IL BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 2 | MODULO 10 | SCHEDA 10
Un mantra è una parola, una sillaba o una frase sacra usata come invocazione o come oggetto di meditazione. È una pratica molto più antica del buddhismo che ha avuto origine migliaia di anni fa in India. Nel contesto indiano, un mantra è considerato una sorta di incantesimo magico che può persino provocare eventi fisici. Ma il mantra serve anche a favorire la concentrazione e a trasformare uno stato mentale ordinario in straordinario. Il mantra è più strettamente associato al buddhismo tantrico, ma esistono pratiche simili in tutte le tradizioni buddhiste che prevedono il canto e la ripetizione di frasi. Sebbene queste pratiche non siano tecnicamente mantra, sono decisamente affini.
Nelle tradizioni mahāyāna e vajrayāna, alcuni mantra o dhāraṇī (lunghi mantra) possono invocare energie illuminate o la protezione di buddha e bodhisattva. I mantra sono elementi centrali nella pratica delle scuole buddhiste tibetane, per esempio. «Oṃ Maṇi Padme Hūṃ» è un mantra molto usato, che rappresenta e serve a invocare Avalokiteśvara, il bodhisattva della compassione. Recitando il mantra, i buddhisti tibetani cercano di incarnare a loro volta la compassione. E molti gruppi buddhisti zen all’inizio o alla fine della meditazione cantano il Sutra del Cuore, che termina con il mantra «Gate gate pāragate pārasaṃgate bodhi svāhā» («Andata, andata, andata al di là, completamente andata al di là, Risveglio! Svāhā»).
Nel buddhismo theravāda, le pratiche simili ai mantra vengono usate semplicemente per acuire la concentrazione nella meditazione. Nella tradizione della foresta thailandese, per esempio, viene spesso data istruzione ai nuovi meditanti di ripetere la parola buddho, che in pāli significa «sveglio». Ajaan Thate Desaransi, un maestro della foresta thailandese, ha scritto che tecnicamente si potrebbe meditare sulla parola tavolo e ottenere lo stesso effetto – assorbimento meditativo – purché si riesca a concentrare la mente.
Per saperne di più, consultate questa guida ad alcuni mantra buddhisti essenziali delle varie tradizioni o questo approfondimento sui mantra nel Sutra del Cuore.
LIVELLO 2 | MODULO 10
La meditazione con il respiro, o «consapevolezza del respiro», è una delle forme più antiche di meditazione buddhista.
Spesso è proprio per via di emozioni difficili che iniziamo a meditare – il buddhismo propone delle specifiche tecniche per conoscer i nostri sentimenti.
Popolare nella tradizione zen, la meditazione camminata prende la consapevolezza dal suo cuscino e la porta a fare un giro.
La meditazione mettā, o amorevolezza, è una pratica popolare sostenuta dal Buddha come antidoto alla paura e all’ostilità.
In alcune scuole buddhiste, in particolare nel buddhismo tibetano, la creatività naturale della mente viene incanalata nel sostenere i praticanti nel cammino verso il risveglio.
Come la maggior parte delle tradizioni spirituali, il buddhismo utilizza la voce come strumento di meditazione. In molte tradizioni buddhiste si usa il canto in un modo o nell’altro.
Pratica tratta dagli insegnamenti sull’addestramento della mente (lojong), il tonglen è usato per superare l’autocompiacimento.
Nelle tradizioni buddhiste è comune inchinarsi alle rappresentazioni del Buddha, alle immagini dei bodhisattva (esseri illuminati) e ai maestri del passato e del presente.
La pratica di contemplare la propria morte può aiutarci a vivere più pienamente in questo momento.
Comune a diverse tradizioni, un mantra è una parola, una sillaba o una frase sacra usata come invocazione o come oggetto di contemplazione.
Nello zen, un kōan è un indovinello o una frase paradossale pronunciata da un insegnante per aiutare gli studenti ad allontanarsi da forme di pensiero o ragionamento automatiche.
Al di fuori del mondo occidentale, la pratica principale dei buddhisti di tutto il mondo non è la meditazione, ma la coltivazione del merito.
Da tempo i buddhisti visitano i luoghi sacri per acquisire meriti, sperimentare potenti energie spirituali e approfondire la loro pratica.
I buddhisti circumambulano gli stupa, i santuari, i templi, le montagne e altri oggetti devozionali per purificare il karma negativo e rendere omaggio.
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