BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 2 | MODULO 2 | SCHEDA 3
La scuola buddhista theravāda è la prima ad aver messo radici al di fuori dell’India e aderisce con maggior rigore agli insegnamenti e alle pratiche associate ad alcune delle forme più antiche della religione. Le sue linee guida sono i sermoni, i discorsi e gli insegnamenti raccolti nel Canone pāli, che comprende alcune delle prime testimonianze scritte del dharma. (Dharma spesso viene tradotto come insegnamenti, ma può anche riferirsi alla realtà ultima a cui l’insegnamento punta).
Gli insegnamenti del theravāda sono i principi fondamentali del buddhismo, che si ritrovano in tutte le tradizioni. Ma se alcune altre scuole veicolano degli insegnamenti aggiuntivi, il theravāda è in genere più selettivo sul materiale da considerare canonica e pone in maggiore risalto gli insegnamenti fondamentali racchiusi nelle quattro nobili verità e nel nobile ottuplice sentiero.
In primo luogo, secondo il Buddha, dobbiamo comprendere la verità delle quattro nobili verità: che il dukkha (sofferenza, o insoddisfazione) è un dato di fatto della vita, che il nostro attaccamento e il nostro desiderio ne sono l’origine, e che siamo in grado di porvi fine e di sperimentare una felicità duratura e incondizionata. Esite inoltre una strategia per superare il dukkha, delineata nel nobile ottuplice sentiero. Grazie all’intensità della nostra diligenza e del nostro impegno insegna il Buddha, possiamo sviluppare le qualità e le abilità necessarie a liberarci dall’avidità, dall’odio e dall’illusione che ci tengono intrappolati nel ciclo infinito di sofferenza e rinascita noto come saṃsāra.
Alla base di questi insegnamenti c’è il principio del karma, la legge universale di causa ed effetto. Secondo la prospettiva theravāda, ogni aspetto del buddhismo può essere analizzato in termini di karma. Le nostre azioni – ciò che facciamo, diciamo e pensiamo – determinano ciò che ci accade. Le istruzioni lasciateci dal Buddha per il nostro risveglio ci guidano nel processo di abbandono delle intenzioni negative e dei comportamenti dannosi e ci indicano come nutrire azioni adeguate, capaci di portarci a una felicità duratura.
Il theravāda riserva inoltre particolare attenzione al comportamento etico (sila), elemento cardine di tre componenti del nobile ottuplice sentiero: la retta parola, la retta azione e la retta sussistenza. Il comportamento virtuoso è considerato un imperativo per chiunque segua questo sentiero – è ciò che porta a nutrire le nostre capacità di concentrazione e intuizione. Per i laici, e in particolare per i non praticanti, il comportamento etico può essere di per sé una pratica di grande importanza.
Come tutte le tradizioni buddhiste, anche il theravāda è cambiato nel tempo, arricchendosi delle pratiche specifiche delle culture e dei luoghi in cui il dharma è fiorito. Tuttavia, la tradizione continua a valorizzare il potere trasformativo della pratica e sostenere che al cuore degli insegnamenti theravāda giace un obiettivo: il risveglio individuale, il raggiungimento della condizione di arahant (in sanscrito, arhat), un risvegliato che attraverso l’impegno solitario raggiunge il nirvāṇa.
Oltre al nobile ottuplice sentiero, il Theravāda si basa sul karma, la legge di causa ed effetto. Leggete la spiegazione del karma da parte dell’insegnante di meditazione Joseph Goldstein, o l’analisi dello scienziato e insegnante di meditazione Jon Kabat-Zinn della capacità della mindfulness di cambiare il karma.
LIVELLO 2 | MODULO 2
Scoprite le differenze fra tradizione della foresta, Vipaśyanā e altre scuole theravāda.
Il buddhismo theravāda è stato praticato per oltre 2000 anni nel Sudest Asiatico, ed è la religione principale in Sri Lanka, Laos, Cambogia e Myanmar.
Il theravāda dà particolare importanza agli insegnamenti fondamentali delle quattro nobili verità e dell’ottuplice sentiero.
Lungo il percorso theravāda vengono coltivate simultaneamente la condotta etica (sila), la concentrazione (samadhi) e la saggezza (panna).
Fra tutte le tradizioni buddhiste la theravāda pone in maggior risalto il Buddha come figura storica.
Si ritiene che le scritture del Canone pāli siano le più antiche testimonianze scritte a noi pervenute di quanto il Buddha insegnò durante la sua vita.
La relazione reciproca fra gli saṅgha monastici e i laici ha un ruolo importante nel contesto delle comunità theravāda.
Gli uomini e delle donne più importanti nel mondo buddhista theravāda.
Il nirvāṇa, o il risveglio, è il fine ultimo del percorso buddhista theravāda. Dopo aver fatto esperienza del nirvāṇa, di diviene arahant («degno di venerazione»).
Per quanto la vipaśyanā sia una delle forme di meditazione più popolari in occidente, inizialmente non si trattava di una pratica meditativa.
Alcuni insegnanti americani, fra cui Jack Kornfield, Sharon Salzbrg e Joseph Goldstein hanno fondato la Insight Meditation Society a Barre, nel Massachusetts, dando il via al movimento della meditazione di visione profonda in occidente.
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