BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 2 | MODULO 7 | SCHEDA 5
Dal momento che il dharma secolare non considera la parola del Buddha come assoluta, spetta ai praticanti stabilire in base a quali norme etiche orientare la propria vita. I buddhisti secolari hanno trovato diversi modi per affrontare questa sfida.
Le scuole buddhiste tradizionali tendono a seguire regole rigide come il codice di condotta Vinaya per i monaci e i cinque precetti per i laici. La maggior parte dei buddhisti laici comprende la necessità di simili regole, ma ne rifiuta una rigida applicazione preferendo adattare i principi etici a ogni singola situazione, che è unica, inedita e irripetibile. Si potrebbe affrontare un dilemma morale chiedendosi Qual è la cosa più amorevole da fare? o Qual è una risposta compassionevole a questa situazione?
Un approccio comune all’etica buddhista secolare prende le mosse dall’empatia, elemento fondante della cura, espressione della regola aurea: «Tratta gli altri come vorresti che gli altri trattassero te».
La cura – ossia prenderci cura di noi stessi e degli altri, oltre che di ciò che accade qui e ora – è un aspetto chiave dell’etica che deve essere coltivato e sviluppato.
Le ultime parole pronunciate dal Buddha, secondo il Canone pāli, furono: «Ogni cosa composta è soggetta a sparire. Sforzatevi con sincerità» o «sforzatevi con cura». Il termine originale pāli per cura è appamada. L’appamada non comprende solo la consapevolezza, ma anche la non reattività, ovvero la libertà da brama, avversione e illusione.
Siddhārta Gautama (in pāli: Siddhatta Gotama) descrive la cura come la virtù che racchiude tutte le altre, mediante la metafora dell’impronta dell’elefante che è così grande da poter contenere le impronte di tutti gli altri animali. Più che una semplice vigilanza o attenzione, la cura ha una chiara qualità etica, un’energica attenzione per ciò che consideriamo positivo.
Quando ci dedichiamo alla cura, abbiamo sempre coscienza di quando la mente parte con il pilota automatico e così la nostra vita diventa sempre più presente, attenta, viva e consapevole.
Leggete qui per saperne di più sull’etica della cura del Dharma secolare.
LIVELLO 2 | MODULO 7
Questa tradizione contemporanea guarda agli insegnamenti del Buddha storico nel contesto della vita moderna nel mondo di oggi.
Chi si impegna nel dharma secolare non è tenuto a adottare credenze metafisiche o a impegnarsi in attività tradizionalmente religiose come il canto o la preghiera.
I due principali gruppi di dharma secolare seguono dei principi che si allineano all’ateismo scientifico e alle filosofie occidentali della fenomenologia, dell’esistenzialismo e dell’ermeneutica.
La meditazione laica riguarda principalmente l’immobilità e l’osservazione di sé.
I buddhisti laici non considerano la parola del Buddha come assoluta e hanno trovato diversi modi per affrontare la sfida costituita dallo stabilire delle linee guida per la condotta etica.
Mentre la mindfulness è una forma secolarizzata di pratica buddhista, il dharma secolare è un movimento che va oltre la pratica della meditazione.
Il dharma secolare tende a promuovere l’obiettivo del benessere umano piuttosto che quello tradizionale di raggiungere l’illuminazione o il nirvāṇa.
Il dharma secolare dà più valore agli insegnamenti che al maestro, ponendo l’accento sull’autosufficienza e sull’impegno nella comunità.
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