BUDDHISMO PER CHI COMINCIA | LIVELLO 1 | MODULO 5 | SCHEDA 9
Potremmo pensare – o addirittura sperare – che la pratica buddhista possa aiutarci a eliminare le emozioni spiacevoli, in modo da non doverle provare. Ma le emozioni fanno parte dell’essere umano, ci dispiace! L’importante è che non causino tanta sofferenza.
Quasi sempre, le emozioni piacevoli e spiacevoli sono una reazione a qualcosa. L’insegnante di meditazione Vipassana Sharon Salzberg sostiene che l’emozione è la modalità attraverso la quale la nostra consapevolezza si relaziona a un oggetto, tangibile o intangibile. A volte vogliamo tenerci stretti alle emozioni e assecondarle, altre volte vogliamo sopprimerle e far finta che non ci siano. Sia assecondarle sia reprimerle sono forme di attaccamento che in realtà le alimentano. Il Buddha insegna che coloro i quali non si sono risvegliati vivono strattonati in ogni direzione dal desiderio e dall’avversione – e le nostre emozioni sono i fili.
Ma anche se non possiamo spegnere le emozioni, possiamo impegnarci ad allentarne la presa e a liberarci dal loro controllo. Con la pratica, possiamo diminuire la nostra reattività e imparare ad accettare le nostre emozioni. Il buddhismo insegna che uno dei modi più elementari per farlo è la pratica della mindfulness, o consapevolezza. Al presentarsi di un’emozione, prendetene atto senza giudicarla. Potreste anche attribuirle un’etichetta: paura. Rabbia. Rimpianto. Desiderio. A poco a poco inizierete a notare che le vostre emozioni sono legate a reazioni abituali.
Accettare le emozioni, anziché assecondarle o reprimerle, permette di apparire e di scomparire. Con la pratica, possiamo uscire dai nostri vecchi schemi e rispondere alle circostanze in modo più libero.
A volte le emozioni vengono descritte come ostacoli all’illuminazione, ma la tradizione mahāyāna, per esempio, evidenzia che lavorare in maniera consapevole con le proprie emozioni può essere un mezzo adeguato (upāya, metodi per raggiungere il risveglio) per raggiungere l’illuminazione. Un maestro buddhista potrebbe consigliare di non provare a reprimere una vampata di rabbia solo perché pensiamo che «Non è bello essere arrabbiati», ma al contempo di non seguirla o giustificarla. Provate invece a chiedervi da dove viene la rabbia. Se siete arrabbiati perché qualcuno ha messo in crisi il vostro io, allora il problema è l’io, non la rabbia o la persona oggetto della rabbia. È una lezione importante.
Un’emozione difficile, come un lutto profondo, può durare a lungo e la nostra prima reazione è spesso quella di cercare di distrarci o di anestetizzarci. Tuttavia, se abbiamo il coraggio di accettare un’emozione difficile – di chiedere aiuto ad altri – è allora che può iniziare la guarigione.
La monaca buddhista tibetana Pema Chödrön spiega come meditare con le emozioni e il maestro buddhista tibetano Dzogchen Ponlop Rinpoche parla della più profonda saggezza che si cela nei nostri stati d’animo. L’autrice Daisy Hernández elenca i più comuni falsi miti sull’equanimità, ricordandoci che non si tratta di passività o assenza di emozioni, ma di equilibrio emotivo.
LIVELLO 1 | MODULO 5
La meditazione è parte rilevante degli insegnamenti del Buddha su come raggiungere il risveglio, ma non è una necessità.
La dottrina del non sé, o non io, non implica l’inesistenza dell’io, indica invece l’assenza di un io fisso e separato.
Il Dalai Lama è il buddhista più famoso del mondo, ma non è il leader del buddhismo.
La risposta breve è no, ma dipende da cosa significa «essere religiosi» per voi.
Molte persone iniziano a meditare con la convinzione di dover mettere a tacere la mente, ma non è in questi termini che il Buddha descriveva l’obiettivo di questa pratica.
Se è vero che il primo precetto dice di astenersi dal togliere la vita, non significa che per essere buddhisti si debba essere vegetariani.
Parte della confusione che aleggia intorno a questa domanda è dovuta a un’errata interpretazione dell’insegnamento chiave dell’originazione interdipendente.
La meditazione è un ottimo modo per farlo, ma è una pratica il cui scopo è di più ampia portata.
Mi dispiace, ma le emozioni fanno parte dell’essere umano! L’importante è che non facciano soffrire troppo.
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