BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 2 | MODULO 10
Pensando alla pratica buddhista, molti pensano alla meditazione mindfulness. La mindfulness è una forma classica di meditazione buddhista, divenuta popolare e ampiamente utilizzata in Occidente, tuttavia non è il fine ultimo della pratica buddhista, anzi è solo una in un’ampia varietà di tecniche per allenare la mente e coltivare la calma e la stabilità interiori.
Si dice che esistano «84.000 dharma», ovvero che il Buddha abbia insegnato 84.000 metodi diversi per raggiungere la liberazione dalla sofferenza. Così come esistono molte tradizioni buddhiste e molti modi di interpretare gli insegnamenti, esistono anche molte pratiche buddhiste per coltivare la saggezza, la chiarezza e la compassione, a sostegno del praticante nel cammino verso il risveglio. Alcune pratiche si concentrano sul corpo e sul respiro, altre sull’attenzione e sulla concentrazione, altre ancora sulle qualità del cuore.
Oltre alla meditazione mindfulness, qui potrete approfondire altre pratiche buddhiste.
LIVELLO 2 | MODULO 10
La meditazione con il respiro, o «consapevolezza del respiro», è una delle forme più antiche di meditazione buddhista.
Spesso è proprio per via di emozioni difficili che iniziamo a meditare – il buddhismo propone delle specifiche tecniche per conoscer i nostri sentimenti.
Popolare nella tradizione zen, la meditazione camminata prende la consapevolezza dal suo cuscino e la porta a fare un giro.
La meditazione mettā, o amorevolezza, è una pratica popolare sostenuta dal Buddha come antidoto alla paura e all’ostilità.
In alcune scuole buddhiste, in particolare nel buddhismo tibetano, la creatività naturale della mente viene incanalata nel sostenere i praticanti nel cammino verso il risveglio.
Come la maggior parte delle tradizioni spirituali, il buddhismo utilizza la voce come strumento di meditazione. In molte tradizioni buddhiste si usa il canto in un modo o nell’altro.
Pratica tratta dagli insegnamenti sull’addestramento della mente (lojong), il tonglen è usato per superare l’autocompiacimento.
Nelle tradizioni buddhiste è comune inchinarsi alle rappresentazioni del Buddha, alle immagini dei bodhisattva (esseri illuminati) e ai maestri del passato e del presente.
La pratica di contemplare la propria morte può aiutarci a vivere più pienamente in questo momento.
Comune a diverse tradizioni, un mantra è una parola, una sillaba o una frase sacra usata come invocazione o come oggetto di contemplazione.
Nello zen, un kōan è un indovinello o una frase paradossale pronunciata da un insegnante per aiutare gli studenti ad allontanarsi da forme di pensiero o ragionamento automatiche.
Al di fuori del mondo occidentale, la pratica principale dei buddhisti di tutto il mondo non è la meditazione, ma la coltivazione del merito.
Da tempo i buddhisti visitano i luoghi sacri per acquisire meriti, sperimentare potenti energie spirituali e approfondire la loro pratica.
I buddhisti circumambulano gli stupa, i santuari, i templi, le montagne e altri oggetti devozionali per purificare il karma negativo e rendere omaggio.
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