BUDDHISMO PER CHI COMINCIA  |  LIVELLO 2 |  MODULO 6 | SCHEDA 1

Qual è la storia
del buddhismo tibetano?

Il Palazzo del Potala, a Lhasa è stato il palazzo invernale del Dalai Lama dal XVII secolo al 1959 | Fonte: Unsplash.

Il buddhismo è arrivato in Tibet alla fine del VII secolo d.C., quando il primo re tibetano, Songtsen Gampo, chiese ai maestri buddhisti indiani di recarsi nel Paese per istruire i suoi sudditi, che per lo più praticavano tradizioni locali verosimilmente affini alle pratiche sciamaniche dell’Asia centrale contemporanea. Per diverse generazioni dopo la sua comparsa in Tibet, il buddhismo fiorì sotto il patrocinio dello Stato. A metà dell’VIII secolo, il re Trisong Detsen invitò ŚānTārākṣita, abate dell’università monastica buddhista indiana Nālandā, e il maestro indiano Padmasambhava (in seguito noto come Guru Rinpoche) a stabilire un centro monastico in Tibet. I due fondarono la scuola Nyingma («antichi»), la più antica delle quattro principali scuole di buddhismo tibetano oggi esistenti. Il ministro del re Trisong si recò in India per imparare il sanscrito e tradurre i testi buddhisti in tibetano.

Nel IX secolo, il re Langdarma si sarebbe convertito al Bön, una tradizione sciamanica, dopo di che avrebbe bandito e perseguitato il buddhismo. Dopo la sua morte, il Tibet cadde in un periodo di guerra civile e di disordini politici.

Poi, nel X secolo, una seconda ondata di maestri buddhisti provenienti dall’India fu invitata in Tibet e, a loro volta, traduttori e studiosi tibetani iniziarono a recarsi in India per ricevere gli insegnamenti di varie scuole e lignaggi, compresi quelli tantrici, che non avevano raggiunto il Tibet. Si formò così un insieme di nuove trasmissioni del dharma, chiamate tradizioni Sarma o «nuove». Tra queste c’era la scuola Kadampa, fondata da Dromtön, principale discepolo tibetano del maestro indiano Atiśa. In seguito, in Tibet videro la luce molti grandi maestri che tramandarono i vari lignaggi buddhisti nei secoli successivi.

Il buddhismo tibetano ha incorporato una serie di pratiche del buddhismo indiano. Tra queste vi sono le pratiche di meditazione śamatha (calma attesa) e vipaśyanā (visione profonda), i voti di rifugio e la disciplina monastica dalla tradizione theravāda e, dalla tradizione mahāyāna, il voto del bodhisattva, le pratiche della Terra Pura e il lojong (metodi di allenamento della mente per risvegliare la compassione). Le scuole buddhiste tibetane hanno incorporato anche le pratiche vajrayāna di ngöndro (pratiche preliminari), mantra (sillabe e versetti sacri), mudra (gesti sacri delle mani), mandala (diagrammi sacri che rappresentano l’universo) e disciplina yogica.

La trasmissione del buddhismo dall’India al Tibet è stata ispirata dalla vivace e ricca atmosfera buddhista del tardo buddhismo indiano, dall’VIII secolo al XII secolo, quando le interazioni tra le varie tradizioni, filosofie e pratiche erano al culmine. Nel XIV secolo, tuttavia, il buddhismo era in gran parte scomparso dalla sua patria indiana, in parte a causa delle invasioni, della concorrenza istituzionale e della scarsità di risorse necessarie per sostenere le grandi università buddhiste dell’India. Fortunatamente, le tradizioni buddhiste che avevano messo radici in altre parti del mondo sopravvissero. Il Tibet divenne il centro del buddhismo in Asia centrale, mentre il buddhismo tibetano si diffondeva nella vicina Mongolia, in Bhutan, in Nepal e in alcune zone di quelle che oggi sono la Russia e l’India. Oggi il buddhismo tibetano è la religione predominante della regione himalayana.

Sapevate che un tempo in Tibet lo zen veniva insegnato fianco a fianco con il buddhismo tantrico?

LIVELLO 2 | MODULO 6

Dopo che il buddhismo arrivò in Tibet dall’India nel VII secolo, le pratiche buddhiste indiane si combinarono con le pratiche vajrayāna fino a creare una religione distinta.

Leggi di più

Le numerose scuole del buddhismo tibetano sono spesso divise in due gruppi principali: Nyingma (scuole più antiche) e Sarma (scuole più recenti).

Leggi di più

Tra i molti testi del buddhismo tibetano, il Bardo Thodol (spesso tradotto erroneamente come Il libro tibetano dei morti) è il più noto.

Leggi di più

Da Padmasambhava a Sua Santità il XIV Dalai Lama, questi importanti maestri hanno plasmato e preservato il buddhismo tibetano.

Leggi di più

Spesso confuso con il sesso in Occidente, il tantra cerca di sfruttare un’ampia varietà di esperienze e di energie mentali e fisiche da utilizzare sul percorso verso l’illuminazione.

Leggi di più

Il buddhismo tibetano si rivolge al ritiro e ne abbraccia la pratica quale mezzo per allontanarsi dalla vita quotidiana e potersi interamente dedicare all’attività religiosa.

Leggi di più

La religione è praticata non solo in Tibet, ma anche in tutta la regione himalayana e in tutto il mondo.

Leggi di più

Tre disposizioni d’animo che cooperano per nutrire uno stato di umiltà e di gioia.

Leggi di più

La risposta breve è: no. Molti insegnanti tibetani contemporanei utilizzano testi ibridi di pratica che includono la scrittura tibetana originale e le traduzioni.

Leggi di più

Molte delle figure presenti nell’arte e nei templi tibetani sono in realtà buddha e bodhisattva che appaiono in forma pacifica, semiseria o iraconda.

Leggi di più

Iscriviti alla newsletter di GATE

Resta aggiornato con tutte le ultime novità

In caso di consenso conferito spuntando le caselle sopra riportate, i suoi dati saranno trattati da Unione Buddhista Italiana - UBI, con sede in Circonvallazione Clodia 163/167– 00195 Roma, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali al fine di inviarle all’indirizzo e-mail da lei fornito la nostra newsletter e invitarla a partecipare a eventuali sondaggi. I dati che saranno trattati sono quelli da lei inseriti nel modulo sopra. Potrà in ogni momento revocare il consenso disiscrivendosi tramite il link riportato in calce alla newsletter. Maggiori informazioni in tema di finalità del trattamento, base giuridica, destinatari, termini di conservazione e diritti dell’interessato potranno essere consultati nell’informativa privacy (https://gategate.it/privacy/).

Casa editrice

Casa discografica