BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 2 | MODULO 5 | SCHEDA 11
Nāgārjuna (150 d. C. circa), grande filosofo e saggio, stabilì la distinzione tra pratica facile e difficile; le scuole della Terra pura seguono la prima. Vasubandhu (400 d.C. circa) interpretò positivamente la filosofia di Nāgārjuna e definì dei metodi concreti di pratica che divennero molto popolari.
In Cina, Hui Yuan del Monte Lu (400 d.C. circa) fondò una società di monaci e laici per praticare il nembutsu contemplativo. Fu la prima società del genere e costituì un antecedente di quelle società che, nei secoli successivi, in tutta la Cina, furono chiamate società del Loto Bianco. Bodhiruci (500 d.C. circa) giunse in Cina dal nord dell’India e tradusse molti testi, tra i quali l’Amida Sutra. Tan Luan (500 d.C. circa) era un monaco cinese che, ammalatosi, partì alla ricerca di testi taoisti sull’immortalità. Durante il suo viaggio incontrò Bodhiruci che gli insegnò la dottrina della Terra Pura. Tan Luan è comunemente considerato il «primo antenato» o «primo patriarca» del buddhismo della Terra pura in Cina.
L’artista Shan Tao (650 d.C. circa) si convertì alla Terra pura a partire da una tradizione più ascetica. Grande divulgatore, le sue rappresentazioni della Terra pura divennero icone utilizzate in tutta la Cina. Visse una vita molto semplice, come semplice era la sua fede: «Ripeti il nome di Amitābha con tutto il cuore. Sia che camminiate o stiate in piedi, che siate seduti o sdraiati, non cessate la vostra pratica nemmeno per un momento». I suoi scritti hanno ispirato i maestri successivi, soprattutto in Giappone.
Ci sono molti altri maestri della Terra pura cinesi. Come Shan Tao e Tan Luan, molti di loro hanno iniziato in una scuola di buddhismo diversa, più intellettuale o più austera, e si sono poi convertiti alla Terra Pura, persuasi dal fascino che esercitava sulla gente comune, dal suo apprezzamento per le emozioni e la bellezza e dalla sua semplicità.
Si dice che l’Ohigan, una delle principali festività religiose del Giappone – che si tiene in occasione degli equinozi di primavera e d’autunno e si osserva visitando le tombe degli antenati e riflettendo – si basi sugli insegnamenti del maestro cinese della Terra pura Shan Tao.
LIVELLO 2 | MODULO 5
Il Buddha della «luce senza fine» la cui luce risplende ovunque a prescindere dalle condizioni, è la guida dei buddhisti della Terra pura.
La dimensione spirituale, o «campo», nota come Sukhavati è il miglior luogo possibile per rinascere; un regno in cui il cammino verso la liberazione è privo di ostacoli.
La Terra pura si basa sull’accettazione della condizione umana e della propria natura individuale di bombu. («persona comune»).
In ogni passo del percorso di liberazione, il praticante si affida al potere di Amida Buddha piuttosto che a quello del proprio io limitato.
Questa pratica centrale è la «consapevolezza di [Amida] Buddha».
Il merito, una sorta di moneta karmica, svolge un ruolo particolarmente importante nel buddhismo della Terra pura.
Mentre molti buddhisti occidentali rifiutano la necessità della fede nella pratica spirituale, i buddhisti della Terra pura trovano sostegno in una fede che si basa sull’esperienza.
Tre disposizioni d’animo che cooperano per nutrire uno stato di umiltà e di gioia.
Con un cuore rivolto ad Amida Buddha, si può essere immediatamente accettati nella Terra pura.
La tradizione si fonda su tre sutra e due commentari.
Il grande filosofo e saggio indiano Nāgārjuna è tra i fondatori delle scuole della Terra pura.
Nel 1175, il monaco giapponese Hōnen fu il fondatore della prima scuola di Terra Pura (Jōdo-shū) in Giappone.
L’ideale spirituale del Buddhismo della Terra Pura è il myōkōnin, una persona di fede e devozione semplici.
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