BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 2 | MODULO 5 | SCHEDA 10
La tradizione della Terra pura si fonda su tre sutra e due commentari: il Sutra della vita infinita, noto anche come Sutra lungo della Terra pura; il Sutra di Amida, noto anche come Sutra breve della Terra pura; e il Sutra della contemplazione. I due commentari sono Il Trattato sul Sutra della vita infinita di Vasubandhu e il Commento al Sutra della contemplazione di Shandao.
Il Sutra lungo della Terra pura, una delle due scritture principali del buddhismo mahāyāna cinese, racconta come il bodhisattva Dharmakara divenne Amida Buddha adempiendo a molti grandi voti (quarantotto nella maggior parte delle versioni), tutti elencati con la stessa formula: «Se, quando sarò un Buddha, tale e tale non è il caso, non voglio l’illuminazione perfetta». Nel corso del sutra, Dharmakara in effetti diventa illuminato, ne consegue dunque che il sutra parla dell’adempimento dei voti e la successiva creazione della Terra Pura Sukhavati, nonché di Amida Buddha che vi accoglie chiunque rivolga a lui.
Il Sutra breve della Terra pura è una descrizione di Sukhavati come un mondo miracoloso nel remoto ovest. La brevità del sutra e il suo immaginario nitidamente visivo lo hanno reso un’opera popolare, fonte d’ispirazione per le visualizzazioni meditative e per l’arte. Sukhavati è un mondo radioso in cui si ode costantemente il dharma, un ambiente ideale per raggiungere l’illuminazione. Gli abitanti trascorrono il loro tempo facendo offerte ad altri buddha in altre Terre pure. Così il conciso Sutra breve costituisce sia la descrizione di un sentiero speciale per i fedeli, sia un manifesto per l’armonia interreligiosa.
Il Sutra della contemplazione si compone di tre parti. La prima descrive un incontro tra Shākyamuni e la regina Vaidehi che culmina con la visione, presentatasi spontaneamente alla regina, delle Terre Pure di molti buddha e infine con la scelta di Sukhavati. Nella seconda parte, Shākyamuni spiega a Ānanda, il suo attendente, una pratica di visualizzazione grazie alla quale generare un’immagine affine a quella all’esperienza della regina Vaidehi. La terza parte espone nove gradi di realizzazione spirituale.
Il Trattato di Vasubandhu, un breve commento al Sutra lungo, delinea cinque pratiche grazie alle quali è possibile nascere a Sukhavati: prostrazioni, invocazione del nome del Buddha, desiderio di entrare a Sukhavati, visualizzarne la terra e trasferire il merito raccolto con le prime quattro pratiche di modo che tutti possano giovarne ugualmente. Le cinque pratiche non sono separate, ma operano insieme, come un insieme. Tale pratica divenne molto popolare in tutta l’Asia orientale.
Il Commento di Shandao al Sutra della Contemplazione è un’interpretazione peculiare del sutra, divenuta la norma per le scuole della Terra Pura, soprattutto in Giappone. I punti principali sono l’enfasi sulla differenza tra la natura dei buddha e quella delle persone comuni; la priorità del nembutsu verbale rispetto a quello contemplativo; l’asserzione della realtà effettiva della Terra Pura, che non costituirebbe una semplice fantasia; e una specifica concezione dei nove gradi. Quest’ultimo punto è di importanza cruciale: benché i nove gradi siano comunemente considerati come una scala che i praticanti devono salire, secondo l’interpretazione di Shandao i nove gradi dimostrano che la compassione del Buddha si estende anche ai più umili e non si limita a coloro che hanno raggiunto risultati superlativi.
Il reverendo Patti Nakai, sacerdote della Terra Pura, spiega l’importanza delle relazioni attraverso la lente del Sutra lungo della Terra pura.
LIVELLO 2 | MODULO 5
Il Buddha della «luce senza fine» la cui luce risplende ovunque a prescindere dalle condizioni, è la guida dei buddhisti della Terra pura.
La dimensione spirituale, o «campo», nota come Sukhavati è il miglior luogo possibile per rinascere; un regno in cui il cammino verso la liberazione è privo di ostacoli.
La Terra pura si basa sull’accettazione della condizione umana e della propria natura individuale di bombu. («persona comune»).
In ogni passo del percorso di liberazione, il praticante si affida al potere di Amida Buddha piuttosto che a quello del proprio io limitato.
Questa pratica centrale è la «consapevolezza di [Amida] Buddha».
Il merito, una sorta di moneta karmica, svolge un ruolo particolarmente importante nel buddhismo della Terra pura.
Mentre molti buddhisti occidentali rifiutano la necessità della fede nella pratica spirituale, i buddhisti della Terra pura trovano sostegno in una fede che si basa sull’esperienza.
Tre disposizioni d’animo che cooperano per nutrire uno stato di umiltà e di gioia.
Con un cuore rivolto ad Amida Buddha, si può essere immediatamente accettati nella Terra pura.
La tradizione si fonda su tre sutra e due commentari.
Il grande filosofo e saggio indiano Nāgārjuna è tra i fondatori delle scuole della Terra pura.
Nel 1175, il monaco giapponese Hōnen fu il fondatore della prima scuola di Terra Pura (Jōdo-shū) in Giappone.
L’ideale spirituale del Buddhismo della Terra Pura è il myōkōnin, una persona di fede e devozione semplici.
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