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Che cos'è il movimento vipaśyanā?

Chi pratica il Vipaśyanā solitamente, durante la meditazione, siede su cuscini simil a questo | Foto di Susanna Marsiglia. Fonte: Unsplash.

Vipaśyanā, la parola pāli per «intuizione» o «visione chiara», è diventata sinonimo di un approccio alla meditazione e all’insegnamento del dharma che si è sviluppato in Myanmar (Birmania) nel XX secolo e si è evoluto fino a divenire un movimento di meditazione oggi diffuso in tutto il mondo. Nel Canone pāli, la vipaśyanā è descritta come una qualità della mente che si evolve nel corso della pratica della meditazione, in tandem con la śamatha (la calma attesa) quale parte del percorso che porta all’illuminazione.

La pratica conosciuta oggi come Vipaśyanā si è sviluppata nel contesto di un revival buddhista in risposta alla colonizzazione britannica della Birmania alla fine del XIX secolo e ai cambiamenti politici e sociali del XX secolo. Per tutelare la loro religione buddhista – elemento che definisce la cultura e la statualità birmana e che era sotto attacco da parte degli inglesi – i monaci e gli altri leader iniziarono a divulgare gli insegnamenti e a rendere la meditazione, a lungo praticata quasi esclusivamente da monaci e monache nel Sud-Est asiatico, accessibile ai laici. All’inizio del XX secolo, gli insegnanti birmani istruivano i laici su una tecnica che poneva l’accento sullo stare seduti in silenzio e prendere nota delle sensazioni e dei movimenti che si presentavano, di momento in momento, nel corpo e nella mente.

La meditazione vipaśyanā venne considerata come un dovere per ogni cittadino birmano e, a metà del XX secolo, il governo birmano aveva insediato uno dei principali sostenitori di questa pratica, un monaco di nome Mahasi Sayadaw, a capo del più grande centro di meditazione del Paese. A sua volta, Mahasi Sayadaw portò la pratica vipaśyanā oltre i confini birmani, insegnando a migliaia di persone nello Sri Lanka e successivamente in altre parti dell’Asia e dell’Occidente. Un altro noto insegnante birmano, U Ba Khin, trasmise i suoi insegnamenti sia agli occidentali sia agli asiatici, molti dei quali, come S.N. Goenka, Dipa Ma, Ruth Denison e il maestro della tradizione della foresta Ajahn Chah, avrebbero diffuso la meditazione di visione profonda nei loro Paesi d’origine. Fra gli altri occidentali che sono entrati in contatto con la vipaśyanā in Asia ci sono Jack Kornfield, Sharon Salzburg e Joseph Goldstein, che hanno fondato l’Insight Meditation Center (IMS) in Massachusetts, dando il via al movimento della Vipaśyanā o Meditazione Insight negli Stati Uniti.

Oggi la vipaśyanā è una delle forme più popolari di insegnamento e di pratica della meditativa e ha avvicinato milioni di persone alla meditazione seduta e agli insegnamenti del Buddha. Per incoraggiare gli studenti a sviluppare l’intuizione della vera natura della realtà, gli insegnanti di vipaśyanā di solito danno grande rilievo alla consapevolezza del respiro (anapanasati). Molti praticanti frequentano ritiri di vipaśyanā in totale silenzio per perfezionare le loro capacità meditative, e alcuni combinano la vipaśyanā con insegnamenti e pratiche di altre tradizioni spirituali buddhiste e non.

Per saperne di più su come il colonialismo ha dato vita al movimento vipaśyanā, consultate l’articolo «Meditation en Masse».

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