BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 2 | MODULO 9 | SCHEDA 10
In una parola, no. Negli insegnamenti buddhisti non c’è un dio creatore o un essere supremo, tanto che il buddhismo viene spesso definito una religione non teista. Il Buddha storico era una persona comune, che raggiunse il risveglio allenando la mente e comprendendo la vera natura della realtà. La sua illuminazione non gli venne conferita grazie alla comunione con una forza superiore esterna, ma grazie ai suoi sforzi. Questo è un punto importante della storia buddhista. Perché dal punto di vista buddhista, un dio personale non è necessario: ognuno di noi ha la materia prima per raggiungere la propria liberazione.
D’altra parte, la maggior parte delle tradizioni buddhiste ha una cosmologia popolata di divinità e altri esseri soprannaturali. Anche i primi testi buddhisti fanno riferimento alle divinità indiane e alle creature metafisiche che costituivano l’ambiente spirituale dell’epoca. Secondo la leggenda, gli dèi vegliarono sul percorso del Buddha, dalle vite passate all’illuminazione, e si rallegrarono la notte del suo risveglio. Ma è importante ricordare che in tutte queste storie gli stessi esseri celesti sono coinvolti nel ciclo di morte e rinascita. Possono avere poteri straordinari, ma non hanno raggiunto il livello di realizzazione del Buddha.
Tuttavia, in molte tradizioni, le divinità e altri esseri metafisici offrono un aiuto significativo ai praticanti. E in alcuni rami del buddhismo, come quello della Terra Pura giapponese (detto anche Shin o Jōdo Shinshū), la devozione all’«altro potere» del Buddha Amitābha costituisce il cuore della pratica.
Il buddhismo tibetano, in particolare, ha sviluppato un vivace ed elaborato pantheon di divinità che compaiono nelle scritture e nell’iconografia. Molte di queste sono considerate dei Buddha e sono usate nella pratica di visualizzazione, in cui i meditanti immaginano di essere queste divinità per interiorizzarne le qualità.
Per capire il punto di vista di una pratica buddhista maggiormente basata sulla fede, potete leggere del perché Clark Strand si è rivolto al Buddhismo della Terra Pura, o, al contrario, per un punto di vista laico, potete leggere del perché Stephen Batchelor ha abbandonato le divinità che venerava come monaco buddhista tibetano.
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LIVELLO 2 | MODULO 9
Questi stati mentali negativi, tra cui la cattiva volontà e il dubbio, sono considerati un ostacolo alla pratica buddhista.
Una delle verità fondamentali del buddhismo è questa: Tutto cambia.
Nulla esiste in modo indipendente. Gli anelli della catena dell’originazione interdipendente, o coproduzione condizionata, sono il motore del ciclo infinito di vita, morte e rinascita.
Nata dalla compassione e dal desiderio che tutti gli esseri siano liberi dalla sofferenza, la bodhicitta («Mente del risveglio») è l’illuminazione del cuore e della mente.
Queste sette qualità della mente risvegliata approfondiscono la nostra pratica di meditazione e ci sostengono lungo il cammino spirituale.
Le 10 «perfezioni» – che comprendono la pazienza, la generosità e la saggezza – sono un insieme di virtù che i buddhisti si impegnano a coltivare.
Ci sono due modi di vedere il mondo: come le cose appaiono e come sono realmente.
Il mezzo abile è ciò che permette di trasmettere gli insegnamenti nel modo più efficace, ed è uno dei motivi per cui esistono tanti tipi diversi di buddhismo.
Rappresentati nella Ruota dell’esistenza (bhavachakra), i sei regni di rinascita sono un quadro di riferimento per gli esseri che rinascono in base a come hanno vissuto.
Il buddhismo è generalmente considerato una religione non teista che non richiede la fede in un essere supremo. Ma ci sono esseri soprannaturali nella cosmologia buddhista.
Anche se non c’è una risposta semplice a questa domanda, i buddhisti generalmente si attengono agli insegnamenti del Buddha sulla natura della sofferenza e sul percorso di liberazione.
Termine spesso frainteso, il vuoto o vacuità (Śūnyatā) non si riferisce al «nulla», ma all’interdipendenza e alla vacuità di un’esistenza distinta e fissa.
Un bodhisattva («essere risvegliato») è colui che ha fatto voto di raggiungere l’illuminazione a beneficio di tutti gli esseri senzienti.
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