BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 2 | MODULO 8 | SCHEDA 5
Spesso quando si parla di «Buddha» ci si riferisce alla figura storica di Siddhārtha Gautama, che raggiunse l’illuminazione e iniziò a insegnare il dharma circa 2.600 anni fa. Ma la tradizione buddhista ritiene che sia stato solo uno di una serie di risvegliati che risale al lontano passato e si estende fino ai più remoti confini del futuro.
Tra i molti buddha che precedettero Śākyamuni, uno dei più importanti fu Dīpaṃkara. Il suo nome significa «creatore di luce». Si dice che alla sua nascita apparvero molte lampade e che predisse l’illuminazione di Śākyamuni.
Dopo un lungo periodo, gli insegnamenti di Dīpaṃkara furono dimenticati. In seguito si susseguirono altri buddha, fino a Śākyamuni, il Buddha della nostra epoca. In un futuro lontano, dopo un simile declino, si dice che apparirà un buddha di nome Maitreya. Dipamkara, Śākyamuni e Maitreya sono spesso raffigurati in una triade che rappresenta il passato, il presente e il futuro. I buddha del passato e quelli del futuro sono oggetti di devozione che esistono in eterno, sempre a disposizione di coloro che li cercano.
Sebbene i buddha siano infiniti in senso cosmico, la loro comparsa nel nostro mondo è rara. La cosmologia buddhista descrive una vasta gamma di mondi, di cui il nostro è solo uno. Ognuno di questi mondi è sorvegliato da un buddha e la rinascita in questi mondi, noti come campi di buddha, è l’obiettivo di molti buddhisti.
Due di questi buddha di spicco sono Amitābha (in giapponese, Amida), il Buddha della Luce Infinita, e Bhaiṣajyaguru, il buddha della Medicina. Amitābha Buddha è figura centrale del Buddhismo della Terra Pura – è colui che governa il paradiso occidentale di Sukhavati, letteralmente «terra beata», un luogo dove l’illuminazione è molto più facile da raggiungere che altrove.
Bhaiṣajyaguru è il patrono dei medici e dei guaritori e governa un paradiso orientale. I raggi di luce che emanano dal suo corpo blu illuminano il mondo in modo che i praticanti non restino mai nell’oscurità. Si dice essere suoi devoti sia garanzia di longevità, ricchezza e prestigio.
La linea di demarcazione tra buddha, bodhisattva, dio e dea è talvolta poco chiara. Tārā, un’importante figura devozionale del buddhismo tibetano, è talvolta chiamata buddha, a volte una dea e a volte un bodhisattva. Prajñāpāramitā, la personificazione della perfezione della saggezza, è una dea talvolta chiamata Madre dei Buddha.
Si dice che i paradisi orientali e occidentali si trovino entrambi a trilioni di campi di buddha di distanza dal nostro regno (impuro), il che dà un’idea della portata epica della cosmologia buddhista. Esistono inoltre innumerevoli altri buddha che risiedono nelle Terre Pure in tutto il cosmo e che sono oggetto di venerazione.
Non riuscite a distinguere i diversi buddha nell’arte? Lo studioso di arte himalayana Jeff Watt spiega come riconoscere Amitābha Buddha.
LIVELLO 2 | MODULO 8
Siddhārtha Gautama era figlio di Śuddhodana e Maya, il re e la regina del clan Śākya, ma fu cresciuto per lo più dalla zia Pajāpatī.
Uno dei primi discepoli del Buddha, Ānanda, cugino e attendente personale del Buddha, svolse un ruolo importante nel preservare gli insegnamenti per le generazioni future.
Questi due importanti discepoli sono spesso raffigurati alla destra e alla sinistra del Buddha e sono figure di spicco nei testi mahāyāna, tra cui il Sutra del cuore.
Da Kaśyapa a Kṣemā, ecco alcuni dei più importanti discepoli che accompagnarono il Buddha nei suoi quarantacinque anni di insegnamento.
Nella tradizione buddhista esistono molti risvegliati del passato, del presente e del futuro.
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