BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 2 | MODULO 7 | SCHEDA 1
Il dharma secolare guarda agli insegnamenti del Buddha storico, Siddhārtha Gautama (in pāli,
Siddhattha Gotama) e ai precetti e alle pratiche del dharma nel contesto del mondo moderno e
globale. Anziché trattare le quattro nobili verità come una dottrina insindacabile, i praticanti del
dharma secolare le considerano un saggio invito a dedicarci a quattro compiti (o al quadruplice
compito), che consistono nell’abbracciare la vita, sottrarci alla reattività, osservarne la cessazione e
agire in maniera etica e «abile». Impegnandoci in questi compiti possiamo iniziare ad abitare il
mondo in maniera contemplativa, ma senza le pretese di verità metafisica del buddhismo. C’è una
distinzione fra chi pratica il dharma secolare e chi si dedica alla pratica buddhista ma è, altrimenti,
laico. Benché le due situazioni possano sovrapporsi, il «dharma secolare» si riferisce a un
movimento specifico.
Il dharma secolare non è (ancora) una scuola buddhista, o «veicolo». Non ha una sua
ortodossia, un suo canone distinto, presenza istituzionale ed è notevolmente eterodosso. I
simpatizzanti del movimento per lo più frequentano comunità di pratica assieme ad amici di altre
convinzioni buddhiste – o di nessun’altra in particolare. Si tratta di un movimento che si dimostra
particolarmente buddhista nel suo scetticismo di aperte vedute e nel suo desiderio di dare voce al
dharma nel modo migliore possibile, in termini culturalmente accessibili.
La stragrande maggioranza dei praticanti del dharma secolare al di fuori delle nazioni a
maggioranza buddhista è riconducibile alla diaspora asiatica e mantiene le pratiche del suo Paese
d’origine. La situazione però sta cambiando: il numero degli occidentali che ha adottato, e
talvolta adattato, una o più forme di pratica asiatiche, con tanto di credenze e visione organizzativa
associate (fra cui la concezione dell’autorità, della gerarchia e delle relazioni fra i generi), è in
rapida crescita.
Una terza categoria di praticanti, in crescita in Occidente, comprende persone di ogni etnia
che stanno sviluppando forme di pratica, comunità e pensiero in linea con i principi del
progressismo, a cominciare dall’egalitarismo, l’inclusività e l’autogoverno democratico. Per loro la
cura è un valore fondamentale, mediante cui promuovere tanto la crescita dell’individuo quanto la
giustizia sociale. Sono proprio gli appartenenti a questo terzo gruppo che si considerano praticanti
del dharma secolare.
LIVELLO 2 | MODULO 7
Questa tradizione contemporanea guarda agli insegnamenti del Buddha storico nel contesto della vita moderna nel mondo di oggi.
Chi si impegna nel dharma secolare non è tenuto a adottare credenze metafisiche o a impegnarsi in attività tradizionalmente religiose come il canto o la preghiera.
I due principali gruppi di dharma secolare seguono dei principi che si allineano all’ateismo scientifico e alle filosofie occidentali della fenomenologia, dell’esistenzialismo e dell’ermeneutica.
La meditazione laica riguarda principalmente l’immobilità e l’osservazione di sé.
I buddhisti laici non considerano la parola del Buddha come assoluta e hanno trovato diversi modi per affrontare la sfida costituita dallo stabilire delle linee guida per la condotta etica.
Mentre la mindfulness è una forma secolarizzata di pratica buddhista, il dharma secolare è un movimento che va oltre la pratica della meditazione.
Il dharma secolare tende a promuovere l’obiettivo del benessere umano piuttosto che quello tradizionale di raggiungere l’illuminazione o il nirvāṇa.
Il dharma secolare dà più valore agli insegnamenti che al maestro, ponendo l’accento sull’autosufficienza e sull’impegno nella comunità.
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