BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 2 | MODULO 6 | SCHEDA 7
Nonostante il nome, il buddhismo tibetano non è praticato solo in Tibet, ma in tutta la regione himalayana e in tutto il mondo, in Asia, Europa, Africa, Nord e Sud America, e Australia. Ma prima del XX secolo, il buddhismo tibetano era praticamente sconosciuto in Occidente.
Negli anni Venti, Trenta e Quaranta del Novecento, una manciata di europei riuscì a eludere il divieto di ingresso in Tibet per i visitatori stranieri, e viaggiatori come Alexandra David-Néel, Lama Anagarika Govinda (nato Ernst Lothar Hoffmann) e Heinrich Harrer, che divenne l’insegnante di inglese, geografia e scienze del XIV Dalai Lama, scrissero libri sulle loro esperienze. All’inizio del XX secolo, i missionari cristiani tentarono senza successo di portare il cristianesimo in Tibet, mentre gli inglesi, che all’epoca governavano l’India, lanciarono un’invasione di breve durata nel 1903. Ma la tradizione buddhista tibetana cominciò a raggiungere un maggior numero di occidentali solo dopo che il XIV Dalai Lama e altri leader tibetani fuggirono dal Tibet nel 1959 in seguito all’invasione cinese.
I lama tibetani in esilio si stabilirono in India, dove reinstaurarono istituzioni religiose e politiche. Lì, una nuova generazione di visitatori stranieri venne a contatto con i maestri e gli insegnamenti del buddhismo tibetano. Alcuni occidentali, tra cui lo studioso di buddhismo Robert Thurman, ricevettero l’ordinazione di monaci buddhisti tibetani per poi tornare in patria e fondare delle comunità nei loro Paesi d’origine. Apparirono così i primi libri sul buddhismo tibetano in inglese e fiorirono gli scambi con tipografi e artigiani dell’India e del Nepal per alimentare il crescente interesse per la pratica buddhista tibetana e per i materiali di studio.
Alla fine degli anni Sessanta e Settanta, i monaci e i lama tibetani che vivevano in India iniziarono a essere invitati all’estero e a insegnare agli studenti di dharma interessati in Europa e in America. In seguito, studiosi tibetani, tra cui Ghesce Lhundup Sopa, iniziarono a ricoprire incarichi di insegnamento in Occidente e la lingua e la letteratura tibetana divennero argomenti di studio nei college e nelle università. Il Dalai Lama si recò per la prima volta in Occidente nel 1979, prima di diventare un simbolo mondiale della filosofia e della pratica buddhista tibetana, quando gli fu conferito il Premio Nobel per la Pace nel 1989.
Nel frattempo, i rifugiati tibetani si stabilirono in molti Paesi occidentali, dove formarono comunità dedite alle loro pratiche rituali, inclusi i ritiri. Mentre un numero sempre maggiore di americani ed europei completavano la formazione formale in questi centri, i lama e gli insegnanti nati in Occidente cominciarono a rivestire cariche dharmiche nei centri buddhisti tibetani in Occidente e anche in Asia.
Oggi, tutte le principali scuole del buddhismo tibetano hanno centri di dharma in tutti i continenti tranne l’Antartide.
Che cosa serve per istituire un dharma veramente occidentale? In «It Takes a Saint», Tai Situpa Rinpoche, un importante leader Kagyu, scrive che servirà un occidentale che abbia raggiunto la piena illuminazione. È possibile leggere anche la riflessione dello scrittore tibetano Bhuchung D Sonam sulle lunghe difficoltà della diaspora tibetana e conoscere il fiorente saṅgha tibetano dell’Ohio guidato da Lama Kathy Wesley.
LIVELLO 2 | MODULO 6
Dopo che il buddhismo arrivò in Tibet dall’India nel VII secolo, le pratiche buddhiste indiane si combinarono con le pratiche vajrayāna fino a creare una religione distinta.
Le numerose scuole del buddhismo tibetano sono spesso divise in due gruppi principali: Nyingma (scuole più antiche) e Sarma (scuole più recenti).
Tra i molti testi del buddhismo tibetano, il Bardo Thodol (spesso tradotto erroneamente come Il libro tibetano dei morti) è il più noto.
Da Padmasambhava a Sua Santità il XIV Dalai Lama, questi importanti maestri hanno plasmato e preservato il buddhismo tibetano.
Spesso confuso con il sesso in Occidente, il tantra cerca di sfruttare un’ampia varietà di esperienze e di energie mentali e fisiche da utilizzare sul percorso verso l’illuminazione.
Il buddhismo tibetano si rivolge al ritiro e ne abbraccia la pratica quale mezzo per allontanarsi dalla vita quotidiana e potersi interamente dedicare all’attività religiosa.
La religione è praticata non solo in Tibet, ma anche in tutta la regione himalayana e in tutto il mondo.
Tre disposizioni d’animo che cooperano per nutrire uno stato di umiltà e di gioia.
La risposta breve è: no. Molti insegnanti tibetani contemporanei utilizzano testi ibridi di pratica che includono la scrittura tibetana originale e le traduzioni.
Molte delle figure presenti nell’arte e nei templi tibetani sono in realtà buddha e bodhisattva che appaiono in forma pacifica, semiseria o iraconda.
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