BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 2 | MODULO 2 | SCHEDA 6
Le scritture fondamentali di quasi tutti i rami del buddhismo theravāda sono raccolte nel Canone pāli, una fra le prime testimonianze scritte degli insegnamenti del Buddha. (Di recente, alcuni studiosi hanno identificato altri testi che sembrano essere antichi quanto le scritture pāli). I sermoni del Buddha venivano memorizzati da monaci e monache e, per i primi quattro o cinquecento anni dopo la sua morte, trasmessi oralmente. Solo dopo l’arrivo del buddhismo in Sri Lanka dall’India, probabilmente intorno al III secolo a.C., questi insegnamenti furono messi per iscritto.
Secondo la tradizione, il Buddha non insegnò nel sanscrito erudito delle classi colte del suo tempo, ma in una lingua comune che potesse essere accessibile a chiunque volesse perfezionare la sua ricerca spirituale. Non esistono documenti che indichino esattamente quale fosse questa lingua. Il pāli è una sorta di lingua franca, un amalgama di diversi antichi dialetti indiani che molti considerano la lingua scritturale più vicina a quella che probabilmente parlava il Buddha. I testi del Canone pāli sono arricchiti da dispositivi mnemonici, in particolare la ripetizione, grazie ai quali si potessero memorizzare più facilmente gli insegnamenti orali.
Il Canone pāli è chiamato anche Tipiṭaka (in sanscrito, Tripiṭaka) – letteralmente «i tre canestri» – perché contiene tre categorie di insegnamenti. Il Sutta Piṭaka, o cesto dei sutra, è una raccolta di sermoni del Buddha e dei suoi principali discepoli. Il Vinaya Piṭaka, letteralmente «il canestro della disciplina», è la raccolta delle regole per monaci e monache. Questi primi due cesti delineano i precetti della pratica e il percorso grazie a cui i discepoli possono raggiungere il risveglio. Il terzo cesto, l’Abhidhamma Piṭaka, o «canestro della dottrina ulteriore» offre un’analisi filosofica e una schematizzazione estremamente dettagliata dei processi fisici e psicologici. Nel suo insieme, il Canone pāli contiene migliaia di insegnamenti e testi organizzati in una miriade di sottocategorie.
Un’altra importante serie di testi per i buddhisti theravāda è costituita dai commentari del Canone pāli da parte di monaci studiosi che cercano di spiegare e ampliare quanto viene presentato nel Tipiṭaka. Il più famoso di questi commentatori fu Buddhaghosa, un filosofo indiano del V secolo che lavorò nello Sri Lanka. Buddhagosa raccolse una serie di commenti, che tradusse dal singalese al pāli, in modo che i buddhisti di altri luoghi potessero comprenderli. Per quanto la maggior parte dei buddhisti contemporanei non conosca i commentari quanto il Canone pāli, questi ultimi hanno avuto un profondo impatto nel dare forma alla pratica buddhista nel corso dei secoli. Gran parte di quanto attribuiamo alla pratica e alla dottrina theravāda è stato in realtà definito da Buddhaghosa nel Visuddhimagga o Sentiero della Purezza, che è principalmente un commento all’Abhidhamma.
Se siete interessati a saperne di più sulla tradizione orale dei sutta pāli, date un’occhiata alla nostra intervista con il traduttore di Pāliaudio.com, un sito web che condivide registrazioni gratuite del canone.
LIVELLO 2 | MODULO 2
Scoprite le differenze fra tradizione della foresta, Vipaśyanā e altre scuole theravāda.
Il buddhismo theravāda è stato praticato per oltre 2000 anni nel Sudest Asiatico, ed è la religione principale in Sri Lanka, Laos, Cambogia e Myanmar.
Il theravāda dà particolare importanza agli insegnamenti fondamentali delle quattro nobili verità e dell’ottuplice sentiero.
Lungo il percorso theravāda vengono coltivate simultaneamente la condotta etica (sila), la concentrazione (samadhi) e la saggezza (panna).
Fra tutte le tradizioni buddhiste la theravāda pone in maggior risalto il Buddha come figura storica.
Si ritiene che le scritture del Canone pāli siano le più antiche testimonianze scritte a noi pervenute di quanto il Buddha insegnò durante la sua vita.
La relazione reciproca fra gli saṅgha monastici e i laici ha un ruolo importante nel contesto delle comunità theravāda.
Gli uomini e delle donne più importanti nel mondo buddhista theravāda.
Il nirvāṇa, o il risveglio, è il fine ultimo del percorso buddhista theravāda. Dopo aver fatto esperienza del nirvāṇa, di diviene arahant («degno di venerazione»).
Per quanto la vipaśyanā sia una delle forme di meditazione più popolari in occidente, inizialmente non si trattava di una pratica meditativa.
Alcuni insegnanti americani, fra cui Jack Kornfield, Sharon Salzbrg e Joseph Goldstein hanno fondato la Insight Meditation Society a Barre, nel Massachusetts, dando il via al movimento della meditazione di visione profonda in occidente.
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