BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 2 | MODULO 6
Il buddhismo tibetano, noto anche come buddhismo vajrayāna o tantrico, abbraccia un’ampia varietà di pratiche, tra cui la visualizzazione, i mantra e le pratiche yogiche. A proprio sostegno nel cammino verso l’illuminazione, attinge alle energie sia mentali sia fisiche.
Il buddhismo arrivò in Tibet dall’India nel VII secolo. Da allora il Paese divenne il centro del buddhismo in Asia centrale. Nel corso dei secoli, gli insegnamenti e le tradizioni del buddhismo tibetano si diffusero nella vicina Mongolia, nel Bhutan, nel Nepal e in alcune parti delle attuali Russia e India. Oggi il buddhismo tibetano è la religione predominante della regione himalayana. Con la presa di potere del comunismo cinese e la conseguente crisi dei rifugiati tibetani a metà del XX secolo, il buddhismo tibetano si è diffuso in Occidente ed è diventato una delle forme di buddhismo più praticate al mondo.
LIVELLO 2 | MODULO 6
Dopo che il buddhismo arrivò in Tibet dall’India nel VII secolo, le pratiche buddhiste indiane si combinarono con le pratiche vajrayāna fino a creare una religione distinta.
Le numerose scuole del buddhismo tibetano sono spesso divise in due gruppi principali: Nyingma (scuole più antiche) e Sarma (scuole più recenti).
Tra i molti testi del buddhismo tibetano, il Bardo Thodol (spesso tradotto erroneamente come Il libro tibetano dei morti) è il più noto.
Da Padmasambhava a Sua Santità il XIV Dalai Lama, questi importanti maestri hanno plasmato e preservato il buddhismo tibetano.
Spesso confuso con il sesso in Occidente, il tantra cerca di sfruttare un’ampia varietà di esperienze e di energie mentali e fisiche da utilizzare sul percorso verso l’illuminazione.
Il buddhismo tibetano si rivolge al ritiro e ne abbraccia la pratica quale mezzo per allontanarsi dalla vita quotidiana e potersi interamente dedicare all’attività religiosa.
La religione è praticata non solo in Tibet, ma anche in tutta la regione himalayana e in tutto il mondo.
Tre disposizioni d’animo che cooperano per nutrire uno stato di umiltà e di gioia.
La risposta breve è: no. Molti insegnanti tibetani contemporanei utilizzano testi ibridi di pratica che includono la scrittura tibetana originale e le traduzioni.
Molte delle figure presenti nell’arte e nei templi tibetani sono in realtà buddha e bodhisattva che appaiono in forma pacifica, semiseria o iraconda.
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