BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 2 | MODULO 6 | SCHEDA 4
Il merito di aver introdotto il buddhismo in Tibet nel VII secolo si attribuisce al primo re tibetano Songtsen Gampo, noto anche per aver unito i feudatari tibetani, sviluppato la lingua tibetana e fondato i primi templi buddhisti. All’inizio dell’VIII secolo, il re Trisong Detsen ebbe un ruolo fondamentale nella fondazione del primo monastero buddhista a Samye, invitando Padmasambhava e altri maestri dell’Asia meridionale per facilitarne la costruzione.
Padmasambhava (noto anche come Guru Rinpoche) era un maestro tantrico indiano dell’VIII secolo, venerato dalle popolazioni himalayane come un «secondo Buddha». Insieme alle sue straordinarie discepole (e consorti) Yeshe Tsogyal e Mandāravā, fondò la scuola Nyingma (Gli Antichi) del buddhismo tibetano. Secondo la leggenda, Padmasambhava avrebbe anche stretto buoni rapporti con gli spiriti e i sacerdoti locali, collocato decine di terma (insegnamenti nascosti) nel territorio tibetano affinché venissero in seguito scoperti da futuri insegnanti, chiamati tertön. Inoltre importò in Tibet gli insegnamenti del sistema Dzogchen (Grande Perfezione).
Nel X secolo, il maestro indiano Atiśa (980-1054) fece parte di una seconda ondata di buddhisti indiani invitati in Tibet dopo un periodo di persecuzione religiosa. Il suo discepolo tibetano Dromtön (1005-1064) fondò la scuola Kadampa.
Marpa Lotsawa (1012-1097) portò dall’India quella che sarebbe divenuta la tradizione Kagyu degli insegnamenti e dei poteri del Mahamudra (Grande Sigillo), e il suo discepolo Milarepa (1028-1111) divenne un celebre poeta e yogi. Il discepolo di Milarepa, Gampopa (1079-1153), scrisse il testo fondamentale Il prezioso ornamento di liberazione e fondò un importante ramo della scuola Kagyu, il Dagpo Kagyu.
Sempre in questo periodo, Khon Konchok Gyalpo (1034-1102) fondò la tradizione Sakya, e fu il primo di una linea ininterrotta di membri della famiglia Khon alla guida dell’ordine. Un altro importante maestro della tradizione fu Sakya Pandita (1182-1251), considerato uno dei più grandi studiosi buddhisti tibetani per via della sua estesa indagine della filosofia, della logica, del linguaggio, dell’astrologia e della poesia del suo tempo.
La straordinaria yogini Machig Labdron (1055-1149) fondò il lignaggio chöd, i cui insegnamenti e le cui pratiche rituali di offerta si fondano sulla sua ardita interpretazione del Prajñāpāramitā Sūtra (Sutra della Perfezione della Saggezza).
Tsongkhapa (1357-1419), maestro e studioso di alto livello, diede origine alla scuola Gelug. Scrisse anche i famosi testi Lamrim Chenpo e Ngakrim Chenmo nei quali delinea un percorso che unisce le tradizioni del sutra e del tantra.
Jamgon Kongtrul Lodro Thaye (1813-1899), uno dei più importanti buddhisti tibetani del XIX secolo, compilò un compendio in cinque volumi di pratiche e insegnamenti provenienti da tutti i lignaggi buddhisti tibetani. Lui e i suoi coetanei, Chokgyur Dechen Lingpa (1829-1870) e Jamyang Khyentse Wangpo (1820-1892), sono ritenuti figure esemplari del movimento non-settario del Rime.
Nel XX secolo, il XIV Dalai Lama, Tenzin Gyatso (nato nel 1935), ha acquisito fama mondiale dopo la sua fuga dal Tibet controllato dalla Cina durante la rivolta tibetana del 1959 e da allora è diventato forse l’esponente più noto del buddhismo. Il Dalai Lama è una figura di spicco della scuola Gelug e leader spirituale del popolo tibetano. Insieme ad altri leader religiosi in esilio, tra cui il XVI Karmapa (1924-1981), il XLI Sakya Trizin (1945-presente) e il leader Nyingma Dudjom Jigdral Yeshe Dorje (1904-1987), hanno fondato monasteri e centri buddhisti tibetani in esilio in India e poi in tutto il mondo.
Leggete i consigli dello psicologo e giornalista scientifico Daniel Goleman sulle autobiografie spirituali dei maestri tibetani (namtar). Oppure, approfondite la storia di due santi tibetani, Milarepa e Machik Labdron.
LIVELLO 2 | MODULO 6
Dopo che il buddhismo arrivò in Tibet dall’India nel VII secolo, le pratiche buddhiste indiane si combinarono con le pratiche vajrayāna fino a creare una religione distinta.
Le numerose scuole del buddhismo tibetano sono spesso divise in due gruppi principali: Nyingma (scuole più antiche) e Sarma (scuole più recenti).
Tra i molti testi del buddhismo tibetano, il Bardo Thodol (spesso tradotto erroneamente come Il libro tibetano dei morti) è il più noto.
Da Padmasambhava a Sua Santità il XIV Dalai Lama, questi importanti maestri hanno plasmato e preservato il buddhismo tibetano.
Spesso confuso con il sesso in Occidente, il tantra cerca di sfruttare un’ampia varietà di esperienze e di energie mentali e fisiche da utilizzare sul percorso verso l’illuminazione.
Il buddhismo tibetano si rivolge al ritiro e ne abbraccia la pratica quale mezzo per allontanarsi dalla vita quotidiana e potersi interamente dedicare all’attività religiosa.
La religione è praticata non solo in Tibet, ma anche in tutta la regione himalayana e in tutto il mondo.
Tre disposizioni d’animo che cooperano per nutrire uno stato di umiltà e di gioia.
La risposta breve è: no. Molti insegnanti tibetani contemporanei utilizzano testi ibridi di pratica che includono la scrittura tibetana originale e le traduzioni.
Molte delle figure presenti nell’arte e nei templi tibetani sono in realtà buddha e bodhisattva che appaiono in forma pacifica, semiseria o iraconda.
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