BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 2 | MODULO 7 | SCHEDA 4
Esistono molti modi di meditare. Nel caso dei praticanti secolari, la scelta avviene anche in base a un obiettivo da raggiungere, per esempio la quiete e l’introspezione. In generale ci si dedica alla meditazione secolare per essere più felici, meno reattivi, meno ansiosi e per addormentarsi meglio. L’obiettivo generale è limitare le cause di sofferenza. È probabile che si inizi imparando una tecnica di concentrazione, focalizzandosi sul respiro, sul corpo o sui suoni, non tenendo a mente che «quando ti siedi in meditazione, qualsiasi cosa accada fa parte della tua esperienza di meditazione».
Praticando regolarmente, si diventa sempre più abili nell’osservare ciò che accade nella nostra mente. Con questa consapevolezza, è possibile focalizzare l’attenzione sui propri stati mentali, le emozioni e i pensieri e, lavorando su quanto emerge.
Alla fine di una sessione di meditazione, alcuni si prendono del tempo per riflettere e, taccuino e matita a portata di mano, per annotare ciò che ricordano dell’esperienza. Con il tempo e con la pratica, chi si dedica alla meditazione secolare tende a raggiungere uno stato di consapevolezza aperta. La meditazione comunitaria dà ottimi risultati ma i praticanti possono esercitarsi da soli o in gruppo.
La consapevolezza si può mettere in pratica durante l’intera giornata, non solo quando si è seduti in meditazione. Nel buddhismo la pratica, strutturata sulla base dei quattro compiti del Buddha, viene svolta senza altro fine se non la meditazione stessa, ma è possibile sviluppare un approccio laico all’ottuplice sentiero o ai cinque compiti di mindfulness del maestro zen vietnamita Thich Nhat Hanh e capire come sfruttarla per dare il meglio di sé, trovare la felicità e condurre una vita etica.
LIVELLO 2 | MODULO 7
Questa tradizione contemporanea guarda agli insegnamenti del Buddha storico nel contesto della vita moderna nel mondo di oggi.
Chi si impegna nel dharma secolare non è tenuto a adottare credenze metafisiche o a impegnarsi in attività tradizionalmente religiose come il canto o la preghiera.
I due principali gruppi di dharma secolare seguono dei principi che si allineano all’ateismo scientifico e alle filosofie occidentali della fenomenologia, dell’esistenzialismo e dell’ermeneutica.
La meditazione laica riguarda principalmente l’immobilità e l’osservazione di sé.
I buddhisti laici non considerano la parola del Buddha come assoluta e hanno trovato diversi modi per affrontare la sfida costituita dallo stabilire delle linee guida per la condotta etica.
Mentre la mindfulness è una forma secolarizzata di pratica buddhista, il dharma secolare è un movimento che va oltre la pratica della meditazione.
Il dharma secolare tende a promuovere l’obiettivo del benessere umano piuttosto che quello tradizionale di raggiungere l’illuminazione o il nirvāṇa.
Il dharma secolare dà più valore agli insegnamenti che al maestro, ponendo l’accento sull’autosufficienza e sull’impegno nella comunità.
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