BUDDHISMO PER CHI COMINCIA  |  LIVELLO 2 |  MODULO 5 | SCHEDA 7

Che rilevanza ha la fede nel buddhismo della Terra pura?

Molti praticanti buddhisti occidentali sono arrivati al credo buddhista attraverso un percorso di rifiuto della religione teistica fondata sulla fede e spesso finiscono col considerare la fede come l’opposto della conoscenza. Il che, però, non è il caso del buddhismo della Terra pura, nel quale la fede, basata sull’esperienza, è fondamentale.

Shinjin e anshin sono due parole giapponesi che indicano la fede. La prima si riferisce all’esperienza dell’insorgere della fede e ha qualche punto in comune con le idee zen di satori (risveglio) o kenshō (vedere la propria vera natura). L’Anshin si riferisce alla fede salda o alla mente pacifica. (Per mente, in questo caso, si potrebbe anche dire cuore, dato che sono la stessa parola in cinese e in giapponese). Fede salda, buon cuore e mente pacifica sono praticamente sinonimi nel buddhismo della Terra pura. Lo stato di pace del cuore è essenzialmente uno stato in cui si ha una fede sicura. Questo non significa necessariamente aderire a particolari credenze, ma piuttosto disporre di fiducia, sicurezza e volontà; si procede con fede e si prende la vita come viene; e si ha fiducia in sé stessi. La Terra Pura insegna quanto sia prezioso non rifuggire dall’idea di fede, e comprenderne invece l’importanza cruciale nel corso della vita.

Il praticante, compresa l’inutilità del potere personale, si affida al flusso illimitato di meriti derivanti dal Buddha – si chiama prendere rifugio, ed è l’atto religioso fondamentale del buddhismo. Qualunque sia la forma di buddhismo che si pratica, vi si accede prendendo rifugio. Nella Terra pura, l’atto di recitare il nembutsu è un modo specifico ribadire la propria volontà di prendere rifugio e di affidarsi alla protezione e alla sicurezza fornite dall’altro potere.

Il buddhismo della Terra pura insegna che avere fede è l’opposto dell’affidarsi al proprio io. È allo stesso tempo lasciare andare e ricevere. È come essere nell’oceano. Se qualcuno cade in mare, all’inizio potrebbe agitarsi per cercare di salvarsi, ma gli sforzi che compie non faranno altro che peggiorare la situazione. Quando invece si rilassa e ha fiducia nell’oceano, scopre che l’oceano lo sorregge e che riesce a restare a galla. Allo stesso modo, qualcuno che si avvicina per la prima volta al buddhismo potrebbe pensare che facendo un grande sforzo riuscirà a raggiungere l’illuminazione. Se, però, si rende conto che i tentativi di possederne e padroneggiarne la dottrina sono in realtà autolesionisti, come insegna la Terra Pura, può scoprire una via più fluida e meno stressante, dettata dalla capacità di fidarsi. Tale consapevolezza può assumere la forma di una rivelazione vissuta come liberatoria (shinjin). Se poi la nostra pratica procede di conseguenza, la fede si stabilizzerà attraverso l’esperienza (anshin).

Leggete qui per saperne di più sulle sette fasi del marinaio che annega del buddhismo Shin, una metafora del cammino verso l’illuminazione. 

LIVELLO 2 | MODULO 5

Il Buddha della «luce senza fine» la cui luce risplende ovunque a prescindere dalle condizioni, è la guida dei buddhisti della Terra pura.

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La dimensione spirituale, o «campo», nota come Sukhavati è il miglior luogo possibile per rinascere; un regno in cui il cammino verso la liberazione è privo di ostacoli.

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La Terra pura si basa sull’accettazione della condizione umana e della propria natura individuale di bombu. («persona comune»).

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In ogni passo del percorso di liberazione, il praticante si affida al potere di Amida Buddha piuttosto che a quello del proprio io limitato.

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Questa pratica centrale è la «consapevolezza di [Amida] Buddha».

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Il merito, una sorta di moneta karmica, svolge un ruolo particolarmente importante nel buddhismo della Terra pura.

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Mentre molti buddhisti occidentali rifiutano la necessità della fede nella pratica spirituale, i buddhisti della Terra pura trovano sostegno in una fede che si basa sull’esperienza.

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Tre disposizioni d’animo che cooperano per nutrire uno stato di umiltà e di gioia.

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Con un cuore rivolto ad Amida Buddha, si può essere immediatamente accettati nella Terra pura.

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La tradizione si fonda su tre sutra e due commentari.

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Il grande filosofo e saggio indiano Nāgārjuna è tra i fondatori delle scuole della Terra pura.

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Nel 1175, il monaco giapponese Hōnen fu il fondatore della prima scuola di Terra Pura (Jōdo-shū) in Giappone.

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L’ideale spirituale del Buddhismo della Terra Pura è il myōkōnin, una persona di fede e devozione semplici.

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