BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 1 | MODULO 6 | SCHEDA 12
Il primo dei cinque precetti – le linee guida essenziali dell’etica buddhista – recita di astenersi dal togliere la vita. Il Buddha inoltre ha delineato una serie di condizioni che circoscrivono l’uccisone: è stato un atto deliberato? Sono stati investiti degli sforzi per portarlo a termine? L’aborto sembra soddisfare queste condizioni e dunque violare il primo precetto.
Secondo l’interpretazione tradizionale prevalente dei precetti buddhisti, la vita – la nascita – inizia al momento del concepimento. A prescindere dal fatto che un embrione o un feto possa sopravvivere da solo oppure no, si tratta di un essere senziente il cui progresso spirituale viene ostacolato dall’aborto. Sia la madre sia chi pratica l’aborto di conseguenza generano karma negativo. Pare tuttavia che anche nel buddhismo arcaico vi fossero visioni divergenti.
Come altre questioni morali spinose, l’aborto ha acceso numerosi dibattiti nel corso dei secoli e molti buddhisti contemporanei hanno cercato un approccio flessibile. Secondo Damien Keown, studioso di bioetica britannico, «il buddhismo non può offrire una via di mezzo sull’aborto, perché si è già schierato». Secondo altri, tuttavia, si tratterebbe di un’interpretazione dogmatica della tradizione (vedi ad esempio le riflessioni di Sallie Jiko Tisdale, insegnante laica di Dharma che ha lavorato in una clinica in cui si pratica l’interruzione di gravidanza). In ogni caso, i precetti sono linee guida, non comandamenti, e l’aborto è generalmente considerato da molti buddhisti occidentali come una questione personale che spetta alla madre e al suo medico.
In Giappone, le donne buddhiste che hanno abortito a volte fanno offerte a Jizo, una divinità protettrice dei viaggiatori e dei bambini perduti. Si ritiene che Jizo guiderà il bambino verso la successiva, più propizia rinascita. Anche il Dalai Lama si è espresso sulla questione dell’aborto, sostenendo che, per quanto sia generalmente un’azione negativa, bisogna considerare ogni singolo caso individualmente.
Per saperne di più, Helen Tworkoy, fondatrice di Tricycle, esamina le posizioni pro-vita e pro-scelta sull’aborto dalla prospettiva dei precetti buddhisti. Lo studioso William la Fleur riflette sui riti buddhisti giapponesi dedicati ai feti mai nati – per aborto spontaneo o medico – e si chiede cosa possano insegnare all’Occidente.
LIVELLO 1 | MODULO 6
La concezione buddhista del funzionamento della mente e i suoi mezzi per alleviare la sofferenza stanno plasmando il nostro approccio alla salute mentale in Occidente.
Il Buddha non ha insegnato ai suoi seguaci laici ad astenersi dalla politica. Ecco come i diversi lignaggi buddhisti concepiscono l’impegno politico.
La pratica dell’autoimmolazione solleva molte domande sui precetti buddhisti e sulla prospettiva buddhista sul suicidio.
La condotta etica è un fondamento della pratica buddhista, ma i centri di dharma (come ogni centro religioso) non sono immuni da comportamenti non etici.
Una questione scottante in molte comunità buddhiste – i buddhisti si sono posizionati in entrambi i fronti del dibattito.
Nonostante alcune dichiarazioni controverse del Dalai Lama negli anni Novanta, i precetti buddhisti valgono per tutti, indipendentemente dal genere o dall’orientamento sessuale.
Benché nulla, negli insegnamenti del Buddha, faccia direttamente riferimento a questo aspetto, ci sono alcune pratiche funerarie che richiedono di lasciare che il corpo giaccia indisturbato dopo la morte.
Gli insegnamenti del Buddha sono stati distorti per giustificare la violenza e persino l’omicidio in Myanmar.
Negli ultimi venticinque secoli, la maggior parte delle istituzioni buddhiste ha discriminato le donne. La situazione è cambiata negli ultimi decenni, nel corso dei quali le donne hanno fatto grandi passi avanti per una maggiore uguaglianza.
L’ordinazione femminile è una delle questioni più dibattute nelle comunità buddhiste di oggi.
Il crescente movimento del Buddhismo Verde, o Eco-Dharma, pone il benessere del pianeta al centro della pratica del dharma.
L’aborto ha ispirato molti dibattiti in ambito buddhista nel corso dei secoli. Oggi, molti buddhisti occidentali lo considerano una decisione personale che spetta alla madre.
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