BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 2 | MODULO 6 | SCHEDA 10
Animali mitologici, feroci protettori muniti di armi e figure pacifiche e meditanti, vestite di sete e gioielli e sedute su fiori di loto incorniciate da forme a disco lunare: nei templi buddhisti si trovano tantissime decorazioni diverse.
Molti degli esseri che ci sembrano divinità o demoni sono in realtà buddha e bodhisattva che appaiono in forma pacifica, semi-irata o iraconda. Le forme pacifiche attraggono e ispirano il praticante del dharma; le forme iraconde trasmettono l’impressione di essere protetti dalla negatività, alla quale sono ascrivibile anche le emozioni e gli stati d’animo negativi del praticante.
Da dove provengono queste rappresentazioni? Sebbene il Buddha storico, Shākyamuni, sia venerato in tutte le scuole di Buddhismo, non è l’unico ad aver raggiunto il risveglio spirituale, o buddhità. Gli insegnamenti dicono che tutti gli esseri hanno il potenziale per raggiungere la buddhità e i sutra mahāyāna e i testi tantra buddhisti raccontano le storie di molti praticanti che hanno conseguito il risveglio in varie epoche e luoghi. Si dice che questi «risvegliati» si manifestino in modi diversi, in accordo con le loro aspirazioni e i bisogni degli altri.
Chenrezig (il bodhisattva della compassione) e Tārā, per esempio, sono due forme di bodhisattva pacifici. Sono riccamente vestiti di sete e gioielli, che simboleggiano tutte le qualità dell’illuminazione, e le loro corone sono ornate da cinque gemme, a simboleggiare la trasformazione delle cinque afflizioni mentali negative in cinque forme di saggezza. I loro sguardo pacifico e amorevole come quello di un genitore per il proprio figlio.
Vajrayoginī, uno dei buddha descritti come «semi-irati» (con qualità sia pacifiche sia iraconde), indossa gioielli e porta una coppa fatta di ossa umane. È l’incarnazione della saggezza assoluta: avendo superato la paura della morte, ora può portare i simboli della morte come ornamento. La sua lama tenuta in alto rappresenta la saggezza che fende l’illusione, ed è raffigurata mentre calpesta un corpo, il cadavere della fissazione dell’io.
I maestri tibetani spiegano che, come esistono innumerevoli esseri senzienti, così esistono innumerevoli vie per l’illuminazione che rispondono alle varie esigenze e inclinazioni dei diversi esseri. I numerosi buddha e bodhisattva presenti nell’iconografia tibetana riflettono queste differenze di orientamento e offrono ispirazione a diversi tipi di praticanti del dharma nel loro percorso di conoscenza di sé e risveglio del Buddha.
Siete ancora confusi da tutte queste divinità? Scoprite le tre divinità principali della tradizione tantrica insieme a Sakya Trinzin, capo della scuola Sakya del buddhismo tibetano.
LIVELLO 2 | MODULO 6
Dopo che il buddhismo arrivò in Tibet dall’India nel VII secolo, le pratiche buddhiste indiane si combinarono con le pratiche vajrayāna fino a creare una religione distinta.
Le numerose scuole del buddhismo tibetano sono spesso divise in due gruppi principali: Nyingma (scuole più antiche) e Sarma (scuole più recenti).
Tra i molti testi del buddhismo tibetano, il Bardo Thodol (spesso tradotto erroneamente come Il libro tibetano dei morti) è il più noto.
Da Padmasambhava a Sua Santità il XIV Dalai Lama, questi importanti maestri hanno plasmato e preservato il buddhismo tibetano.
Spesso confuso con il sesso in Occidente, il tantra cerca di sfruttare un’ampia varietà di esperienze e di energie mentali e fisiche da utilizzare sul percorso verso l’illuminazione.
Il buddhismo tibetano si rivolge al ritiro e ne abbraccia la pratica quale mezzo per allontanarsi dalla vita quotidiana e potersi interamente dedicare all’attività religiosa.
La religione è praticata non solo in Tibet, ma anche in tutta la regione himalayana e in tutto il mondo.
Tre disposizioni d’animo che cooperano per nutrire uno stato di umiltà e di gioia.
La risposta breve è: no. Molti insegnanti tibetani contemporanei utilizzano testi ibridi di pratica che includono la scrittura tibetana originale e le traduzioni.
Molte delle figure presenti nell’arte e nei templi tibetani sono in realtà buddha e bodhisattva che appaiono in forma pacifica, semiseria o iraconda.
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