BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 2 | MODULO 1 | SCHEDA 1
L’unico filone superstite nato in seguito alla morte del Buddha, è quello che oggi chiamiamo theravāda, la «via degli anziani». Si tratta della più antica fra le tre tradizioni buddhiste principali e viene considerata la più vicina agli insegnamenti del Buddha storico. Questa scuola affonda le proprie radici nel Tripiṭaka, «i tre canestri» – ossia tre raccolte di testi. Il Tripiṭaka raccoglie alcuni dei più antichi testi buddhisti a noi noti: i Sutta (in sanscrito, Sūtra), trascrizioni di centinaia di insegnamenti orali del Buddha e dei suoi discepoli; i Vinaya, le regole dell’ordine monastico, e l’Abhidhamma (in sanscrito, Abhidharma) – una serie di successivi commenti eruditi agli insegnamenti. Insieme, formano il Canone pāli – raccolta di testi fondamentali che racchiudono i fondamenti dottrinari della theravāda.
La tradizione theravāda poggia sugli insegnamenti fondamentali del buddhismo, fra cui le quattro nobili verità e il nobile ottuplice sentiero per l’illuminazione; i tre gioielli (Buddha, dharma e saṅgha) e concetti come l’impermanenza; il non-sé; il karma; la rinascita e la coproduzione condizionata (l’originazione interdipendente dei fenomeni), insieme a una serie di precetti etici e alle pratiche meditative del Śamatha (calma attesa) e della Vipaśyanā (visione profonda).
Benché il Buddha abbia delineato delle linee guida etiche anche per i praticanti laici, la tradizione theravāda è essenzialmente monastica, e per tanto pone particolare attenzione ai voti di rinuncia e di purificazione. Per i praticanti della tradizione theravāda l’ideale spirituale è costituito dall’arahant (in sanscrito, arhat), i «degni di venerazione», coloro i quali, mediante il loro impegno solitario, hanno raggiunto il nirvāṇa – la liberazione dalla sofferenza del ciclo dell’esistenza che caratterizza il saṃsāra, la vita terrena. Secondo la disciplina classica theravāda, un laico può raggiungere i primi tre livelli del percorso che conduce all’illuminazione, per raggiungere il quarto e più alto livello però, si ritiene necessaria la disciplina della vita monastica. Livello che corrisponde al grado di un arahant come il Buddha, il quale, avendo fatto esperienza del «nirvāṇa definitivo» in seguito alla propria morte, si è liberato dal ciclo della rinascita.
Spesso il Theravāda viene chiamato «buddhismo meridionale»: dal suo luogo di nascita nell’India settentrionale, si è diffuso nell’Asia meridionale e, a oggi, è la forma di buddhismo maggiormente praticata in Sri Lanka, Myanmar, Thailandia, Cambogia e Laos. Viene praticato inoltre in Europa, in America e altrove.
Scoprite di più sull’ottuplice sentiero del Buddha grazie a Walpola Sri Rāhula, autore dell’acclamato libro What the Buddha Taught.
LIVELLO 2 | MODULO 1
Theravāda, o «via degli anziani» è l’unica setta sopravvissuta fra quante nacquero in seguito alla morte del Buddha.
La tradizione mahāyāna («grande veicolo»), nata nel IV secolo, è oggi la setta buddhista più diffusa nel mondo.
Forma del buddhismo mahāyāna, il veicolo del vajrayāna («il diamante») è noto per i suoi metodi veloci ed efficaci per conseguire l’illuminazione.
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