BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 2 | MODULO 5 | SCHEDA 5
Nel buddhismo della Terra pura, la persona comune, riconoscendo la propria natura di bombu, chiede aiuto ad Amida, il buddha della luce infinita, in genere pronunciandone il nome (pratica del nembutsu vocale). In giapponese, nem o nen significa «consapevolezza» e butsu vuol dire «Buddha». Nembutsu, quindi è la «consapevolezza di [Amida] Buddha». Le parole specifiche sono «Namo Amida Butsu» (giapponese), «Namo Omito Fo» (cinese), «Namo Adida Phat» (vietnamita), «Om Ami Dewa Hrih» (tibetano), o una variante può essere usata con il nome sanscrito del Buddha, Amitābha, «Om Amitābha Hum», «Amitābhaya» e così via. L’importante non sono le parole precise, quanto l’intenzione alla loro base.
Il nembutsu può essere praticato ad alta voce o interiormente. Può essere coordinato con il respiro nella meditazione, anche se le scuole della Terra pura tendono a non porre l’accento sulla meditazione seduta. Il pellegrinaggio in luoghi sacri accompagnato dalla recita di nembutsu lungo il percorso e una volta arrivati è ancora oggi molto comune. I servizi nei templi della Terra pura includono recitazioni di testi e di nembutsu, che possono essere praticati in blocchi di dieci (junen).
Il nembutsu può anche essere praticato informalmente dai buddhisti della Terra pura in tutti gli aspetti della vita quotidiana, per collegare tutto ciò che accade con lo spirito di Buddha. Serve quindi come preparazione alla consapevolezza di Amida Buddha nel grande momento della vita, che è il momento della morte.
Per saperne di più sul nembutsu, potete leggere questa intervista a Taitetsu e Mark Unno, padre e figlio, entrambi importanti studiosi della Terra pura. Potete anche imparare a praticare il nembutsu seguendo queste istruzioni del Dharmavidya David Brazier, capo dell’Ordine Amida.
LIVELLO 2 | MODULO 5
Il Buddha della «luce senza fine» la cui luce risplende ovunque a prescindere dalle condizioni, è la guida dei buddhisti della Terra pura.
La dimensione spirituale, o «campo», nota come Sukhavati è il miglior luogo possibile per rinascere; un regno in cui il cammino verso la liberazione è privo di ostacoli.
La Terra pura si basa sull’accettazione della condizione umana e della propria natura individuale di bombu. («persona comune»).
In ogni passo del percorso di liberazione, il praticante si affida al potere di Amida Buddha piuttosto che a quello del proprio io limitato.
Questa pratica centrale è la «consapevolezza di [Amida] Buddha».
Il merito, una sorta di moneta karmica, svolge un ruolo particolarmente importante nel buddhismo della Terra pura.
Mentre molti buddhisti occidentali rifiutano la necessità della fede nella pratica spirituale, i buddhisti della Terra pura trovano sostegno in una fede che si basa sull’esperienza.
Tre disposizioni d’animo che cooperano per nutrire uno stato di umiltà e di gioia.
Con un cuore rivolto ad Amida Buddha, si può essere immediatamente accettati nella Terra pura.
La tradizione si fonda su tre sutra e due commentari.
Il grande filosofo e saggio indiano Nāgārjuna è tra i fondatori delle scuole della Terra pura.
Nel 1175, il monaco giapponese Hōnen fu il fondatore della prima scuola di Terra Pura (Jōdo-shū) in Giappone.
L’ideale spirituale del Buddhismo della Terra Pura è il myōkōnin, una persona di fede e devozione semplici.
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