata, sono il motore del ciclo infinito di vita, morte e rinascita.
Nata dalla compassione e dal desiderio che tutti gli esseri siano liberi dalla sofferenza, la bodhicitta («Mente del risveglio») è l’illuminazione del cuore e della mente.
Queste sette qualità della mente risvegliata approfondiscono la nostra pratica di meditazione e ci sostengono lungo il cammino spirituale.
Le 10 «perfezioni» – che comprendono la pazienza, la generosità e la saggezza – sono un insieme di virtù che i buddhisti si impegnano a coltivare.
Ci sono due modi di vedere il mondo: come le cose appaiono e come sono realmente.
Il mezzo abile è ciò che permette di trasmettere gli insegnamenti nel modo più efficace, ed è uno dei motivi per cui esistono tanti tipi diversi di buddhismo.
Rappresentati nella Ruota dell’esistenza (bhavachakra), i sei regni di rinascita sono un quadro di riferimento per gli esseri che rinascono in base a come hanno vissuto.
Il buddhismo è generalmente considerato una religione non teista che non richiede la fede in un essere supremo. Ma ci sono esseri soprannaturali nella cosmologia buddhista.
Anche se non c’è una risposta semplice a questa domanda, i buddhisti generalmente si attengono agli insegnamenti del Buddha sulla natura della sofferenza e sul percorso di liberazione.
Termine spesso frainteso, il vuoto o vacuità (Śūnyatā) non si riferisce al «nulla», ma all’interdipendenza e alla vacuità di un’esistenza distinta e fissa.
Un bodhisattva («essere risvegliato») è colui che ha fatto voto di raggiungere l’illuminazione a beneficio di tutti gli esseri senzienti.
We have sent a 6-digit verification code to your email. Please enter it below to continue.
We have sent a 6-digit verification code to your email. Please enter it below to continue.
Risultati totali
Nessun risultato trovato